Lo smartphone è nato come evoluzione del telefono cellulare, ma da tempo telefonare non è più sufficiente per descriverne l’utilizzo. Comunicazione, navigazione, fotografie, video, social network, pagamenti, mappe, informazione e intrattenimento convivono oggi all’interno dello stesso dispositivo. I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno: secondo Sensor Tower, nel 2025 gli utenti hanno trascorso complessivamente 5.300 miliardi di ore all’interno delle applicazioni mobili distribuite attraverso iOS e Google Play, equivalenti a circa 3,6 ore al giorno per utente mobile.
Anche in Italia la centralità dello smartphone emerge chiaramente. Una rilevazione Audicom riferita all’audience digitale ha attribuito al mobile l’88,4% del tempo complessivamente trascorso online, contro l’11,6% del computer. Nel giorno medio, il tempo online da dispositivi mobili si attestava intorno alle 2 ore e 26 minuti. Non sorprende quindi che molte funzioni un tempo associate a strumenti differenti siano state progressivamente concentrate in un unico oggetto.
Messaggi, chiamate e videochiamate restano al centro dell’utilizzo
La comunicazione continua a essere una delle funzioni fondamentali dello smartphone, anche se è cambiato radicalmente il modo di comunicare. La tradizionale telefonata su rete mobile è stata affiancata da messaggi istantanei, note vocali, chiamate attraverso internet e videochiamate.
I dati Eurostat mostrano con chiarezza questa trasformazione. Nel 2025 l’88% degli utenti internet dell’Unione Europea utilizzava servizi di messaggistica istantanea, mentre l’87% inviava o riceveva email. Le chiamate telefoniche o video effettuate attraverso internet coinvolgevano invece l’81% degli utenti.
Lo smartphone è quindi diventato un vero hub della comunicazione personale e professionale. La differenza rispetto ai primi telefoni cellulari non consiste semplicemente nell’aumento del numero di funzioni disponibili, ma nella loro convergenza: testo, voce, immagini e video passano ormai dagli stessi dispositivi e spesso dalle stesse applicazioni.
Le app sono diventate il vero centro operativo dello smartphone
Per comprendere come venga utilizzato oggi un telefono intelligente bisogna soprattutto osservare le applicazioni. È attraverso le app che lo smartphone assume di volta in volta la funzione di televisore, macchina fotografica, navigatore satellitare, portafoglio, console, giornale o strumento di lavoro.
Nel Regno Unito, per esempio, Ofcom ha rilevato che un adulto utilizzava in media 41 applicazioni per smartphone nell’arco di un mese nel 2025, contro le 38 dell’anno precedente. Nella fascia tra 25 e 44 anni il numero saliva mediamente a 46.
Anche il mercato globale continua a registrare una quantità enorme di installazioni: nel 2025 i download effettuati attraverso i principali store hanno sfiorato quota 150 miliardi. Allo stesso tempo è aumentata l’importanza economica delle applicazioni non legate strettamente al gaming, che per la prima volta hanno superato i videogiochi in termini di spesa effettuata dagli utenti.
L’universo delle app comprende ormai praticamente qualsiasi settore: servizi bancari, trasporti, consegne a domicilio, streaming, fitness, amministrazione pubblica, e-commerce, giochi e intrattenimento. All’interno di quest’ultima area rientrano, nei mercati in cui la normativa lo consente, anche le applicazioni dei casinò con licenza e tutte le necessarie autorizzazioni. Si tratta comunque di una categoria specifica all’interno di un ecosistema molto più ampio, nel quale il tempo degli utenti viene conteso soprattutto da social network, video, comunicazione e servizi di uso quotidiano.
Social network e video assorbono una parte enorme del tempo sullo schermo
Se si misura l’utilizzo in termini di tempo anziché di semplice diffusione, social network e contenuti video occupano una posizione particolarmente importante.
Sensor Tower stima che nel 2025 siano state trascorse quasi 2.500 miliardi di ore complessive sulle piattaforme social, un volume di attenzione nettamente superiore a quello registrato da qualsiasi altra singola categoria di applicazioni.
Il fenomeno è evidente anche a livello europeo. Eurostat rileva che il 72% degli utenti internet dell’UE partecipava ai social network nel 2025, percentuale che cresce sensibilmente tra i più giovani. Nella fascia tra 16 e 29 anni, infatti, l’utilizzo dei social arrivava all’89,3%. In Italia la stessa percentuale tra i giovani era pari all’80,3%.
Lo smartphone si presta particolarmente bene a questo tipo di fruizione perché riduce quasi a zero la distanza tra produzione e consumo del contenuto. Lo stesso dispositivo utilizzato per guardare un video permette pochi secondi dopo di registrarne uno, modificarlo, pubblicarlo e inviarlo ad altre persone.
