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FOGGIA RAPINA Tentò una rapina in pizzeria, ora chiede 100mila euro di risarcimento: a processo titolare e tre dipendenti

L’episodio si concluse con l’arrivo dei soccorsi. Trasportato in ospedale in codice rosso, Simone riportò un trauma cranico

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

FOGGIA – Prima la condanna per tentata rapina, ora la richiesta di un risarcimento da 100mila euro per le lesioni riportate durante il fallito colpo. È la vicenda che riporta davanti al Tribunale di Foggia i fatti avvenuti il 19 aprile 2023 nella pizzeria “0881” del rione Martucci.

Protagonista è Antonio Simone, il foggiano che quella sera fece irruzione nel locale armato di una pistola poi risultata caricata a salve. Per il tentativo di rapina è stato successivamente condannato con rito abbreviato a tre anni di reclusione e a una multa di 800 euro.

Adesso, però, Simone si presenta come parte offesa nel procedimento aperto nei confronti del titolare della pizzeria e di tre dipendenti, accusati dalla Procura di lesioni personali aggravate in concorso. Attraverso il suo legale, l’avvocato Umberto Bulso, ha annunciato la costituzione di parte civile chiedendo un risarcimento di 100mila euro, oltre a una provvisionale di almeno 30mila euro.

L’udienza predibattimentale è fissata davanti al Tribunale di Foggia. Al centro del processo vi sarà la ricostruzione di quanto accaduto dopo il tentativo di rapina.

Secondo gli atti dell’accusa, Simone entrò nel locale poco prima delle 21 e minacciò il titolare per farsi consegnare il denaro custodito in cassa. Un dipendente riuscì però a bloccarlo alle spalle, dando origine a una colluttazione alla quale parteciparono anche altri lavoratori presenti nel locale. Il rapinatore venne disarmato e immobilizzato.

Per la Procura, tuttavia, la violenza non si sarebbe fermata in quel momento. Dopo essere riuscito a divincolarsi e a tentare la fuga, Simone sarebbe caduto sul marciapiede all’esterno del locale. È da quel momento che si concentra l’inchiesta: secondo gli investigatori, quando il pericolo era ormai cessato, i quattro imputati avrebbero continuato a colpirlo con pugni e calci, eccedendo i limiti consentiti dalla legge per fermare un autore di reato colto in flagranza.

L’episodio si concluse con l’arrivo dei soccorsi. Trasportato in ospedale in codice rosso, Simone riportò un trauma cranico, la frattura delle ossa nasali, una ferita al cuoio capelluto e una frattura vertebrale. Lesioni giudicate guaribili in venti giorni.

Tra gli elementi chiave del processo ci saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate all’interno e all’esterno della pizzeria, che documentano le diverse fasi dell’accaduto e sono state acquisite agli atti dell’inchiesta.

L’indagine nacque dalla denuncia presentata dallo stesso Simone nel giugno 2023, mentre era detenuto per il tentativo di rapina. Nella sua versione dei fatti, l’uomo ha sostenuto di essere stato aggredito quando era ormai neutralizzato, parlando di una forma di “giustizia privata”.

Sarà ora il Tribunale a stabilire se la reazione del titolare e dei dipendenti sia rimasta nell’ambito della legittima difesa e dell’arresto del rapinatore o se abbia oltrepassato il limite consentito dalla legge, configurando il reato contestato dalla Procura. Lo riporta Il Corriere del Mezzogiorno.it

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