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FOGGIA FRANCAVILLA Foggia, i fratelli Francavilla tornano al 41 bis

Il ministro della Giustizia ha accolto la richiesta della Dda di Bari e della Dna nazionale, disponendo nuovamente il 41 bis per Antonello ed Emiliano Francavilla

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
23 Settembre 2026
Cronaca // Foggia //

Il ministro della Giustizia ha accolto la richiesta della Dda di Bari e della Dna nazionale, disponendo nuovamente il 41 bis per Antonello ed Emiliano Francavilla, rispettivamente di 49 e 47 anni, ritenuti ai vertici del clan Francavilla-Sinesi della “Società” foggiana.

I due fratelli sono tornati in carcere l’8 giugno scorso, quando furono arrestati nell’ambito di un’inchiesta antimafia mentre si trovavano ai domiciliari. Proprio gli elementi raccolti nell’ultimo blitz hanno portato alla decisione di applicare il regime di carcere duro, con l’obiettivo di impedire eventuali contatti tra i due e i presunti complici ancora in libertà.

Secondo quanto emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta, infatti, Antonello ed Emiliano Francavilla avrebbero continuato a occuparsi delle strategie criminali anche durante la detenzione domiciliare. Antonello avrebbe incontrato personalmente alcuni presunti affiliati, mentre Emiliano avrebbe partecipato telefonicamente a summit finalizzati a risolvere contrasti e discutere di affari illeciti.

Il 41 bis prevede forti limitazioni ai rapporti con l’esterno: un solo colloquio mensile con i familiari, l’assenza di telefonate, nessuna disponibilità di denaro per le spese carcerarie e nessun pacco alimentare. Anche l’ora d’aria è limitata a un massimo di quattro detenuti sottoposti allo stesso regime.

Antonello ed Emiliano Francavilla sono figli di Mario “il nero”, ucciso nel gennaio 1998 durante una guerra di mafia in un agguato rimasto impunito. Dall’inizio degli anni Duemila sono considerati al vertice dell’omonima famiglia, federata con i Sinesi. Negli ultimi 13-15 anni hanno trascorso gran parte del tempo tra carcere e domiciliari.

A pesare sul quadro accusatorio delineato nell’ultima indagine ci sono anche le dichiarazioni dei cugini Ciro e Giuseppe Francavilla, che per circa vent’anni avrebbero ricoperto ruoli di vertice nella famiglia prima di collaborare con la giustizia, rispettivamente tra dicembre 2023 e gennaio 2024.

Antonello Francavilla, genero di Roberto Sinesi, storico esponente della “Società” anch’egli sottoposto al 41 bis, era stato arrestato nel novembre 2013 e condannato a sei anni per droga nell’operazione Gotha. Durante la detenzione sono arrivati ulteriori arresti e condanne: sette anni per mafia nell’inchiesta Corona e altri sette anni per estorsione nell’operazione Rodolfo.

Il 2 marzo 2022, mentre si trovava ai domiciliari a Nettuno, Antonello Francavilla fu raggiunto da colpi di pistola insieme al figlio quindicenne. Per quell’agguato venne arrestato e condannato in primo grado a 18 anni il costruttore Antonio Fratianni, accusato di aver tentato di uccidere il boss per non restituire 600mila euro investiti dal clan nel settore edilizio.

Francavilla tornò libero nell’aprile 2022, ma il 17 gennaio 2023 fu nuovamente arrestato a Foggia perché trovato in possesso di una pistola con il colpo in canna. Per questo episodio è stato condannato a quattro anni e quattro mesi. Successivamente ottenne i domiciliari a Colnago, in Brianza, dove è stato arrestato nell’ambito del blitz antimafia dell’8 giugno.

Anche il percorso giudiziario di Emiliano Francavilla è segnato da numerosi procedimenti. Il 22 giugno 2011 finì in carcere per aver favorito la latitanza dell’ergastolano montanaro Franco Libergolis, riportando una condanna a tre anni e sei mesi.

Successivamente sono arrivati altri arresti e condanne: nove anni per mafia, estorsione e armi nell’operazione Corona, quattro anni per una truffa nel settore vitivinicolo nell’inchiesta Baccus e cinque anni e sei mesi per estorsioni, due delle quali sarebbero state ordinate dal carcere, nell’operazione Rodolfo.

Scarcerato alla fine di marzo 2022 dopo 11 anni trascorsi in carcere, Emiliano Francavilla venne nuovamente arrestato il 22 luglio dello stesso anno con l’accusa di aver progettato l’omicidio di Fratianni per vendicare il duplice tentato omicidio del fratello e del nipote. Per questo episodio è stato condannato a otto anni e otto mesi.

Nell’aprile 2025 aveva ottenuto gli arresti domiciliari, inizialmente a Foggia e successivamente a Campomarino, dove è stato arrestato l’8 giugno nell’ambito dell’ultima operazione antimafia.

Nei provvedimenti con cui è stato disposto il 41 bis vengono ricostruiti i precedenti giudiziari dei due fratelli e viene sottolineata l’operatività e la pericolosità del clan Sinesi-Francavilla. Il quadro viene collegato anche ai recenti blitz contro il racket, che non vedono coinvolti direttamente i due Francavilla, e agli episodi di gambizzazione.

I provvedimenti richiamano inoltre le tensioni interne alla “Società foggiana”, tra cui l’omicidio del 15 gennaio 2026 di Alessandro Moretti, detto “Sassolino”, ritenuto elemento di spicco del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, storico gruppo rivale dei Sinesi-Francavilla.

Un ruolo centrale è attribuito anche agli elementi raccolti nell’ultima indagine, comprese le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia e decine di intercettazioni. Da una parte emergerebbe la rabbia di Emiliano Francavilla nei confronti di rivali, sodali, magistrati, poliziotti e persino del fratello Antonello; dall’altra sarebbero emerse le strategie di Antonello per raggiungere un accordo con il clan Moretti e tornare a gestire insieme il business del traffico di cocaina.

È proprio questo quadro a essere indicato alla base della decisione di applicare il regime di 41 bis, per ridurre il rischio che i due, anche dal carcere, possano continuare a esercitare un ruolo di comando sul clan attraverso comunicazioni, ordini e direttive rivolti agli affiliati rimasti in libertà.

Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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