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DISTRUTTI Bambini allontanati dalla casa nel bosco, la madre: «Sono distrutti ma io resto con loro»

La vicenda nasce dalla scelta radicale della famiglia: vivere isolati in una casa in pietra nei boschi di Palmoli, nell’entroterra di Chieti

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
23 Novembre 2025
Cronaca // L'inchiesta //

Bambini allontanati dalla casa nel bosco, la madre: «Sono distrutti ma io resto con loro»

Catherine Birmingham passa le sue giornate tra orari rigidi, porte chiuse e incontri brevi. Da quando i tre figli sono stati trasferiti in una struttura protetta, può vederli solo in momenti scanditi: la colazione, la sera prima che si addormentino. È in quei frammenti di normalità che dice di cogliere tutta la loro inquietudine. «Li vedo esagitati in modo strano, è l’ansia che parla» racconta. «Sono tristi, vogliono solo tornare a casa e tornare a essere una famiglia. Io resto qui, non li lascio soli».

Il marito, Nathan Trevillion, ammette di essere a pezzi. Ha potuto incontrare i bambini per pochi minuti, il tempo – riferisce – di consegnare vestiti e qualche giocattolo, poi è stato allontanato. Solo il pressing del legale della coppia, l’avvocato Giovanni Angelucci, ha permesso alla madre di restare accanto ai figli nelle fasce orarie autorizzate dalla comunità.

La vicenda nasce dalla scelta radicale della famiglia: vivere isolati in una casa in pietra nei boschi di Palmoli, nell’entroterra di Chieti, con un progetto di vita “lenta” e alternativa alla società urbana. Una scelta che ha riguardato anche l’educazione dei figli. Catherine rivendica apertamente l’unschooling, un metodo che rifiuta la scuola tradizionale a favore di un apprendimento informale e domestico. «I nostri figli non frequenteranno una scuola ortodossa» insiste. «Per loro vogliamo un’educazione familiare e naturale, che li metta in contatto con la parte creativa del cervello».

Proprio su questi aspetti – isolamento, condizioni abitative e mancata scolarizzazione – si è concentrato il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale e l’inserimento dei tre minori in struttura. Nel provvedimento, secondo quanto filtrato, pesano le relazioni dei servizi sociali: vengono segnalate criticità legate alla sicurezza dell’abitazione, all’assenza di un bagno interno adeguato, al rispetto dell’obbligo scolastico e alle opportunità di socializzazione dei bambini.

La coppia non si rassegna. È già pronto il ricorso contro l’ordinanza e il padre annuncia interventi rapidi sulla casa nel bosco: ampliamento degli spazi, raddoppio delle stanze, installazione di un bagno a secco interno per rispondere alle contestazioni. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che quel progetto di vita può garantire comunque standard minimi di igiene, sicurezza e benessere per i piccoli.

Il caso, però, è rapidamente uscito dai soli binari tecnici per diventare terreno di scontro politico. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito l’allontanamento di un bambino dalla sua famiglia un atto «sempre doloroso e grave» e ha annunciato approfondimenti, parlando di verifiche accurate sulla procedura adottata. Il vicepremier Matteo Salvini, dal canto suo, ha usato toni molto più duri, parlando di «sequestro» di tre minori sottratti in modo inaccettabile ai genitori e attaccando frontalmente giudici e assistenti sociali, che a suo dire non dovrebbero «complicare la vita» alle famiglie. Per il leader della Lega, la vicenda conferma l’urgenza di una riforma profonda del sistema giustizia.

Le parole dei rappresentanti del governo hanno provocato la reazione dei magistrati. L’Associazione nazionale magistrati, in una nota, ha difeso il lavoro del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, sottolineando che il decreto si basa su «valutazioni tecniche ed elementi oggettivi» relativi a sicurezza, salute, socialità e obbligo scolastico. Il segretario Rocco Maruotti ha definito l’ordinanza «ampiamente motivata» e ha invitato la politica a leggere i provvedimenti prima di attaccare, evitando giudizi sommari che possano delegittimare il lavoro dei giudici e alimentare tensioni nell’opinione pubblica.

Intanto, nella comunità dove sono ospitati, i tre bambini cercano di adattarsi a una vita completamente diversa da quella nei boschi. La madre descrive figli «tristi ma forti», agganciati a pochi rituali quotidiani e a un legame che, almeno per ora, resiste tra incontri brevi, pianti e abbracci a tempo. La battaglia legale è appena iniziata: da una parte una famiglia che rivendica il diritto a un modello educativo alternativo, dall’altra le istituzioni che richiamano gli obblighi di legge e il dovere di tutela dei minori. A decidere se e quando quella casa nel bosco potrà tornare a essere la loro casa di famiglia saranno, ancora una volta, i giudici.

Fonte: tgcom24.com

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"Bellezza e bruttezza sono un miraggio perché gli altri finiscono per vedere la nostra interiorità.” (Frida Kahlo)

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