Cultura
Oggetti di richiamo che poi non sarebbero più mancati nelle case dei vivi e che avrebbero acquistato via via prestigio e quotazioni di valore

La magia della ceramica

La magia intrinseca della ceramica, pertanto, è nel considerare che essa, nonostante i millenni dalle prime lavorazioni, permane in incessante viaggio osmotico nel pianeta ed è oggetto di vigoroso richiamo artistico


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Quando i primi uomini scoprirono che la terra potesse essere cotta e ricavarne un’oggettistica d’uso nella quotidianità domestica, non immaginavano certo che quella pratica serbava il seme di una futura magia, quella della ceramica artistica.

L’illuminazione di plasmare il manufatto in un pregevole oggetto che, oltre al decoro domestico, rappresentasse il ceto del suo possessore, era stata credibilmente ispirata dal desiderio di narrarne e tramandarne le avventure dopo la morte, imprimendovi elaborati grafici.

Oggetti di richiamo che poi non sarebbero più mancati nelle case dei vivi e che avrebbero acquistato via via prestigio e quotazioni di valore.

La Puglia ha conquistato un posto magnifico nella mappa delle ceramiche non solo nazionali, merito dei figuli di Grottaglie, la cui arte, sviluppatasi dalla terracotta per uso famigliare, merito dell’abbondanza di argilla nel territorio, è progredita in cadenza esponenziale dal Settecento, con la produzione delle maioliche, quando vi si contavano 42 fabbriche fuori le mura e raggruppate nel cosiddetto “quartiere”, detto “camenn’ri (camini), posto ai piedi del castello voluto dall’Episcopato, donde questo esercitava localmente il potere feudale ricevuto dai Normanni ma conteso con sofferenza di popolo dalle mire laiche. Fu giusto la Chiesa a dare impulso alla ceramica grottagliese.

Olle globulari daunie ph Pandolfini

Olle globulari daunie
ph Pandolfini

Arte, quella della maiolica, che dal mondo bizantino, dove aveva trovato egregia sede dopo l’esperienza greco-romana, era confluita nella penisola italiana ma fu in Puglia, a partire dal Cinquecento che trovò gradale accoglienza a Laterza, Martina Franca e a Grottaglie.

Altrove, nel Cinquecento, poi, così come sarebbe accaduto a Grottaglie, la ceramica di Deruta, già lavorata dal Duecento per usi domestici, ebbe grande impulso artistico dopo la presa di potere della Chiesa a Perugia.

Non disperdiamo però il ricordo della ceramica daunia, ragionevolmente da considerare la più antica nella penisola, fiorente nel 550-400 aC, ricca di industrie esportatrici a largo raggio italico ed extraterritoriale, di cui si hanno eleganti reperti di ceramica sub-geometrica con bicromia, quali le “olle globulari”.

Il termine “faenza” per definire la ceramica smaltata, propagato anche all’estero fin dal Cinquecento, è sicuramente, il segno di una moderna cultura unificatrice; a Grottaglie, infatti le maioliche si diramano in due filoni d’arte, la “ruagnara” e la “faenzara”.

La prima relativa a ereditati legami produttivi col mondo rurale, comprende piatti e vasellami con decorazioni del galletto e di stelle a sei punte. I “ruagnari”, infatti, modellavano e sfornavano manufatti di colore unico, marrone, per la cucina e per altre occorrenze di casa quali “crasta”, “pignata”, “rinale”, “vummile”.

La seconda in riferimento a una prestigiosa produzione elitaria i cui decoratori arricchiscono le maioliche dando libertà al loro estro e non mancano tipologie che si identificano con lo stile greco-romano.

La magia intrinseca della ceramica, pertanto, è nel considerare che essa, nonostante i millenni dalle prime lavorazioni, permane in incessante viaggio osmotico nel pianeta ed è oggetto di vigoroso richiamo artistico.

 

Ferruccio Gemmellaro

Meolo Ve 21 – 4 – 2019

La magia della ceramica ultima modifica: 2019-04-24T18:18:55+00:00 da Ferruccio Gemmellaro



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