Foggia

Anniversario Guardia Finanza, in Puglia sottratti redditi per 657 mln (VD)


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Controlli Guardia di Finanza (archivio ans@)

Bari – COMPLESSIVI 3.697 interventi a carattere fiscale eseguiti dal gennaio al maggio 2013 con rilevamento di redditi sottratti a tassazione per circa 657 milioni di euro e constatazione di violazioni all’I.V.A. per oltre 127 milioni di euro, con la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 291 persone”.

Primo bilancio dell’anno per la Guardia di Finanza pugliese che – come per tutti i reparti italiani – ha celebrato il 239° Anniversario di Fondazione del Corpo. La Cerimonia, presieduta dal Comandante Regionale – Generale di Divisione Franco Patroni, si è svolta all’interno della Caserma “M.A.V.M. Giovanni Macchi”, storica sede del Comando Regionale Puglia, e vi ha preso parte – in un diffuso contesto di sobrietà – il solo personale militare alla sede.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE . Oltre i dati comunicati, importanti sono anche i risultati relativi al contrasto della cosiddetta economia sommersa; nel periodo, sono stati individuati 298 evasori totali e paratotali – intendendo con il primo termine quei soggetti completamente sconosciuti al fisco, e con il secondo quelli che hanno occultato all’Erario almeno il 50% del loro reddito, e sono stati inoltre scoperti oltre 885 lavoratori, in nero o irregolari.

Inoltre, al fine di garantire l’effettivo recupero dell’evasione, sono state avanzate proposte di sequestri e confische per equivalente, connessi a reati tributari, per un ammontare complessivo di circa 44 milioni di euro.

I controlli strumentali all’assolvimento dei propri obblighi fiscali in capo alle categorie di contribuenti obbligati al rilascio di scontrini o ricevute, sono stati complessivamente 10.880, con 3.459 violazioni riscontrate, con una percentuale di irregolarità del 32%. I Reparti della Puglia hanno altresì intensificato l’azione di controllo economico del territorio, attraverso un piano capillare di rilevazione delle ricchezze sintomatiche di capacità contributiva allo scopo di appurare la regolarità o meno delle posizioni fiscali dei soggetti che conducono un alto tenore di vita, apparentemente non coerente con i redditi dichiarati.

All’esito degli oltre 1200 rilevamenti effettuati, sono stati avviati accertamenti di carattere fiscale nei confronti di diversi proprietari o possessori di auto, imbarcazioni da diporto e residenze di elevato valore economico. I controlli continueranno con sempre maggiore sistematicità, anche nell’evidenza dei primi rilevanti e positivi riscontri.

TUTELA SPESA PUBBLICA E LOTTA ALLA CORRUZIONE. Continuando, l’attività di repressione delle frodi al bilancio dello Stato e dell’Unione Europea e, più in generale, di contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, ha permesso di accertare l’indebita percezione di sovvenzioni comunitarie, nazionali e locali per oltre 33 milioni di euro, con la conseguente segnalazione agli organi competenti anche ai fini dell’immediata sospensione dei finanziamenti già pronti per essere erogati, per ulteriori 316 milioni di euro.

Significativi i risultati raggiunti dai dipendenti reparti nello specifico contesto, che all’esito di 121 interventi eseguiti, hanno denunciato 359 soggetti, di cui 17 in stato di arresto; in particolare, e con riferimento ai soli reati più tipici commessi da pubblici ufficiali, (nella fattispecie: “peculato”, “concussione”, “corruzione” e “abuso d’ufficio”) sono state denunciate 146 persone, di cui 11 tratte in arresto.

AGGRESSIONE AI PATRIMONI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA. Si è proceduto complessivamente a sequestri e confische di 489 tra aziende, beni mobili, immobili e valuta, per oltre 5 milioni di euro; i soggetti complessivamente denunciati sono stati 457, di cui 17 tratti in arresto. Inoltre, l’azione di contrasto alla criminalità organizzata ha consentito di sequestrare 3 tonnellate di sostanze stupefacenti e 8 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, con l’arresto di 86 soggetti.

Infine, con riferimento ai reati comuni in materia di codice penale, le Fiamme Gialle pugliesi hanno denunciato oltre 1.800 persone, di cui 55 tratte in arresto, sequestrando, tra l’altro, 93 armi, 31 kg di esplosivi, valuta e titoli per oltre 260mila euro e nr. 36 immobili.

