È stata inaugurata al Museo Civico di Foggia la mostra dedicata a Domenico Carella, artista foggiano scomparso prematuramente dieci anni fa, all’età di 40 anni. L’esposizione, promossa dalla famiglia e dagli amici più vicini, resterà aperta fino al 4 ottobre e nasce con l’obiettivo di trasformare il ricordo dell’artista in un’occasione di condivisione e valorizzazione della sua ricerca.
Il percorso espositivo restituisce al pubblico opere, visioni e frammenti di una produzione difficile da ricondurre a una sola definizione, caratterizzata da una continua ricerca e dalla sperimentazione di tecniche, materiali e linguaggi differenti.
Carella era un artista inquieto e fortemente sperimentale, capace di trasformare praticamente qualsiasi superficie in un supporto creativo. Chitarre, bottiglie, bicchieri, cappelli, quadri, posate e cubi diventavano così elementi sui quali costruire composizioni popolate da segni, lettere, numeri, simboli e volti.
Una delle caratteristiche più riconoscibili della sua produzione è rappresentata dalla sovrapposizione di centinaia di piccoli elementi, che si intrecciano fino a creare forme, contorni e intricate trame grafiche. In questo linguaggio il segno non assume una funzione esclusivamente decorativa, ma diventa anche memoria, ritmo e visione.
In mostra anche le xilografie
All’interno dell’esposizione sono presenti anche le xilografie realizzate da Carella, già proposte nella mostra collettiva Il Barbitonsore. L’espressione della barba nel tempo, dedicata all’evoluzione dell’iconografia della barba dal Rinascimento ai giorni nostri.
Anche in quella circostanza l’artista aveva evidenziato una cifra stilistica personale e immediatamente riconoscibile, affrontando un soggetto legato alla tradizione attraverso uno sguardo contemporaneo e originale.
Carella aveva compiuto la propria formazione a Foggia, frequentando l’Istituto d’Arte Perugini e l’Accademia di Belle Arti. Nel corso della sua attività aveva sviluppato una ricerca fondata sulla contaminazione tra tecniche e materiali, muovendosi tra pittura, incisione e interventi su oggetti.
La sperimentazione rappresentava una costante del suo percorso artistico, senza vincoli rispetto a un’unica tecnica o a un solo linguaggio espressivo.
A dieci anni dalla sua scomparsa, l’esposizione del Museo Civico diventa quindi un’occasione per tornare a confrontarsi con il lavoro di un artista che ha lasciato una traccia originale nella scena creativa foggiana.
La mostra non si limita a celebrare la memoria di Domenico Carella, ma propone al pubblico la possibilità di riscoprire le sue opere e la visione personale nascosta dietro l’apparente accumulo di lettere, numeri, simboli e segni.
Lo riporta foggiatoday.it.



