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Foggia, Longo guida l’opposizione: “Consiglio urgente per deliberare il dissesto”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
23 Novembre 2010
Politica //

Aula consiliare Comune Foggia
Aula consiliare Comune Foggia (fonte image: N.Saracino)
Foggia – CONVOCAZIONE urgente del consiglio comunale di Foggia per deliberare, a norma dell’art.244 e seguenti del TUEL, il dissesto finanziario del comune, con la “trasmissione immediata” alla Procura Generale della Corte dei Conti per la Puglia. Questo per ricercare le “responsabilità” dell’Ente. La richiesta è dei consiglieri comunali dell’opposizione di Foggia, “in relazione alla strategia del ritardo e del rinvio circa la discussione in Aula dell’avveramento del dissesto finanziario” (come affermato tra l’altro “dalla Corte dei Conti, nel Pronunciamento n.59 del 26 luglio 2010 e dall’Ufficio dei Revisori dei Conti nella relazione consegnata al comune in data 15.10.2010).

DICHIARAZIONE DI DISSESTO FINANZIARIO, PRIMA RICHIESTA INOLTRATA IL 18 OTTOBRE 2010 – La richiesta era stata già inoltrata il 18 ottobre 2010 dopo la “relazione tecnico contabile sulla situazione del comune di Foggia”, consegnata all’Ente dall’Ufficio dei Revisori dei Conti il 15 ottobre 2010, dove, “dopo una lunga e dettagliata disamina tecnico-contabile ed amministrativa”, i revisori dei conti Chinno e D’Alessandro, “a seguito di ulteriore verifica ,per propria competenza e atto dovuto”, avevano riscontrato i presupposti per la dichiarazione di dissesto finanziario, informando il Presidente del Consiglio Comunale e tutti i soggetti interessati delle condizioni di dissesto (art.244 del TUEL) del comune foggiano.

La minoranza,come si evince dal testo allegato, con la richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale intendeva “verificare in Aula, avvalendosi del sindacato ispettivo assegnatole dalla legge”, se la maggioranza avesse ritenuto “fondate” le motivazioni spiegate nella relazione dai revisori Chinno e D’Alessandro per adottare quindi una formale delibera di dissesto finanziario,oppure se,attraverso una controrelazione del dirigente del servizio finanziario ,”confutare le succitate motivazioni e dichiarare al contrario l’inesistenza dei presupposti per la dichiarazione del dissesto”.

MA PER IL PRESIDENTE PIEMONTESE LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO NON ERA ACCOGLIBILE – Ma nel corso della successiva “conferenza dei capigruppo”, il Presidente del Consiglio Piemontese, “a dispetto della gravità della situazione ed accampando pretestuose motivazioni giuridiche, nella circostanza non appalesate e solo didascalicamente annunciate” comunicava che la richiesta di convocazione era da ritenersi “non accoglibile”, provocando così “l’indignata reazione e protesta della minoranza consiliare presente”, che dava risposta scritta e motivata circa “l’assurda decisione” del presidente Piemontese che “tra l’altro, strideva chiaramente con il comma 3 Lett.c,dell’art 14 dello Statuto comunale”;

RICHIESTA DELLA MINORANZA ISCRITTA ALL’ULTIMO PUNTO DELL’ODG DEL 19 NOVEMBRE – In seguito il Presidente Piemontese, “smentendosi e comunque con un espediente ai limiti dell’illegittimità” – dicono i consiglieri dell’opposizione – successivamente iscriveva all’ultimo punto dell’ordine del giorno del 19 novembre 2010, la richiesta della minoranza denominandola: ”Determinazioni in ordine alla richiesta di convocazione del consiglio comunale concernente l’adozione degli atti consequenziali alla relazione dell’ufficio del collegio dei revisori del 15.10.2010”, senza che “irresponsabilmente, nella relativa cartella vi fosse cenno alcuno da parte dell’amministrazione della grave situazione finanziaria dell’Ente,ma solo e soltanto copia della richiesta di convocazione inoltrata dalla minoranza”. La minoranza,in considerazione dello “svuotamento dei contenuti della richiesta di convocazione del consiglio comunale per la dichiarazione o meno del dissesto finanziario”, chiese al tempo, durante la seduta, “il rinvio dell’argomento alla conferenza dei capigruppo”, al fine di “ottenere una più consona dignità politica e, soprattutto pregnanza e valenza amministrativa”.

