Cultura
Riflessioni di Ferruccio Gemmellaro

Gradus ad Mysterium

Il curatore è Gianni Boato e l’organizzazione è di Lucia Basso, nota poetessa e animatrice di eventi


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Di Bruno Saran, professione microbiologo, la sala del Consorzio della Bonifica di San Donà di Piave, Venezia, ospita una esposizione di opere che se non originali in assoluto, si presentano rarissime nella mappa delle mostre.

Il curatore è Gianni Boato e l’organizzazione è di Lucia Basso, nota poetessa e animatrice di eventi.

Gradus ad Mysterium tra le tante interpretazioni che la nostra lingua può assegnare a tale locuzione, mi pare la meglio aderente “Avvicinamento al mistero”.
L’intento della rassegna, se pur breve, pare esaustiva nel raggiungere lo scopo di attrarre quei visitatori colti da curiosità intellettuale, ma anche semplicemente dal desiderio di informazione culturale che va oltre il figurativo.

All’interno, nello scorrere la collezione, ne diventano magicamente mistici fruitori e dimenticano le attrattive del mondo esterno di là della vetrata che s’apre nella piazza grande.

L’attenzione si volge è vero sulle trascrizioni del pensiero e della poetica di illustri predecessori, sui manoscritti (1999-2015) e disegni di Bruno Saran, ma grande merito va dato alla sua progettazione di abbinamento dei testi con l’iconografia, fuori dei luoghi comuni, al quale ogni definizione, incluso il concettualismo, lascia sempre una piccola lacuna.
Per meglio comprendere e accedere nel senno della mostra partiamo dalla dedica “Homo Hylicus vs Homo sapiens” imposta dall’artifex Bruno Saran.

Un certo credo filosofico vuole l’umanità frazionata i tre gruppi: Ilici, Psichici e Pneumatici.

Gli Ilici, che ne costituiscono una gran parte, appartengono in maniera indissolubile alla madre terra (Hyle) e, pertanto, dopo la nascita vivono destinati alla riproduzione mentre si avviano alla morte, sopravvivendo dominati dalle passioni e dai pensieri che sorgono in essi, quali avidità, cattiveria, gelosia, invidia e odi, toccando comportamenti d’atrocità; vittime degli istinti animali quali la fame e il desiderio sessuale.

Dopo il trapasso sono destinati all’abrasione assoluta dalla memoria collettiva, una sorta di “damnatio memoria”.

A una ristretta frazione appartengono gli Psichici, dotati di libero arbitrio tra il bene e il male, capaci di dominare le passioni e gli istinti, e a seguito di un loro comportamento di positività la loro meta è la salvezza cosmica, deputati al rientro sul pianeta tra gli impermanenti. I Pneumatici non sono di questa terra, provengono da una dimensione ignota e sono consapevoli delle brutture che devastano l’umanità; grazie al Mistero assumono il ruolo di Maestri, i quali operano per la salvezza di coloro unici a poter accedere al corso e ricorso dei tempi, all’infinito. L’umanità ha avuto il dono di Buddha, Gandhi, Gesù, Zarathustra.

Nell’accostarsi all’esposizione, il visitatore potrà scorrere in rispettoso silenzio le tredici tavole – che non mi pare coincidentale il numero – dove appaiono la lirica di Ugo Foscolo tratta dai “Dei Sepolcri” e i versi immortali di Leopardi “L’infinito”.

L’etereo cammino tocca ancora i grafemi delle “Metamorfosi” di Ovidio, dei segmenti di Democrito, Browne, Newton, Plank, Wittgestein, Einstein, del persiano Attar. nomi questi da elencare tra gli Psichici.

La penultima Tavola con la raffigurazione di una mano chiusa col dito indice rivolto all’insù ci espone Gesù il Pneumatico, il quale, per il bene dell’umanità, non può che rispondere col silenzio alla domanda di Pilato “Dimmi che cos’è la verità”.

La Tavola XIII, infine, è il suggello, dove il richiamo “Qui la parola tace” appare l’epifonema che al visitatore non sarà facile dimenticare poiché nel trasformarsi in fruitore ne ha ricevuto insegnamenti e identiche emozioni sorte nell’autore innanzi alle fonti ispiratorie.

(A cura di Ferruccio Gemmellaro, 24 gennaio 2018)

Gradus ad Mysterium ultima modifica: 2018-01-24T19:43:33+00:00 da Ferruccio Gemmellaro



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