TUTELA MERCATO DEI BENI E SERVIZI. Sono circa 2,3 milioni gli articoli delle più svariate e pericolose categorie merceologiche sequestrati per violazione alle norme a garanzia della sicurezza dei prodotti e della tutela dei consumatori. Riguardo poi il contrasto al fenomeno della contraffazione dei marchi – anche a tutela del made in Italy – e della pirateria audiovisiva ed informatica, sono state sequestrate merci contraffatte, nonché supporti ed apparecchi informatici per oltre 536mila pezzi. Con riferimento al carovita e alla disciplina dei prezzi, sono stati inoltre sottoposti a controlli dedicati 205 esercizi commerciali e produttori di beni di prima necessità – anche al fine di verificare l’iter di formazione dei prezzi -, accertando 27 violazioni.

TRAFFICI ILLECITI VIA MARE E TUTELA AMBIENTE. Il Comando Regionale Puglia è anche fortemente impegnato a contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina che interessa direttamente le nostre coste; al riguardo, sono state denunciate complessivamente 205 persone, di cui 9 tratte in arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sequestrati 8 tra mezzi terrestri e navali, mentre 352 sono stati i clandestini rintracciati.

L’attività condotta dai Reparti territoriali, con il supporto di quelli aeronavali, è stata di significativo rilievo; sono stati verbalizzati 140 soggetti, di cui 100 denunciati all’Autorità Giudiziaria e con il sequestro di rifiuti per circa 14.000 tonnellate, di 32 discariche, di 7 immobili nonché di aree demaniali per oltre 56.000 metri quadri.

Nel settore della polizia marittima, sono stati effettuati 177 controlli nei confronti di natanti, con l’accertamento di 189 violazioni e la segnalazione di 48 responsabili all’Autorità Giudiziaria; inoltre sono state sequestrate oltre 16,5 tonnellate di prodotti ittici e pescato.

Questi dati costituiscono il segno più eloquente dell’impegno che la Guardia di Finanza si è assunta in un contesto territoriale, quello della regione Puglia, il cui patrimonio storico, culturale, economico ed etico sociale va preservato, custodito e difeso da ogni forma di aggressione criminale.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

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Anniversario Guardia Finanza, in Puglia sottratti redditi per 657 mln (VD) ultima modifica: 2013-06-24T14:14:00+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da : avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Scatta automaticamente l’accertamento fiscale sul professionista se il reddito dichiarato è basso rispetto ai costi accertati !

    Il comportamento antieconomico dello studio giustifica da solo l’atto impositivo emesso dall’Agenzia delle Entrate con il procedimento induttivo.

    Se la dichiarazione dei redditi del professionista è bassa rispetto ai costi da lui sostenuti per il personale o per lo studio, il fisco può effettuare un “accertamento induttivo”, anche senza contraddittorio con il contribuente.

    A dirlo è una recentissima sentenza della Cassazione. I comportamenti “antieconomici” del professionista – dice la Corte – sono indizi validi per far presumere al fisco un occultamento di maggiori redditi rispetto a quelli dichiarati a fine anno. L’Agenzia delle Entrate può dunque, effettuare un accertamento induttivo sulla base degli studi di settore. ( in tal senso Cass. sent. n. 24016 del 23.10.2013)

    È vero che l’avviso di accertamento non può fondarsi soltanto sul semplice scostamento dei dati dichiarati dal contribuente rispetto a quelli degli studi di settore. L’amministrazione fiscale, infatti, deve sempre supportare la propria pretesa con ulteriori elementi ed indizi idonei a dimostrarne l’attendibilità.
    Ma, in casi come questi, il discorso è diverso. Infatti, il comportamento antieconomico di chi spende per costi di personale e di studio più di quanto guadagna è certamente un indizio sufficiente a far ritenere che vi possa essere del “nero”.

    In generale, l’ufficio è tenuto ad instaurare un contraddittorio con il contribuente e a tener conto delle sue giustificazioni. Tuttavia il “comportamento antieconomico” del contribuente supera tutti i paletti sugli studi fissati proprio dal giudice di legittimità.
    Foggia, 24 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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