“STRATEGIA DELLA MAGGIORANZA CONCRETIZZATASI CON L’ELEZIONE DEL COLLEGGIO DEI REVISORI” – “La chiara strategia dell’Amministrazione comunale e del Sindaco Mongelli,volta a non discutere dell’argomento – dicono i consiglieri dell’opposizione – ed ad evitare ogni contradditorio,si è concretizzata nel corso della seduta del consiglio comunale del 19 novembre 2010, per l’elezione dei membri del collegio dei revisori”. Difatti, la maggioranza di centrosinistra, “inserendosi indebitamente ed illegalmente nella scelta del revisore,che la norma assegna alla opposizione”, ha fatto convergere voti su uno dei due candidati proposti dalla minoranza,determinando,di fatto,la elezione di tutti e tre i revisori dei conti,nella convinzione di controllare interamente anche l’importante organo di revisione contabile”.

LE MOTIVAZIONI ALLA BASE DELLA RICHIESTA DI CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO – Queste le motivazioni che hanno spinto i consiglieri comunali dell’opposizione a richiedere la convocazione del consiglio: la relazione a seguito della verifica amministrativo-contabile eseguita dai Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica,a firma del dott. Vallante,notificata all’Ente in data 11 ottobre 2008; la nota dell’allora responsabile del servizio finanziario,dr Cappucio,ad oggetto:”segnalazione obbligatoria ex art.153,comma 6 del TUEL al fine di assicurare la regolarità della gestione sotto il profilo degli equilibri di bilancio,dove,laconicamente,si affermava la non sussistenza degli equilibri di bilancio,già a tutto il 2008; la relazione di accompagnamento alle linee guida del rendiconto 2008,del 22 gennaio 2010, redatta dal collegio dei revisori; la relazione del Dirigente dei Servizi Finanziari,di accompagnamento al bilancio di previsione 2010 e triennio 2010/2012,del 07 maggio 2010; la relazione di accompagnamento al parere del collegio dei revisori al bilancio di previsione 2010 depositato in data 26 maggio 2010; Ia delibera sul pronunciamento della Sezione Regionale di Controllo della Puglia della Corte dei Conti, assunto in data 7 luglio 2010 e notificato all’Ente in data 26 luglio 2010; La comunicazione del Dirigente dei Servizi Finanziari del 27 agosto 2010,prot.n.94529,inviata ai dirigenti dei servizi dell’Ente avente ad oggetto:”Applicazione art.191,comma5 del TUEL-determinazioni urgenti, -la relazione tecnico-contabile sulla situazione finanziaria del comune di Foggia del 15 ottobre 2010, redatta dai revisori Chinno e D’Alessandro; a nota del Dirigente dei Servizi Finanziari depositata il 26 ottobre 2010, le relazioni sul parere del collegio dei revisori al rendiconto 2009 ed al riequilibrio di bilancio 2010,depositati in data 26 ottobre 2010 e considerato che gli esercizi 2007/2008/2009 “sono stati caratterizzati da sovrastima delle proprie entrate sia del titolo 1° entrate Tributarie,che del titolo 3°,entrate extratributarie”; sottostima di spese,oggi emerse quali debiti fuori bilancio, oltre ad utilizzo continuato nel tempo dell’anticipazione di cassa: assunzioni di impegni di spesa in spregio a quanto disciplinato dall’art.191 TUEL; ricorso eccessivo all’indebitamento anche con istituti di credito diversi dalla cassa DD.PP, emissione dei BOC ; operazioni di finanza derivata con trend negativi in termini di differenziali: assenza di attività di razionalizzazione e controllo della spesa corrente da parte dell’Ente sui propri bilanci; assenza di un piano strategico di controllo di gestione sulle società interamente partecipate dall’Ente,le quali negli ultimi esercizi,hanno determinato importanti perdite che hanno determinato la messa in liquidazione della società AMICA spa. Alla vendita dell’80% del pacchetto societario della partecipata AMGAS BLU ed ad una situazione molto vicina al tracollo finanziaria della società ATAF”;

COMPLESSIVO TOTALE DI SQUILIBRIO DI BILANCIO PARI A 102.589.583,33 EURO – Complessivamente il quadro economico del Comune presenta un disavanzo di amministrazione al 31.12.2009 pari a 34.612.659, 29 euro; fondi vincoli non ripristinati al 31.12.2009 euro 19,320,058,76; debiti fuori bilancio da liquidare al 28.09.2010(parte corrente euro 15.482.172,24); debiti fuori bilancio da liquidare al 28.09.2010(parte invertim.) euro10.018,865,15; debiti fuori bilancio da riconoscere euro 23.155.827,90 per un totale di squilibrio di bilancio pari ad euro 102.589.583,33.


