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Piattaforma petrolifera: problema comune, esposto in Procura


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Petrolio Monopoli (VerdiMonopoli)

Petrolio Monopoli (VerdiMonopoli)

Monopoli – LO “scempio” della piattaforma petrolifera in Italia non riguarderebbe soltanto la cittadina di Monopoli. L’informativa della Northern Petroleum ltd, inviata al Comune di Monopoli, sarebbe stata infatti inoltrata anche ad altre amministrazioni comunali e provinciali della Regione Puglia, tra le quali Fasano, Ostuni, Cisternino, Carovigno e Brindisi (nonostante il paventato insediamento della piattaforma coinvolgerebbe le acque dell’intera regione, oltre al fatto che l’informativa ha interessato anche le Regioni Molise e Marche). “Perché allora nessuno si è accorto di nulla? Una compagine di funzionari negligenti o un disinteresse dei Comuni perché qualunque decisione dello Stato “è cosa buona e giusta”?”, dicono i rappresentanti dell’assemblea costituente No Petrolio. Con il suo comunicato, l’assemblea Costituente chiede la firma dell’esposto alla Magistratura (Procura della Repubblica di Bari e Brindisi) per “accertare eventuali responsabilità e inadempienze da parte di funzionari, dirigenti o rappresentanti istituzionali a qualsiasi livello”, circa l’iter procedurale e autorizzatario della piattaforma petrolifera al largo delle coste monopolitane. Il sole, il mare, il vento ci danno tanto senza voler nulla in cambio – dichiara Donato Cippone, Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Una Puglia Migliore” e promotore del comitato – Dobbiamo quindi valorizzare le nostre risorse naturali per ridare immediatamente impulso all’economia della nostra regione. Noi pugliesi vogliamo che la nostra terra sia il giardino dell’Europa e vogliamo vivere di turismo, agricoltura, commercio ed artigianato. Per questo, sostengo fermamente che nessuna piattaforma petrolifera dovrà essere installata dinanzi alle nostre coste. L’appello che lancio a tutti i pugliesi e non solo, è quello di partecipare all’Assemblea costituente del comitato ‘No alla piattaforma. Stop petrolio, difendiamo il nostro mare’ e a sottoscrivere l’esposto alla Magistratura.” Lunedì 28 dicembre alle ore 16, si svolgerà il secondo incontro dell’Assemblea Costituente Comitato Regionale “No alla piattaforma. Stop petrolio, difendiamo il nostro mare”.  Previsti gli interventi dell’onorevole Francesco Boccia; Pierfelice Zazzera; Donato Cippone; Gianni Lannes e del cantante Caparezza. Inoltre parteciperano assessori e sindaci dei comuni coinvolti. Chiunque può intervenire munito di documento d’identità.  Lunedì 21 dicembre scorso, presso il Municipio di Monopoli, l’Assessore Regionale all’Ambiente, Onofrio Introna, ha incontrato i sindaci e gli assessori delle cittadine coinvolte. “Anche se ad essere coinvolto, qualora la piattaforma si realizzi, sarebbero tutto il Mezzogiorno e il Mar Adriatico”, dicono i rappresentanti dell’assemblea costituente. “Ad integrazione dell’esposto alla Procura della Repubblica in corso di redazione, abbiamo chiesto al Sindaco di Monopoli una copia del verbale dell’incontro di lunedì, contenente le dichiarazioni di tutti gli intervenuti ivi comprese quelle dell’Assessore Regionale all’Ambiente Onofrio Introna e del Consigliere Mimmo Lomelo. Ricorso al Tar Puglia: in considerazione dei tempi ristretti e dell’interesse che devono avere i soggetti ricorrenti ai fini dell’accoglienza del ricorso stesso, i promotori dell’iniziativa fanno appello a quanti “hanno veramente a cuore le sorti della Puglia per mobilitarsi per l’adesione; la sottoscrizione e il sostegno economico al ricorso alla  Magistratura amministrativa”. Introna: l’assessore all’Ecologia Onofrio Introna ha richiesto un incontro al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo sulla questione del permesso di ricerca di idrocarburi al largo delle coste pugliesi presentato dalla Northern Petroleum LTD. Dopo l’incontro del 21 dicembre a Monopoli con autorità e associazioni locali infatti è stato dato mandato alla Regione di illustrare al Ministero le valutazioni sugli interventi che incidono direttamente sul territorio sia dal punto di vista economico che ambientale. Infatti alla competente commissione ministeriale di valutazione ambientale alla Regione Puglia non è stato permesso di partecipare visti ritardi il decreto di nomina del rappresentante regionale – del 4 giugno 2009 – è stato trasmesso solo il 21 dicembre 2009. Introna, chiedendo l’incontro alla Prestigiacomo, ha chiesto quindi la sospensione dei decreti autorizzativi, auspicando l’allargamento della partecipazione anche alle rappresentanze delle Amministrazioni locali coinvolte. “Il via libera alle attività di ricerca di nuovi giacimenti nel mare di fronte a Monopoli, ottenuta dal ministro Prestigiacomo nei giorni scorsi -ha dichiarato Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia-, è una scelta anacronistica e da rigettare. Investire ancora nella ricerca di petrolio non è certo la strada verso l’autonomia energetica del Paese”. Le riserve italiane: l’Italia avrebbe riserve di petrolio recuperabili per 109 milioni di tonnellate che, a fronte di un consumo annuale che nel 2006 si era attestato sugli 85 milioni di tonnellate, sarebbero appena sufficienti a coprire il fabbisogno di poco più di un anno. Legambiente: “La strada da percorrere per render l’Italia progressivamente indipendente dalle importazioni, per invertire in processi che riguardano le emissioni e vincere la sfida dei cambiamenti climatici, -conclude Tarantini- deve puntare su altri obiettivi, come il risparmio, l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e l’innovazione tecnologica”. Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare di concerto con il Ministro per i Beni e le attività culturali con decreto il 15/10/2009 ha infatti autorizzato la società inglese Northern Petroleum ltd ad avviare le perforazioni a 25Km ad est di Monopoli le perforazioni per la ricerca di petrolio e in caso positivo l’insediamento di una piattaforma petrolifera offshore, per una superficie di 735m7 km quadrati. “Sconcerto di fronte ad una decisione del Ministro Prestigiacomo” è stata espressa da Pierfelice Zazzera, coordinatore organizzativo regionale dell’Italia dei Valori Puglia. “Ad essere danneggiata irrimediabilmente sarà l’attività di marineria lasciando senza lavoro decine di pescatori oltre alle attività di ricezione turistica che chiuderanno battenti. Ricordiamo al Ministro che il 10% dell’inquinamento da idrocarburi è dovuto alle piattaforme petrolifere offshore e che il Mediterraneo risulta essere l’area marina più inquinata al mondo dal petrolio».

Piattaforma petrolifera: problema comune, esposto in Procura ultima modifica: 2009-12-23T17:32:56+00:00 da Giuseppe de Filippo



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