Fotocamera e videocamera hanno cambiato il modo di produrre immagini
Non tutte le funzioni più importanti possono però essere misurate attraverso il tempo trascorso in un’applicazione. Fotocamera e videocamera sono un esempio evidente.
La presenza costante dello smartphone ha trasformato la fotografia da attività occasionale a gesto quotidiano. Scattare una foto serve ormai non soltanto a conservare un ricordo, ma anche a digitalizzare un documento, acquisire un QR code, condividere informazioni, effettuare una videochiamata, pubblicare contenuti sui social o utilizzare sistemi di riconoscimento visivo.
Lo stesso hardware fotografico è diventato uno dei principali elementi di differenziazione tra smartphone. Sensori multipli, stabilizzazione ottica, modalità notturne e sistemi di elaborazione computazionale mostrano quanto il telefono abbia progressivamente assorbito funzioni che fino a pochi anni fa richiedevano dispositivi dedicati.
Mappe, GPS e geolocalizzazione sono entrati nella routine
Un’altra funzione ormai difficile da separare dallo smartphone è la navigazione satellitare. Mappe, posizione GPS e servizi basati sulla geolocalizzazione vengono utilizzati per raggiungere una destinazione, conoscere i tempi del traffico, individuare attività commerciali, utilizzare mezzi pubblici o accedere a servizi di mobilità.
I dati britannici di Ofcom offrono un’indicazione significativa: Google Maps risultava nel 2025 la terza applicazione per smartphone con la maggiore diffusione tra gli adulti del Paese, raggiungendo il 77% degli utenti considerati.
La geolocalizzazione ha inoltre assunto una funzione trasversale. Non riguarda soltanto le mappe: viene utilizzata dalle applicazioni meteorologiche, dai servizi di consegna, dalle piattaforme di trasporto, dalle app sportive e da molte funzioni commerciali.
Banking, pagamenti e acquisti trasformano il telefono in un portafoglio
Uno dei cambiamenti più sostanziali riguarda la gestione del denaro. Il 74% degli utenti internet europei utilizzava servizi di online banking nel 2025, contro il 56% registrato dieci anni prima.
Lo smartphone ha accelerato ulteriormente questa evoluzione perché consente di controllare il conto corrente, effettuare bonifici, autorizzare operazioni attraverso dati biometrici e pagare nei negozi fisici tramite tecnologie contactless.
Anche l’e-commerce è sempre più integrato nell’esperienza mobile. Ricerca di prodotti, confronto dei prezzi, autenticazione, pagamento e tracciamento della consegna possono essere eseguiti dallo stesso dispositivo, riducendo progressivamente la separazione tra navigazione online e acquisto.
Informazione, motori di ricerca e intelligenza artificiale
Lo smartphone resta inoltre una delle principali porte di accesso all’informazione. In Europa, il 77% degli utenti internet cercava informazioni su beni e servizi nel 2025, mentre il 71% consultava quotidiani o siti di notizie online.
In Italia, AGCOM ha evidenziato la centralità di social network e motori di ricerca anche nell’accesso alle notizie: nel 2025 venivano indicati rispettivamente dal 25,1% e dal 24,7% della popolazione tra i mezzi utilizzati per informarsi online.
A questo quadro si sta aggiungendo rapidamente l’intelligenza artificiale generativa. Sensor Tower stima che il tempo globale trascorso sulle applicazioni di IA generativa possa raggiungere 36 miliardi di ore soltanto nella prima metà del 2026, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
È un cambiamento ancora relativamente recente, ma indicativo dell’evoluzione dello smartphone: nuove funzioni non sostituiscono necessariamente quelle precedenti, bensì si aggiungono a un dispositivo che tende ad assorbire un numero crescente di attività.
Lo smartphone è ormai una piattaforma, non soltanto un telefono
Stabilire quale sia in assoluto la funzione più utilizzata di uno smartphone non è semplice, perché le statistiche cambiano a seconda che si misurino utenti raggiunti, numero di accessi oppure minuti trascorsi sul dispositivo. Alcune tendenze, però, sono nette.
Messaggistica e comunicazione vantano una diffusione enorme; social network e video dominano una parte consistente del tempo trascorso nelle applicazioni; mappe, fotografia, banking e acquisti sono diventati strumenti quotidiani; mentre l’intelligenza artificiale sta rapidamente conquistando una posizione propria.
La trasformazione più significativa è però un’altra. Lo smartphone non è più un apparecchio caratterizzato da alcune funzioni principali, ma una piattaforma capace di sostituire numerosi strumenti precedentemente distinti. Telefono, fotocamera, navigatore, televisore, console, portafoglio e computer tascabile convivono ormai nello stesso oggetto. Ed è proprio questa capacità di concentrare attività molto diverse a spiegare perché il mobile continui a occupare una quota così ampia del tempo digitale delle persone. (nota stampa).



