
“ Emiliano – dice Bordo – ha trasformato il nostro congresso in una guerra mediatica”, una guerra combattuta con “le armi del pettegolezzo e dell’offesa personale”, perpetrata anche ai danni dei familiari di chi, come Bordo, ha scelto “legittimamente di non sostenerlo nella corsa per la segreteria regionale del Partito Democratico” (il sindaco di Bari Michele Emiliano si ripresenta alle primarie Pd per la riconferma alla segreteria regionale, sostenuto a Manfredonia dal duo di Comunità e Territorio Franco La Torre – Gaetano Prencipe; di contro Bersani, nazionale, e Blasi regionale, Ignazio Marino e Guglielmo Minervini, mentre il candidato Enrico Fusco, non raggiungendo il quorum necessario per l’elezione regionale delle primarie, ha siglato in questi giorno un accordo a sostegno di Sergio Blasi; un Blasi ieri contestato da Emiliano nella conferenza di Manfredonia).
“Un comportamento a dir poco disdicevole – dice ancora Bordo – che nessun dirigente politico, o rappresentante istituzionale o magistrato dovrebbe assumere, ancor meno lui – continua – che incarna tutte e tre queste figure tradendone lo spirito e l’etica”.
Bordo già preannuncia una sconfitta di Emiliano alle prossime elezioni di partito definendolo infatti ” ex segretario regionale del PD di Puglia” .
In particolare, se il sostenitore della mozione Bersani in Capitanata ha esternato con tanto livore contro Emiliano è soprattutto per le dichiarazioni rese ieri dallo stesso sindaco barese, alla notizia della condanna dell’ex direttore (oggi Ruggero Castrignanò) dell’Asl/Fg, Donato Troiano.

L’inchiesta di Procura e Digos ha riguardato il bando di concorso per logopedisti (bandito dall’Asl lo scorso 4 gennaio 2007 per incarichi temporanei di ruolo ma poi bloccato) dove si sarebbe falsificata la graduatoria approvata dalla commissione esaminatrice per favorire due candidate, tra cui la moglie di un deputato (che comunque non sarebbe imputata).
“Il parlamentare citato da Emiliano – dice Bordo – la cui moglie sarebbe stata favorita nel concorso per logopedisti, sarei io, sebbene gli organi di stampa che hanno pubblicato e diffuso la notizia abbiano avuto cura di non fare il mio nome”, afferma Michele Bordo, esplicitando “il riferimento alla mia persona senza timori e senza infingimenti”. Anche perché “non ho mai chiesto a nessuno di favorire mia moglie, la quale, tra l’altro, lavorando come logopedista, con contratto a tempo indeterminato, sin dal 1998, aveva uno scarso interesse nei confronti di un concorso che prevedeva invece un’assunzione a tempo determinato. E debbo dire che neppure sarebbe stato necessario il supposto favore, consistito nel passaggio di mia moglie dal 4° al 1° posto della graduatoria, dal momento che il piano dell’ASL prevedeva l’assunzione di ben più di 4 logopediste”.

Alla “sobrietà” degli organi di informazione fa da contraltare, per Bordo, “l’arroganza e la spregiudicatezza di Emiliano, convinto di poter così nascondere le pesanti sconfitte elettorali del PD pugliese in questi ultimi mesi e la sua fallimentare gestione del partito”. Una gestione di partito “gravemente compromessa dalla pressoché assoluta indifferenza alle regole del confronto democratico, dal delirio leaderistico che lo ha spinto a non tenere in alcun conto le decisioni degli organismi dirigenti, dall’ambiguità politica assunta come strategia per acquisire potere personale”.
Il segretario regionale del PD – continua il deputato – “ dimostra di non avere minimamente a cuore le sorti del nostro partito se il suo unico impegno, il suo unico punto programmatico è insultare i dirigenti che non lo sostengono e offendere gli iscritti e gli elettori che hanno più volte legittimato quegli stessi dirigenti”.
Non è con questo clima interno che il Partito Democratico potrà elaborare una nuova linea politica o allargare la propria influenza – continua Bordo – non è a persone del genere che il Partito Democratico può affidare il difficile e complesso compito di tracciare il profilo del nuovo governo regionale”.
Infine l’avvertimento di Bordo al sindaco di Bari: “A Michele Emiliano toccherà, invece, rispondere nelle sedi opportune delle offese e delle calunnie diffuse sul mio conto”.

L’ultima nota sulla valutazione negativa espressa da Bordo contro il segretario Pd barese: “Forse Bordo non ricorda quanto rilevante sia stato il suo peso nella sconfitta subita dal Pd, nel 2008, in Capitanata”.


