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STORIA Manfredonia. “Storie di Cuore e di Sanità. Memorie di un medico ottuagenario”

(Andrea Pacilli Editore), titolo particolare di un libro per parla di medicina e di storia, attraverso le memorie di un medico altrettanto particolare

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Marzo 2024
Manfredonia // Notizie in piazza //

“Storie di Cuore e di Sanità. Memorie di un medico ottuagenario” (Andrea Pacilli Editore), è il titolo particolare di un libro per parla di medicina e di storia, attraverso le memorie di un medico altrettanto particolare.

Il medico è Lorenzo Pellegrino il quale, dopo un lungo periodo trascorso al Policlinico di Pavia come cardiologo e ricercatore, alla fine degli anni ’60 si ritrasferì a Manfredonia dove, con l’avvio dell’Ospedale San Camillo De Lellis, ha “creato” la Cardiologia con l’istituzione del Servizio Autonomo prima e, successivamente, dell’Unità Coronarica in locali di nuova costruzione e con apparecchiature d’avanguardia.

Qui è stato primario cardiologo per circa trent’anni e, negli ultimi anni, direttore del Dipartimento di Cardiologia provinciale di Foggia, incarico interrotto con il pensionamento nel gennaio 2009.

Ma Pellegrino non ha esaurito la sua vicenda professionale e di studioso all’interno della struttura ospedaliera: ricercatore riconosciuto a livello internazionale è stato ed è studioso di storia della medicina ma anche di storia della sanità del territorio meridionale ed infine di storia patria.

Questo volume raccoglie dunque le memorie di queste diversificate vicende professionali ed esistenziali e racconta attraverso esse e attraverso una enorme mole di documenti, la storia di un medico, di una disciplina, la Cardiologia, e di un territorio e di una città a partire da quando, negli anni 50’ del secolo scorso, tutto era ancora da fare.

“Perché questo libro?”, si chiede dunque Pellegrino nell’introduzione al volume.

Oggi, in una società di comunicazioni veloci che vede l’istante contare più della Storia ed i ricordi facilmente cancellati dal presente, ricostruire il passato diventa una esigenza culturale della quale non si può e non si deve fare a meno.

Importante, per Pellegrino, è riportare alla memoria il concetto di ricerca scientifica come gli è stata insegnata nell’Università di Pavia Insegnamenti indispensabili per trovare la necessità e l’utilità di migliorare l’assistenza agli ammalati, per dare loro una giusta diagnosi ed una buona terapia: il paziente deve continuamente essere oggetto di studio – ammonisce Pellegrino – Ciò consente al medico di guardare oltre l’orizzonte delle proprie conoscenze, per ampliarle, aggiornarle, rivedere eventuali errori, al fine di recepire i progressi che l’evoluzione della scienza medica mette a disposizione.

In questa prospettiva dunque, per il medico l’aggiornamento continuo, lo studio, le pubblicazioni, come anche la partecipazione a convegni e congressi, servono a sottoporre a valutazioni critiche il proprio percorso professionale, avendo come punto di riferimento imprescindibile la centralità dell’ammalato sia per gli aspetti clinico-terapeutici che per le indagini strumentali.

E, sempre in questa prospettiva, conoscere la storia di una malattia, dei suoi sintomi, delle terapie e delle tecniche impiegate, consente una migliore comprensione delle realtà presenti: “I principi indispensabili di una buona ricerca scientifica – riassume Pellegrino – sono lo studio preliminare accurato delle fonti bibliografiche, il rispetto e l’utilizzo delle documentazioni disponibili, l’impiego di una metodologia corretta unica garanzia per fare conclusioni possibilmente esatte.”

Ecco allora perché il medico non deve mai smettere di studiare, di ricercare, ed un libro di memorie come questo lo spiega bene. Ed ecco che accanto all’attività clinica troviamo a nome di Lorenzo Pellegrino 135 pubblicazioni sulle più importanti riviste mondiali, la presenza in congressi Nazionali ed Internazionali (ad esempio, Amsterdam nel 1995, Londra nel 1995, Rio De Janeiro del 1999), e poi 25 Monografie, 17 Atti di Congressi, 24 saggi in Atti, 44 saggi in Riviste, ed altro ancora. Per l’attività clinica e di ricercatore nel maggio 2017 è stato nominato “Fellow Emerito dell’ANMCO” (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri): “un riconoscimento di grande prestigio che contribuisce a mettere in evidenza personalità di spicco che hanno avuto un ruolo da protagonista nella Cardiologia italiana e che esprime all’unanimità l’apprezzamento per la tua professionalità, per il tuo valore scientifico e per lo spirito di servizio che hai sempre dimostrato”, recita la nomina, mentre il 25 gennaio 2018 a Roma gli è assegnato il prestigioso Premio Massimo Piccinini dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.

Da una parte, quindi, lo studio strettamente medico, l’indagine scientifica tecnica. Dall’altra parte la ricerca sulla storia della sanità, delle malattie, delle condizioni ambientali, delle strutture mediche nei secoli; e poi la storia del territorio, della nostra comunità, dai pellegrinaggi alla transumanza, dalle opere pie al fascismo, dagli ospedali del territorio al concetto di cura contemporaneo.

Dalla storia delle secolari trasformazioni delle malattie, dalla loro sintomatologia, dalla diagnosi e dalla terapia, come anche delle strutture sanitarie, il dialogo utile a capire il passato per migliorare il presente è dunque sempre stato presente nell’attività professionale e di ricerca di Pellegrino, ed è per questo che il titolo del libro recita “Storie di Cuore e di Sanità”: perché la professione di un medico non è nulla senza il cuore e la passione del conoscere e del curare, e ciò è ancor più vero se il medico è un cardiologo come Lorenzo Pellegrino.

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