Scienza e Tecnologia

All’Università di Foggia l’Archeologia rivive in 3D


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Fonte image : archivio Google

DAL 2005 presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia opera il Laboratorio di Archeologia Digitale conducendo ricerche d’informatica applicata all’Archeologia con l’utilizzo delle più avanzate tecniche a disposizione nelle ricostruzioni virtuali degli ambienti storici.Il laboratorio riuscendo ad ottenere una modellazione 3D dei siti archeologici oggetto di studio non solo ci permette di “rivedere” la Storia ma addirittura di “riviverla” virtualmente. Una frontiera quella percorsa che spazia fra storia, architettura, archeologia ed informatica.Sull’esaustivo sito internet del Laboratorio di Archeologia Digitale (LAD) si legge:

<< Gli archeologi non sono cercatori di tesori. Non scoprono monumenti, ma indagano siti e territori. Non collezionano reperti, ma indagano la cultura materiale di cui i reperti sono indizi. Lavorano su tracce e ricompongono frammenti. E da questi ricostruiscono la Storia. Il lavoro dell'archeologo è un'operazione creativa, Un gioco fra analisi e sintesi, che merita di essere raccontato. Anche con le tecnologie di comunicazione più moderne.>>

Poetica introduzione ad un lavoro che si muove fra le più moderne tecnologie e si batte all’interno di piattaforme Open Source. Già solo questa missione è degna di nota. Il Laboratorio parteciperà per questo all’ ArcheoFoss 2011, il 6º Workshop Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica, che si svolgerà a Napoli il 9 e il 10 giugno prossimi.

Nel dettaglio il laboratorio è dotato di 3 workstation grafiche e 3 postazioni di supporto; un server di calcolo; stampanti, plotter e scanner. Per le attività sul campo sono utilizzati un laser scanner a tempo di volo, una stazione totale e una fotocamera digitale.Il software adottato comprende programmi per la modellazione e animazione tridimensionale, per il fotoritocco e il fotoraddrizzamento.

ll Laboratorio nacque in prosecuzione all’attviità dell’Università degli Studi di Bari quando sul sito archeologico di Herdonia,vicino all’attuale Ordona (Foggia) ed una delle più importanti e conosciute città antiche dell’Italia meridionale, fu sperimentato dal 1997 l’utilizzo di tecniche di rilievo automatico. D’allora l’informatizzazione ha accompagnato in maniera crescente le ricerche del gruppo di lavoro cresciuto nel Dipartimento di Studi classici e cristiani dell’Università di Bari e confluito nel Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia. Herdonia è stata vissuta in varie epoche e l’arco della sua storia percorre vari millenni,dalle prime tracce di età neolitica fino alla nascita dell’insediamento daunio, alla strutturazione della città romana fino alla sovrapposizione del villaggio medievale e all’ abbandono di età moderna.Con l’obiettivo di divulgare scientificamente una parte del patrimonio archeologico appartenente alla Daunia, il LAD ha realizzato ricostruzioni 3D di alcuni dei principali monumenti di Herdonia anche se il progetto prevede la realizzazione di un modello completo della città.Sono stati ricostruiti virtualmente il Foro della città romana, il Tempio A, il Tempio B, la Basilica, il Macellum, la Statua di Nettuno.Sul sito internet si possono guardare i filmati del Foro della città nel II secolo e della Basilica del Foro risalente sempre al II secolo.Inoltre il LAD ha realizzato una guida HerdoniaMobile per i visitatori del sito archeologico,ottimizzata per la visualizzazione su iPhone e altri dispositivi mobili. Un’altro progetto del LAD si chiama Time Machine ed è una applicazione di realtà virtuale.La Time Machine è un gioco interattivo realizzato in grafica 3D, ambientato sul sito archeologico di Faragola (Ascoli Satriano, FG).Il giocatore indossa i panni di un viaggiatore nel tempo. Egli viene guidato indietro nel tempo, attraverso continui passaggi fra realtà archeologica ed immaginazione ricostruttiva evidenziando il rapporto strettamente connesso fra la stratigrafia (scienza che descrive gli strati archeologici) e l’interpretazione delle tracce.Attraverso un pannello di controllo il viaggiatore può passare dalla modalità che rappresenta il “come è oggi” a quella che visualizza il “come gli archeologi lo immaginano”. Semplici pulsanti permettono di andare avanti e indietro nel tempo, nelle diverse fasi, e di visitare liberamente i mondi immaginari corrispondenti alle diverse ipotesi ricostruttive del sito, fino al suo abbandono. Si può camminare sui pavimenti delle diverse fasi di vita della villa, ma anche sugli strati di vita altomedievali e sui crolli del definitivo abbandono.

In conclusione i filmati 3D di Herdonia ed il gioco interattivo della Time Michine sono solo alcuni degli esempi di ricostruzioni virtuali realizzati nel laboratorio. Di molti altri lavori ci si può rendere conto da soli visitando il sito internet del LAD ma molteplici sono ancora le possibilità e le dimensioni da percorrere nella nostra Storia grazie al Laboratorio di Archeologia Digitale dell’Università di Foggia. In un mondo dove l’informatizzazione ha cambiato tutto,dalla semplice comunicazione fra persone si è passati allo sviluppo di nuove forme di socialità tramite social networks come facebook; oggi anche la figura dell’archeologo è stata cambiata dall’informatizzazione e con lui anche il nostro rapporto con la Storia è cambiato.Vivere tridimensionalemente il passato è aver inventato una Macchina del Tempo.Questo nuovo cambiamento ci mette in comunicazione col Passato e con i nostri Predecessori. Oggi quindi possiamo comunicare con la Storia ma soprattutto con le nostre origini Daunie.

anton.mancini@libero.it

All’Università di Foggia l’Archeologia rivive in 3D ultima modifica: 2011-01-24T01:29:00+00:00 da Redazione



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