Foggia

Alienazione beni comunali, tutte le perplessità di Rifondazione


Di:

Il segretario di Rifondazione Giorgio Cislaghi (statoquotidiano - Michele Sepalone@)

NON siamo aprioristicamente contrari alla vendita di parti del patrimonio pubblico se questo serve per evitare ulteriori balzelli alle famiglie più deboli, quelle che pagano gli effetti della “crisi economica” e dell’insipienza dei nostri governanti, ma vogliamo sapere cosa si vende, perché si deve vendere e per quali fini si vende.

Chiediamo la garanzia che i terreni messi in vendita non siano già stati destinati ad altri scopi, cioè che siano liberi da impegni di costruzione, e cessione, a titolo gratuito di opere di “urbanizzazione secondaria” derivanti dai piani di edilizia economica in “167” e/o dai piani integrati della “ex legge Gozzini”. A questo riguardo chiediamo che l’assessore regionale Barbanente eserciti il suo potere di controllo e verifica e la cessione sia vincolata a un suo “parere di regolarità”. Buona pratica di governo, poi, è far sapere a cosa rinuncia la comunità, cioè se in quei terreni posti in vendita doveva sorgere un parco giochi o una palestra, una chiesa o una scuola oppure se dovevano essere aree verdi dove far giocare i bambini .

L’adesione al cosiddetto “salva città” comporta che il bilancio del comune sia reale e verificato, cioè che i conti passino il vaglio dei controlli della Corte dei Conti e se si mettono in vendita le proprietà comunali vuol dire che servono soldi per sistemare il bilancio. Riproponiamo le domande fatte in occasione dell’adesione al “salva città”. A quanto ammonta il debito totale del Comune di Foggia? Perché non è stata resa pubblica la cronistoria del suo formarsi?

Se corrisponde al vero, anche parzialmente, che servono altri soldi per “far quadrare i conti” vogliamo sapere chi dobbiamo ringraziare per questo regalo perché non possiamo dimenticare il debito lasciatoci in eredità dall’avventura della compagnia aerea “Federico II” come non dimentichiamo la storia delle “paline intelligenti” di ATAF o le inutili “isole ecologiche” di AMICA.

Resta, infine, da chiarire per quali fini si vende perché non è chiaro quali siano i servizi da rendere alle periferie e a quanto ammontino i costi di questi servizi, come non è chiaro quale sia la cifra destinata alle esigenze di bilancio. Non è chiaro neanche se i soldi da investire nei servizi siano destinati all’acquisizione dei beni necessari a farli partire oppure se servano per finanziare il funzionamento dei servizi stessi. La differenza non è trascurabile perché, nel primo caso si configurerebbero come “interventi strutturali” di lunga durata da farsi una sola volta, nel secondo caso servono solo a dare un servizio limitato nel tempo perché non rifinanziabile se non con altre alienazioni di beni.

Ci lascia perplessi che in questa manovra di “riequilibrio dei conti” non siano menzionati i crediti che il Comune vanta perchè oneri di urbanizzazione secondaria dai piani in 167 e dei piani integrati Gozzini, ammontano a molto più dei 13 milioni che ora si cercano e ci domandiamo: se esiste un resoconto dei crediti; se questi siano esigibili; se sono state fatte azioni per incassare questi crediti. Resta poi l’insoluta vicenda dei 32 alloggi che il Consorzio Unico Coop Casa deve consegnare al Comune. A fare i “conti della massaia” oggi il comune avrebbe risparmiato oltre 250.000 euro in affitti pagati per le famiglie in “difficoltà economica”. Se questi appartamenti fossero stati consegnati e ogni mese, passato e a venire, si eviterebbe un esborso pari a 11.200 euro per fitti pagati dal Comune. Queste cifre non tengono conto degli eventuali incassi degli affitti dovuti dagli assegnatari, cifra aleatoria vista l’evasione di massa nel versare il dovuto al comune. A questo punto ci sembra indifferibile un’azione volta a individuare il responsabile di questi mancati risparmi e ci chiediamo cosa si aspetti per obbligare il consorzio a consegnare il dovuto.

Esprimiamo le nostre perplessità nell’intento di provare a ricostruire il dialogo con il centrosinistra al governo della città mettendo al centro del confronto i temi della trasparenza nell’azione amministrativa e della tutela sociale delle famiglie in difficoltà economica. Ci aspettiamo che alle nostre domande seguano le dovute, e necessarie, risposte.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” Foggia 12 giugno 2013 – Rifondazione Comunista – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)

Alienazione beni comunali, tutte le perplessità di Rifondazione ultima modifica: 2013-06-24T11:51:59+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This