LE PARTECIPATE CREDITICI VERSO IL COMUNE DI 60 MILIONI DI EURO – In attesa della situazione economica finanziaria delle società partecipate, le quali “se da una parte denunciano un pericoloso disequilibrio di bilancio,non colmabile per consolidata mancanza di risorse,dall’altra,evidenziano un marcato disallineamento di bilancio con l’Ente, anche perché creditrici ,nei confronti di quest’ultimo,di circa 60 milioni di euro”.

“Verificata la prolungata situazione deficitaria di cassa,per cui l’Ente dal 31 dicembre 2006 non rientra al termine di ogni esercizio amministrativo degli importi utilizzati impropriamente come anticipazione di cassa ,tant’è che la Corte dei Conti,nel pronunciamento numero 59 del 26 luglio 2010 afferma, testualmente:….”Di un comportamento dell’Ente difforme da una sana e prudente gestione finanziaria” e che, inoltre :”…l’utilizzo continuo e protratto nel tempo dell’anticipazione della tesoreria per giunta ai limiti consentiti dalla legge,anziché essere percepito anzitempo da parte del Comune di Foggia quale vero e proprio segnale d’allarme per la tenuta dei conti,ha costituito,con effetti deflagranti sull’attuale gestione,un abuso deprecabile,una prassi contra legem in quanto contrario al fine originario che è quello di sopperire ad uno squilibrio temporaneo tra pagamenti e riscossioni”.Il debito del Comune,sotto forma di anticipazione concessa,nei confronti del tesoriere,al 31.08.2010 ammontava ad euro 35.822.267”.

DECRETI INGIUNTIVI NON OPPOSTI AL 31 DICEMBRE 2009 PARI A 5.247.056,35 -DATO atto della grave situazione del contenzioso civile ed amministrativo in essere,che data l’ampiezza del fenomeno, oltre ad avere manifestato ad oggi effetti deflagranti sulla gestione contabile-finanziaria,nel prossimo futuro può rappresentare una vera e propria “bomba ad orologeria”: contenzioso amministrativo e civile al 31.12.2009 euro 140.429.672,46, Decreti ingiuntivi non opposti al 31,12,2009 euro 5.247.056,35 – Decreti ingiuntivi opposti euro 24.674.246,25.

CONTRO LE MANOVRE DELLA MAGGIORANZA: “FALLITE” – L’opposizione ha chiesto la convocazione del consiglio monotematico per la dichiarazione del dissesto anche “accertato che le cosiddette manovre di risanamento,varate nel corso dell’approvazione del consuntivo 2008 , del riequilibrio di bilancio del 2009e nel corso dell’approvazione del bilancio di previsione 2010, che riguardavano l’una una discutibile e singolare manovra edilizia legata alla manovra finanziaria con la concessione in variante di ingenti valori edificatori e l’altra ad un altrettanto discutibile piano delle alienazioni, sono sostanzialmente fallite”, dato che “ad oggi – secondo l’opposizione – on hanno sortito nessuna entrata nelle casse comunali,a dispetto di trionfalismi mediatici”. Difatti, il Comune “a tutt’oggi,e sottoposto ad una violenta aggressione da parte dei creditori,preoccupati dello stato di insolvenza del debitore :situazione questa configurabile al limite del danno erariale,addebitabile agli amministratori e per tutte le ragioni su esposte,n on può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili,e non è in grado di fare fronte all’ingente massa di crediti liquidi ed esigibili,secondo le modalità di cui all’art.193 ed all’art.194 del TUEL per le fattispecie ivi previste; L’art 247 del D.lgs.n.267/2000,che contempla la violazione dell’obbligo di deliberare,ove ricorrano le condizioni,lo stato di dissesto finanziario”.

Foggia, Consiglio comunale: Ursitti si dimette da capogruppo Pdl – Intanto, Raimondo Ursitti, con una lettera al segretario provinciale del PDL Gabriele Mazzone, si è dimesso oggi da capogruppo del Pdl nel Consiglio Comunale di Foggia. Le dimissioni sarebbero irrevocabili. Nella lettera Ursitti afferma che “quanto avvenuto in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale è di gravità tale da non poter essere sottaciuto o liquidato come un incidente di percorso”. Alcuni consiglieri della minoranza e del Pdl hanno dato infatti vita ad un “inciucio con la maggioranza per far eleggere un determinato componente del Collegio dei Revisori dei Conti”.

n.marchitelli@statoquotidiano.it

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