Più di nove minuti di applausi scroscianti hanno sancito il successo memorabile dell’Andrea Chénier di Umberto Giordano, andato in scena nella serata di sabato 20 giugno nella suggestiva ed eccezionale cornice di Piazza Cavour di Foggia.
Un evento mastodontico e per certi versi inimmaginabile per la città, che ha visto trasformare il proprio cuore urbano in un maestoso teatro a cielo aperto nell’ambito del “Giò Festival“.
LA PIAZZA SI FA PALCOSCENICO
Portare un’opera di tale portata fuori dai canoni tradizionali ha rappresentato una sfida organizzativa imponente. Al di là di qualche inevitabile e superabile disagio logistico legato alla gestione di uno spazio pubblico così ampio, l’esperimento è perfettamente riuscito, e l’atmosfera della piazza ha amplificato l’impatto emotivo di un dramma che ha letteralmente rapito il folto pubblico presente.
Lo spettacolo ha schierato una produzione e un team artistico di assoluto prestigio internazionale, frutto della “folle” e ambiziosa direzione artistica dei maestri Gianna Fratta e Dino De Palma. È stata proprio la bacchetta della direttrice a guidare con profonda sensibilità l’Orchestra e l’imponente Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli, quest’ultimo preparato dal maestro Marco Medved.
L’allestimento d’autore, proveniente dal Teatro alla Scala e firmato dalla prestigiosa regia di Mario Martone, ha saputo restituire con straordinaria efficacia visiva la grandiosità e le tensioni storiche della Rivoluzione Francese. Sul palco, il tenore Jorge de León ha indossato con vigore e passionalità i panni del poeta protagonista, affiancato dal potente baritono Devid Cecconi nel complesso ruolo di Gérard.
Il momento più alto e toccante della serata si è registrato nel terzo quadro, quando l’emozione ha raggiunto il suo culmine assoluto. La performance del soprano Maria Agresta nei panni di Maddalena di Coigny è stata magistrale: la sua interpretazione della famosissima aria “La mamma morta” ha toccato corde profondissime nel cuore degli spettatori, dimostrandosi all’altezza della indimenticabile interpretazione della divina Maria Callas.
Una notte storica per Foggia, che riscopre e celebra il suo legame indissolubile con la grande musica del suo illustre cittadino Giordano in un modo totalmente nuovo e coraggioso, che resterà scolpito nella storia culturale della città. Sotto il cielo stellato di Piazza Cavour, la musica si è fatta respiro collettivo, lasciando nei cuori dei presenti l’eco vibrante di un’emozione condivisa che continuerà a risuonare ben oltre l’ultimo applauso.
FOGGIA VERSO IL RISCATTO
La speranza è che questo sia solo l’inizio di una meravigliosa avventura culturale per la città di Foggia. L’opera più famosa di Umberto Giordano, Andrea Chénier, ha rappresentato l’atto conclusivo del “Giò Festival“, una rassegna che ha saputo risvegliare l’orgoglio di una comunità intera. Dietro quei nove minuti di applausi non c’è solo la gratitudine per uno spettacolo sublime, ma il profondo desiderio di onorare il futuro attraverso la bellezza e il riscatto sociale.
A cura di Cinzia Rizzetti su letteremeridiane.org.



