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Produzioni DOP, Salcuni: ecco la trasparenza spiegata a Confagricoltura


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Roma – RISPOSTA dell’Associazione italiana allevatori a Confagricoltura dopo la “levata di scudi” dell’Organizzazione professionale alla proposta di Pietro Salcuni, fatta durante l’Assemblea dell’Associazione italiana allevatori, di “proteggere le produzioni Dop rendendo obbligatoria l’iscrizione ai libri genealogici di tutti gli animali che partecipano alla filiera a denominazione di origine protetta”.

IL TESTO. “Alla luce delle indignate dichiarazioni di Confagricoltura in merito alla proposta del presidente Aia Pietro Salcuni di rendere obbligatoria l’iscrizione ai Libri genealogici degli animali che entrano nella filiera dei prodotti Dop, vale la pena di fornire alcune precisazioni, perché evidentemente qualche passaggio è sfuggito a chi esprime ‘sconcerto’ per un’idea che invece nasce per proteggere l’agroalimentare italiano”.

1. In 70 anni di lavoro, grazie alla fiducia che il Ministero delle Politiche agricole e le Regioni hanno riposto nel nostro operato, siamo riusciti a creare un sistema di controlli funzionali con un dato attendibile, certo e che interessa tutte le stalle iscritte ai Libri genealogici. Dalla più piccola alla più grande, da quelle che insistono nella pianura padana a quelle che invece presidiano i territori di montagna o le aree marginali. Perché per noi tutti gli allevatori sono uguali, stessi diritti e stessi doveri. Non è una questione di grandezza.

2. Il nostro non è un approccio di “monopolio”, ma di “condivisione”, perché a costo zero (lo ripetiamo, senza alcun costo) mettiamo a disposizione della collettività i nostri dati, offrendo alle autorità, a chi controlla le frodi e ai consorzi di tutela uno strumento che consente di aumentare la tracciabilità e la rintracciabilità delle produzioni, proprio grazie ai nostri controlli funzionali.

3. Oggi quasi l’80% del latte commercializzato in Italia esce da stalle iscritte ai Libri genealogici. Basterebbe poco per avere il 100% del latte sotto controllo e questo automaticamente consentirebbe di rapportare i quantitativi di formaggi Dop prodotti in Italia al latte realmente disponibile nella zona di origine protetta, smascherando in un istante le frodi, l’impiego di latte non italiano, l’impiego di latte che viene da fuori zona, l’impiego di cagliate estere.

4. Uno degli esempi migliori è il Castelmagno, una Dop che oggi viene realizzata esclusivamente utilizzando latte prodotto in stalle iscritte al Libro genealogico. Una scelta che ha permesso non solo un miglior controllo della zona di origine, ma che è servita anche a monitorare la
qualità del latte, a favore della qualità del prodotto finito.

5. Siamo aperti a tutti, non privilegiamo nessuno e se tutti gli allevatori volessero entrare nei controlli funzionali siamo pronti a soddisfare la loro richiesta, altro che monopolio. Non desideriamo tener nessuno fuori da questo sistema virtuoso e il nostro sogno (è un delitto avere un ideale?) è quello di poter dare all’agroalimentare italiano la tracciabilità totale. Anche capo per capo, se dovesse occorrere.

6. Aia non è un sistema chiuso, come strumentalmente Confagricoltura dichiara. È l’esatto contrario.

7. La modifica della legge 30/91 di cui si sta parlando va proprio nell’ottica della multifunzionalità del dato, per capitalizzare a favore dell’Italia e dei consumatori un’arma ben rodata e ben funzionante che lo Stato italiano ha costruito credendo da sempre nel Sistema allevatori.

8. Da ente tecnico non capiamo lo “sconcerto” di Confagricoltura, confidando che dietro a questa levata di scudi ci sia solo una visione miope del problema trasparenza e non si annidino le preoccupazioni di chi invece preferisce continuare ad operare in un sistema lacunoso e permeabile a frodi, truffe e “rese casearie” miracolose.

9. Siamo nati per far crescere tutti gli allevatori, operiamo per dare loro maggiore competitività, offriamo trasparenza, vogliamo dare fiducia ai consumatori e spingere il vero made in Italy. Se Confagricoltura non condivide questo approccio è veramente il caso di esprimere “sconcerto”. Ma siamo un ente tecnico e preferiamo lavorare, senza correre dietro alle sterili polemiche”.

(In copertina il presidente Pietro Salcuni – http://agronotizie.imagelinenetwork.com)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Produzioni DOP, Salcuni: ecco la trasparenza spiegata a Confagricoltura ultima modifica: 2014-07-24T12:00:58+00:00 da Redazione



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