Lavoro

Hydro, tavolo romano chiuso. Per dipendenti bonus esodo e Cig


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I lavoratori della Hydro (Copyright PF - Stato)

Roma – UNA cosa, a questo punto, è certa e non ha ulteriore bisogno di tavoli. La Hydro, dopo oscillazioni, tavoli e litigi con le parti sociali, lascerà San Severo. Lo stabilimento di Via Foggia chiuderà i battenti come annunciato a novembre. I lavoratori andranno lentamente a casa. Questo è quello che è emerso, oggi, dall’incontro svoltosi a Roma in merito alla pratica di mobilità per 42 dipendenti avviata proprio sul finire del 2011 dalla HBS. Nella sede capitolina del Ministero per gli Attività Produttive, alla presenza di un funzionario di Corrado Passera, l’azienda norvegese ha ribadito l’unicità della strada, dettata da motivi di opportunità economica (contenimento delle perdite) e di ripensamento della vocazione imprenditoriale (non più conveniente l’ossidazione), purtuttavia costretta a cedere qualche metro rispetto al niet alle concessioni.

Accordi. Punto primo, ammortizzatori sociali. Quattro ore di colloqui, fitti ma cordiali, per impostare una strategia operativa su cinque punti. Innanzitutto, compito della società sarà quello di attivare tutte le procedure possibili per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali. A Roma, sono state fiaccate le ultime resistenze dei vertici italiani della multinazionale norvegese sulla concessione della Cassa integrazione. Si incomincerà con un anno di Cig ordinaria, cui faranno seguito ulteriori 12 mesi di cassa integrazione straordinaria. Si è parlato anche (ma la conferma arriverà ufficialmente nelle prossime ore in un incontro che si terrà a Foggia) di incentivi per l’esodo. Si stanno limando i dettagli. L’impresa offre, per ogni anno di concessione, 11 mila euro lordi. Fiom e Uilm rialzano a 15 mila. L’impressione è che si possa trovare l’accordo nel mezzo ma non è improbabile che, alla fine, si possa chiudere con massimo vantaggio per gli operai.

Accordi. Punto secondo, reidustrializzazione. Mantenimento del grado di sicurezza acquisito nell’impianto e garanzia delle commesse per acquirenti in fase di start up. La HBS si impegna a garantire questi punti sostanziali per favorire il passaggio di gestione. In realtà, la ditta norvegese, aveva messo l’opzione sul campo sin dall’inizio del tavolo barese (link), pur lanciandola con toni provocatori e ironici, dicendosi pronta a “regalare lo stabilimento”. Rispetto ad allora (16 dicembre) c’è meno compiacimento. Il fronte di Enti e parti sociali non ha ceduto ai tentativi di incrinare la resistenza. Risultato: le parti chiedono e la HBS sottoscrive l’impegno a impegnarsi nella ricerca (seria e non a tampone) di un nuovo imprenditore il prima possibile. Il tutto, per accelerare, per quanto possibile, la fase di limbo che si apre, oggi, per i lavoratori in rosso.

Accordi. Punto terzo, cadenza del tavolo. E che si faccia sul serio, lo stabilisce il Ministero. Tavoli di verifica e di confronto permanenti saranno convocati con cadenza trimestrale. Durante questi incontri, ognuno sarà messo di fronte alle proprie responsabilità.

Dino Marino. Nei giorni scorsi, sulla pagina facebook del gruppo Hydro, il consigliere regionale sanseverese aveva espresso il suo scoramento con una metafora musicale, postando “Non so più cosa fare”, interpretata da Adriano Celentano. Oggi, a Stato, recupera ottimismo e prova a leggere, mentre ancora le gallerie della strada del ritorno interrompono la conversazione telefonica, il risultato della battaglia. “La battaglia non è finita – ringhia – Personalmente farò tutto quanto possibile per salvaguardare il fronte occupazionale dagli attacchi della disoccupazione”. Marino crede “che possiamo farcela” e prospetta, come già fatto in passato, la possibilità che “l’azienda vada in mano ai dipendenti che hanno già dimostrato ampiamente di sapere come farla rendere al meglio”.

Elena Gentile. Per l’Assessore al Welfare, l’accordo è un “passetto in avanti”. Certo, resta l’emergenza chiusura, la contezza che, presto o tardi, i livelli occupazionali dell’azienda sanseverese coleranno a picco. Il pericolo che si verifichi una situazione da ‘che l’ultimo spenga la luce’ è più che concreta. Per il momento, però, riflette a Stato la Gentile, “acquisiamo questo piccolo risultato”. L’azienda è tornata a trattare e “non era affatto scontato che garantisse le commesse”. Specie dopo la tensione del mese scorso. “Da nera, la situazione l’abbiamo volta al grigio. Ora non resta che spostarla verso il bianco”.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Hydro, tavolo romano chiuso. Per dipendenti bonus esodo e Cig ultima modifica: 2012-01-24T22:33:20+00:00 da Redazione



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Commenti


  • nemo

    L’interesse per subentrare alla gestione c’è ma si deve cambiare radicalmente l’impiantistica e l’organizzazione del lavoro, con un impiego di max 10 persone per turno di produzione, condizione minima per raggiungere il pareggio di bilancio.
    con l’attuale situazione italiana e del settore, è facilmente prevedibile che non ci sarà da produrre che per un turno giornaliero con 12/13 persone compresi i servizi amministrativi, ma credo che la miopia sindacale e dei lavoratori che sono in gioco, non permetta queste valutazioni.
    Se salvare 13 su 42 può interessare a qualcuno degli attuali vincitori (cassa integrazione x 1 anno + 1 + mobilità per circa 3/4 anni = 5 anni di stipendio da 850 Euro senza fare nulla o magari lavorando in nero in altre situazioni, se veramente può interessare a qualcunop a queste condizioni sono disponibile ad investire 700/800 mila euro per dare un futuro all’impianto di San Severo.
    Se volete potete contattarmi per mail.

    Auguri

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