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GIULIA TRAMONTANO Omicidio Giulia Tramontano, Cassazione: “Impagnatiello progettava da mesi l’omicidio”

Secondo i giudici, l’idea di uccidere la compagna, incinta di sette mesi, sarebbe maturata molti mesi prima del 27 maggio 2023

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Giugno 2026
Cronaca // Primo piano //

Nel processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, la Cassazione ha evidenziato come emergano elementi che rafforzano l’ipotesi della premeditazione dell’omicidio da parte di Alessandro Impagnatiello. Secondo i giudici, l’idea di uccidere la compagna, incinta di sette mesi, sarebbe maturata molti mesi prima del 27 maggio 2023.

“La Corte d’appello ha trascurato di valutare l’incremento della somministrazione di veleno per topi, iniziata nel dicembre 2022”, si legge nelle motivazioni, dove viene sottolineato anche che l’intenzione omicidiaria sarebbe riconducibile “a qualche ora prima” del delitto.

La Suprema Corte ha disposto un appello bis sulla premeditazione, pur confermando l’ergastolo, ritenendo necessario rivalutare il quadro complessivo dei fatti. I giudici di legittimità hanno richiamato una serie di elementi considerati non adeguatamente valutati in secondo grado, tra cui l’aumento delle dosi di veleno nell’ultimo mese e mezzo e alcune ricerche online su sostanze tossiche e veleni.

In particolare, viene evidenziato come la somministrazione del veleno fosse iniziata già nel dicembre 2022 e potesse essere finalizzata “in alternativa alla lesione o alla morte della vittima, procurando l’aborto”. Inoltre, secondo la Cassazione, Impagnatiello avrebbe effettuato ricerche su internet relative a “veleni letali” e “veleni inodori e insapori”, elementi ritenuti rilevanti per ricostruire la sua pianificazione.

La Corte ha inoltre sottolineato una “frattura” nelle motivazioni della sentenza d’appello, che aveva collocato l’insorgenza del proposito omicidiario solo poche ore prima del delitto, escludendo così la premeditazione. Secondo la Cassazione, invece, tale ricostruzione non avrebbe tenuto conto della progressiva escalation delle condotte.

Nel nuovo giudizio d’appello dovrà quindi essere rivalutata la circostanza della premeditazione, alla luce del complessivo rapporto tra imputato e vittima e delle condotte tenute dal dicembre 2022 fino al giorno dell’omicidio, avvenuto a Senago.

Lo riporta tgcom24.mediaset.it.

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