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SUPER EL NINO Clima, allarme Super El Niño: il più intenso degli ultimi 150 anni

Le ultime rilevazioni sulle temperature oceaniche e i modelli previsionali indicano infatti un rapido rafforzamento del fenomeno

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Luglio 2026
Attualità // Live //

Un nuovo scenario climatico preoccupa la comunità scientifica internazionale. Secondo le analisi pubblicate da Nature, una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo, l’attuale evoluzione del fenomeno El Niño nell’Oceano Pacifico potrebbe portare a uno degli eventi più potenti mai osservati negli ultimi 150 anni, con possibili conseguenze rilevanti sul clima globale.

Le ultime rilevazioni sulle temperature oceaniche e i modelli previsionali indicano infatti un rapido rafforzamento del fenomeno, che potrebbe raggiungere livelli superiori rispetto ai precedenti episodi record. Gli studiosi ipotizzano che il picco possa verificarsi nei prossimi mesi, con effetti particolarmente evidenti nel corso del 2027, quando la combinazione tra El Niño e il riscaldamento globale causato dalle attività umane potrebbe favorire un aumento ulteriore delle temperature medie.

Secondo gli esperti, se le previsioni più estreme dovessero concretizzarsi, il prossimo anno potrebbe diventare uno dei più caldi mai registrati, con una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi in diverse aree del pianeta.

A sottolineare la portata dello scenario è Zeke Hausfather, climatologo di Berkeley Earth, secondo cui le proiezioni dei modelli climatici indicano che questo episodio di El Niño potrebbe superare il precedente record con “un margine davvero sbalorditivo”.

Tra gli elementi che alimentano la preoccupazione degli scienziati c’è anche il rapporto tra il fenomeno naturale e il cambiamento climatico. Justin Mankin, ricercatore climatico del Dartmouth College, ha spiegato che l’attuale evoluzione di El Niño “assomiglia molto a quelli che gli scienziati avevano previsto sarebbero stati amplificati dai cambiamenti climatici di origine antropica entro la fine di questo secolo”.

Le previsioni della NOAA
Anche la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) statunitense ha evidenziato segnali di forte intensificazione. Nel suo ultimo bollettino, l’agenzia ha stimato una probabilità del 40% che si sviluppi un evento definito “molto intenso” entro la fine dell’anno, con condizioni legate a El Niño che potrebbero persistere almeno fino ad aprile 2027.

“Al momento, stiamo osservando tutti gli indicatori di un accoppiamento atmosfera-oceano molto intenso nell’Oceano Pacifico equatoriale, il che ci dà maggiore fiducia nel fatto che alla fine vedremo un El Niño ‘molto forte’ che si classificherebbe tra i più duri nella nostra storia”, ha dichiarato Michelle L’Heureux, meteorologa della NOAA e responsabile del team di previsione ENSO dell’agenzia.

Secondo Hausfather, le stime potrebbero comunque essere conservative. Analizzando le proiezioni di 14 modelli climatici, il climatologo ha rilevato che la temperatura massima della superficie marina del Pacifico potrebbe arrivare a essere circa 0,8 gradi superiore rispetto al precedente record del 2015-2016.

Possibili conseguenze economiche e ambientali
Oltre all’aumento delle temperature globali, gli studiosi mettono in guardia sugli effetti a catena che un Super El Niño potrebbe provocare. Hausfather ha sottolineato che un evento di questa portata potrebbe contribuire a rendere anche il 2026 un anno da record per il caldo.

Secondo Mankin, se le previsioni dovessero trovare conferma, gli impatti economici potrebbero essere enormi, con “perdite economiche per 10 trilioni di dollari entro il 2032”.

Le conseguenze non riguarderebbero soltanto le società umane. Gli scienziati evidenziano infatti possibili ripercussioni sugli ecosistemi marini e terrestri: il riscaldamento degli oceani potrebbe ridurre la capacità degli stessi mari di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera e aggravare la situazione delle barriere coralline, già sottoposte a fenomeni di sbiancamento dovuti alle temperature elevate.

Un possibile Super El Niño rappresenterebbe dunque un ulteriore elemento di pressione su un sistema climatico già profondamente modificato dal riscaldamento globale.

Lo riporta rainews.it.

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