A San Menaio la stagione estiva è ormai alle porte e gli operatori turistici lavorano per accogliere visitatori e vacanzieri. Ma insieme all’ottimismo per l’estate cresce anche la preoccupazione per due emergenze che agitano il comparto balneare: l’erosione delle spiagge e l’imminente applicazione delle nuove norme sulle concessioni demaniali marittime.
A lanciare l’allarme è Michele Angelicchio in un intervento dedicato alla situazione del litorale garganico, dove il tema della direttiva Bolkestein continua ad alimentare tensioni e incertezze tra gli imprenditori del settore.
Sul fronte dell’erosione costiera, la Regione Puglia ha stanziato 16 milioni di euro per alcuni interventi urgenti in quattro comuni, tra cui Rodi Garganico, con opere previste sul tratto Rodi-Mulino di Mare. Tuttavia, secondo molti operatori balneari, resta forte la sensazione che il problema venga affrontato con soluzioni tampone e rinvii continui.
Al centro del dibattito c’è soprattutto la legge 166 del 2024, che recepisce le disposizioni europee sulle gare pubbliche per le concessioni balneari. Dopo anni di proroghe e rinvii, il termine fissato è quello del 30 settembre 2027, data entro cui dovranno essere applicate le procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione degli arenili.
Nel testo si sottolinea come il governo italiano abbia recepito la direttiva europea già nel 2010, senza però approvare una legge quadro capace di garantire certezze agli operatori del comparto. Una situazione che, secondo Angelicchio, ha alimentato negli anni ambiguità politiche e promesse difficili da mantenere.
I timori maggiori riguardano le circa 30mila imprese familiari del settore balneare, che rischiano di trovarsi in difficoltà davanti alla concorrenza dei grandi gruppi economici nelle future gare pubbliche. “Le piccole imprese familiari sono destinate a soccombere nei confronti dei grandi gruppi finanziari”, si legge nell’intervento.
Nel frattempo, Comuni e Regioni stanno lavorando alla predisposizione dei bandi tipo per uniformare le procedure di assegnazione delle concessioni. Resta però alta la tensione tra gli operatori del settore, che chiedono regole chiare e tutele per chi negli anni ha investito sul territorio.



