ManfredoniaRicordi di storia
Due o tre giorni prima del rito domenicale delle Palme, i contadini e gli agricoltori preparano, le fascine potate di rami di ulivo “i lupe”

La domenica delle palme nella comunità sipontina (riti e tradizioni)

"Successivamente, come menziona lo stesso Spinelli, l’iscrizione venne tolta e incastonata nella Torre dell’Avanzata detto anche Bastione dell’Avanzata del Castello Svevo-Angioino"


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Manfredonia. Una pausa festosa nei riti della Quaresima è rappresentata nella Domenica delle Palme “i Palme”. Due o tre giorni prima del rito domenicale delle Palme, i contadini e gli agricoltori preparano le fascine potate di rami di ulivo “i lupe” che portano in chiesa la Domenica delle Palme per la benedizione.

Il giorno della celebrazione delle Palme, dopo il rito sacro dell’aspersione delle stesse con acqua benedetta, ogni contadino, come da antica tradizione, porta e pianta simbolicamente, anche lo stesso giorno, nel proprio seminato, chiuseto o vigneto, un ramo delle palme benedette, a protezione del raccolto. Gli agricoltori traggono buoni auspici per i loro raccolti, se il giorno delle palme piove: “Palma mbòsse, gregna grosse” (palma bagnata, spiga grossa), così dice un antico detto sipontino tramandato fino ai nostri giorni.

Sempre in campagna, nei locali delle masserie, era usanza, lo si fa tuttora, mettere rametti di palme benedette nei pagliai e all’ingresso delle stalle. Molto fedeli la Domenica delle Palme si recano in Chiesa nella parrocchia di appartenenza per la benedizione delle palme. Il rito della benedizione delle palme e la distribuzione ai fedeli, che ricorda l’entrata di Gesù in Gerusalemme, segno della pace cristiana, si celebra per la chiesa e per i credenti la Domenica delle Palme.

E’ tuttora in auge la consuetudine dello scambio della palma benedetta in famiglia, con gli amici e anche con persone con le quali si è litigato (occasione per riappacificarsi). Un tempo, il rito dello scambio della palma, era obbligatorio per le ragazze fidanzate ufficialmente, che in quel giorno portavano la palma benedetta ai suoceri, i quali contraccambiavano quasi sempre con regali in oro o argento per le neo nuore. Il rituale dello scambio della palma benedetta, così recita in vernacolo: “…Ecche a palme, facime a pece – nennjì jore de stè ‘nguerre – pure li torche fanne la pece – ecche la palme e damme nu bbece” (ecco la palma facciamo pace, non è ora di fare la guerra, pure i turchi fanno la pace, ecco la palma e dammi un bacio). Tradizione vuole che tutte e due le palme prima e dopo lo scambio del rito vengono baciate.

Era consuetudine il giorno delle palme, ora quasi in disuso, mettere in casa una palma benedetta vicino al Crocifisso posto al capezzale del letto; le palme che si mettevano anche sotto il cuscino del guanciale o sotto il materasso del letto, per cacciare i demoni dalla casa, si toglievano quando si scioglievano le campane delle chiese, legate in occasione della Settimana Santa, la notte del Sabato Santo, giorno della Risurrezione di Cristo. Nelle botteghe “putoje” artigianali (sartorie, falegnamerie, saloni da barba “nda varvarije”, fabbri, carradori) palme benedette venivano poste vicino le immagini sacre, dei loro santi protettori. Infine, i pescatori, lo fanno tuttora in forma minore, solevano mettere un ramo della palma benedetta in cima all’albero “sope u pennone” della barca remo velica o sulla prua del battello a remi.

E’ ancora viva l’usanza nella nostra Città di portare in quel giorno la palma benedetta “all’àneme u Prijatòrje” (anime del Purgatorio) ai nostri cari defunti al cimitero. Un tempo le palme benedette dell’anno precedente, il giorno prima delle Sacre Ceneri, venivano bruciate e incenerite. Portate in chiesa il giorno dopo, durante la funzione religiosa che da inizio alla Quaresima, le ceneri benedette, venivano poste sul capo dei fedeli.

La palma benedetta, si conservava in casa anche per il pranzo della Domenica di Pasqua per la benedizione a tavola dei commensali da parte del capo famiglia.

L’ANTICA PROCESSIONE DELLE PALME A MANFREDONIA
Nel 1716 il sindaco della Città Michele D’Apollo autorizzò l’apertura di una porta, da dove passavano i pellegrini che si recavano in preghiera presso la Grotta di S. Michele Arcangelo sul Gargano, denominata “Porta delle Palme”. Tradizione vuole che la Domenica delle Palme aveva luogo nella nostra Città la processione che vedeva la partecipazione del Vescovo, clero e fedeli che si recavano ad una delle porte cittadine, dove veniva posta una palma. L’annalista sipontino Matteo Spinelli in merito alla Processione delle Palme nei suoi scritti, così ci tramanda: “…l’antica porta, che conduceva i monti Sipontini fin dall’edificazione della Moderna Siponto per tutto l’anno dell’era cristiana 1656 si chiamò Porta Montanara, ma poi nel predetto che fu cotanto malagevole per il nostro regno di Napoli a cagione della pestilenza riferita di sopra si istituì dall’Arcivescovo Sipontino Alfonso Puccinelli prolungarsi la processione delle palme insino al di fuori della suddetta porta Montanara a ciò sulla colonna di marmo innalzata al suo santo Arcangelo si fosse un ramo delle Palme benedette, a fine di stare sempre in pace con Dio e godere nel tempo stesso la protezione del gran difensore del genere umano. Tale processione delle Palme adunque introdottasi nel suddetto anno a prolungarsi dal capitolo Sipontino su fuori dalla Porta Montanara, cominciò la medesima a denominarsi Porta delle Palme, per cui pian piano cominciassi a disusare l’antico nome di porta Montanara e talmente che per toglierne all’intutto la rimembranza di quell’antica denominazione si appose sull’antica Porta a lettere maiuscole scolpite sul marmo la seguente iscrizione: Porta delle Palme, la quale iscrizione oggi osservasi affissata in un muro del luogo dove era l’antica Porta, quantunque ai nostri giorni tal processione si è dimessa come a suo luogo si avviserà…”.

Successivamente, come menziona lo stesso Spinelli, l’iscrizione venne tolta e incastonata nella Torre dell’Avanzata detta anche dell’Avanzata del Castello Svevo-Angioino.

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(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

La domenica delle palme nella comunità sipontina (riti e tradizioni) ultima modifica: 2018-03-24T11:12:51+00:00 da Franco Rinaldi



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Commenti


  • dott. Nicola CIOCIOLA

    Franco RINALDI rimane uno dei migliori illustratori delle nostre tradizioni popolari. Con i suoi scritti rimane più completa la storia del folklore sipontino.
    Il tutto arricchito di prezione annotazioni storiche. Spero che la sua vena artistica non abbia mai fine, a giovamento del sapere per le nuove generazioni.
    dott. Nicola CIOCIOLA.

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