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SAN MICHELE Franco Nasuti: San Michele aveva un gallo

Uno spettacolo teatrale con musiche, scritto e diretto da Franco Nasuti, insieme al Gruppo Teatro-Monte Li Sammecalére

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
23 Settembre 2026
Manfredonia // Monte S. Angelo //

Il giorno 19 Settembre 2026, presso l’Auditorium Peppino Principe, si è tenuta la rappresentazione SAN MICHELE AVEVA UN GALLO, spettacolo teatrale con musiche, scritto e diretto da Franco Nasuti, insieme al Gruppo Teatro-Monte Li Sammecalére. Un evento eccezionale, la cui rappresentazione è stata molto apprezzata dal pubblico che ha decretato il suo amore verso la tradizione e la cultura popolare della nostra città, ma soprattutto verso Franco Nasuti e il suo Gruppo Li Sammecalére-Teatro Monte, che sono stati premiati dal Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo e dall’Assessore alla Cultura e Turismo, Prof.ssa Rosa Palomba, con la seguente motivazione: “Al “Gruppo Teatro Monte – Li Sammecalere”, che da mezzo secolo custodisce, tramanda e valorizza la tradizione musicale e l’identità culturale della nostra comunità. Con graditudine e riconoscenza per l’impegno costante e appassionato profuso in questi cinquant’anni di attività”.

Al centro della rappresentazione vi è il culto di San Michele visto attraverso gli episodi principali delle sue origini, dalle Apparitiones alla diffusione del culto presso i Bizantini e i Longobardi, da cui ha inizio il fenomeno del pellegrinaggio verso la Montagna Sacra, quale elemento fondante della religiosità legata ai vari episodi della tradizione popolare del Gargano, il tutto rappresentato con recitazione e canti riguardante l’immagine di San Michele e i canti dei pellegrini diretti verso la Montagna dell’Angelo. Canti di gloria e di grande spiritualità reverenziale verso l’Arcangelo Michele, nume tutelare della città e padrone delle schiere angeliche, a cui il Gargano è dedicato. Episodi rievocati attraverso i canti e la recitazione degli esponenti principali del Gruppo Teatro Monte, composto non solo da attori, quanto da musicisti e cantori, fra cui Franco Nasuti, Angela Picaro, Matteo Gabriele, Saverio Prezioso, Giovanni Lauriola, Matteo Trufini, Vincenzo Trotta, Giovanni Ciociola. Un 1Gruppo molto affiatato e preparato tale da meritare il plauso dei presenti e l’entusiasmo di coloro che oggi sono gli artefici delle nostre tradizioni popolari, come Li Sammecalére.

Gli episodi rappresentati fanno parte della tradizione della cultura micaelica, rievocati attraverso canti e racconti, fra cui la nascita del culto di San Michele, il mito di Gargano, l’arrivo dei Longobardi sul Gargano, la devozione micaelica attraverso il pellegrinaggio lungo la Via Sacra Langobardorum, fino alla rievocazione della tradizione dei pennacchi, da cui prende spunto il racconto di San Michele aveva un gallo, quel gallo che un tempo stava all’inizio delle porte di bronzo dell’entrata al Santuario di San Michele ed il gallo era così bello e dalle piume variegate e colorate, che tutta la gente lo ammirava e lo toccava in segno di devozione e di grande rispetto per la protezione che aveva da parte di San Michele. Ma Satana e, quindi, il Diavolo, ne ebbe gelosia e per dispetto lo fece morire. Ma il gallo invece di morire, le sue piume vennero sollevate in aria in segno di rispetto verso l’Arcangelo Michele, e da allora ogni pellegrino che veniva a Monte Sant’Angelo acquistava il cosiddetto pennacchio formato alle piume del Gallo di San Michele: San Michele aveva un gallo, bianco, rosso, verde e giallo, e per farlo ben cantare, gli dava da mangiare latte e miele.

Pasquale Piemontese 2Poi la rappresentazione prosegue attraverso vari episodi legati al pellegrinaggio e al culto di San Michele, fino all’episodio della morte di uno dei fratelli Mangini, briganti, che ebbe il coraggio di saccheggiare il Santuario di San Michele. In seguito uno dei fratelli Mangini venne poi fatto decapitare dagli altri due fratelli, tanto da creare la leggenda della morte Mangini, in quanto la testa fu appesa all’entrata del Santuario. Per questo vi è il detto: Ti farò fare la fine di Mangini. Siamo nel 1806, in piena lotta contro il brigantaggio meridionale. Un periodo molto travagliato e a volte crudele per gli episodi che vi successero. Un mondo fatto di tradizioni e di racconti popolari, dove gli usi e i costumi locali appaiono in tutta la loro originalità e sincerità, tale da darci una immagine la più completa non solo della Città di Monte Sant’Angelo, quanto del Gargano, visto nella sua storia e nella sua cultura popolare, legati al folclore locale. Del resto tutta la storia del Gargano è legata, non solo ai Santi e, quindi, al Sacro, quanto ai Briganti, al mondo contadino sempre oppresso dai cosiddetti galantuomini che si servivano dei soprastanti per dominarlo e sfruttarlo. Tutto questo lo troviamo nelle opere di Franco Nasuti, nei canti e nelle musiche legate alla cultura popolare del Gargano. In conclusione tutta la rappresentazione teatrale è stata molto apprezzata dal pubblico che ha rivolto agli attori e ai suoi principali interpreti un sentito ringraziamento.

A cura di Giuseppe Piemontese.

1 commento su "Franco Nasuti: San Michele aveva un gallo"

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