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"MANFREDONIANI ASSENTI!" “Dove sono i manfredoniani? Costretti ad andare via, o hanno smesso di vivere la loro città”

"Molti sono andati via, altri non ci sono più, altri ancora hanno smesso di vivere davvero la loro città"

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
24 Luglio 2026
Cronaca // Manfredonia //

MANFREDONIA – Alla domanda posta dall’ex sindaco Angelo Riccardi nel suo intervento“Dove sono i manfredoniani?” – un cittadino prova a dare una risposta netta, senza giri di parole. Una riflessione che parte dall’esperienza personale ma che tocca temi profondi: lo spopolamento, la crisi economica, il declino sociale e la perdita di identità di una comunità.

Secondo il lettore, la risposta è meno complessa di quanto possa sembrare.

«Molti manfredoniani – scrive – non ci sono più. Tanti sono deceduti, moltissimi a causa di quel male che, negli ultimi decenni, ha colpito praticamente ogni famiglia della città. Una tragedia che, per molti, continua a richiamare interrogativi sulle conseguenze della vecchia industrializzazione del territorio.»

Ma il fenomeno che più ha svuotato Manfredonia, prosegue il cittadino, è quello dell’emigrazione.

«Tantissimi, troppi, hanno fatto le valigie e sono andati via. Non per scelta, ma per necessità, travolti dall’assenza di prospettive e da un sistema che per anni ha concentrato opportunità economiche e occupazionali nelle mani di pochi. Un monopolio costruito da una classe politica che ha finito per controllare ciò che era economicamente appetibile, lasciando ai margini intere generazioni.»

C’è poi un’altra parte della popolazione che, pur rimanendo in città, si sente ormai estranea al luogo in cui è nata.

«Molti sono semplicemente invecchiati e non riconoscono più Manfredonia. Una città che ha perso gran parte della propria identità storica, architettonica e culturale. Tra le poche realtà italiane che non possono più vantare un vero centro storico, devastato nel tempo da una massiccia e discutibile espansione edilizia.»

Nella riflessione emerge anche una critica alla gestione dello sviluppo economico.

«Nel corso degli anni – osserva – si sono susseguiti numerosi tentativi di trasformare importanti occasioni occupazionali in strumenti di consenso elettorale. Opportunità che, puntualmente, sono naufragate perché prive di una programmazione seria e di una visione di lungo periodo, orientate più al beneficio immediato di pochi che all’interesse collettivo.»

Per il cittadino, questa rappresenta una verità nota a molti. «Tutti la conoscono, ma pochi hanno il coraggio di dirla apertamente. Si continua a fare finta di niente, mentre la città perde abitanti, energie e speranza.»

Da qui la conclusione, che richiama direttamente la domanda posta nell’articolo di Riccardi. «Ecco dove sono i manfredoniani. Molti sono andati via, altri non ci sono più, altri ancora hanno smesso di vivere davvero la loro città. Non perché abbiano perso l’amore per Manfredonia, ma perché, negli anni, è stata Manfredonia a perdere una parte della sua anima.»

9 commenti su "“Dove sono i manfredoniani? Costretti ad andare via, o hanno smesso di vivere la loro città”"

  1. I giovani hanno cominciato ad andare via già dal 1995 in poi , facile rendersene conto della decrescita demografica galoppante tra la fine degli anni 90 ad oggi decrescita i arrestata ed inarrestabile a questo punto visto che la politica odierna non si discosta da quella di quegli anni,se non invertiamo colore Manfredonia resterà rossa rossa di ferite inguaribili

  2. Quello che è cambiato è il modo di vivere. Un tempo, soprattutto nei periodi estivi e festivi, la città si popolava di giovani e famiglie di ritorno dall’università o dalle città di emigrazione. Ora si va in vacanza e qui si viene per pochi giorni. I genitori erano il punto di aggregazione, ora i genitori sono in vacanza in Grecia. Se non si torna a fare figli, a creare legami familiari a costruire famiglie, ci aspetta una triste estinzione, il declino italiano non solo di Manfredonia,il resto è demagogia. Speculazione politica.

  3. A Madone non si può vivere perché a Manfredonia esiste sempre i soliti il PD la macchina che fa paura da tutti gli impiegati comunali funzionari e tutti i vigili sono tutti del PD il PD Di due persone di Paolo campo e Michele bordo e quando c’era anche Angelo Riccardi, hanno rovinato Manfredonia!!! c’è un conflitto di interesse in quella città che fa paura e nessuno fa indagini perché chi fa indagini pure dal posto ma di che cosa stiamo parlando Manfredonia blindata dal Di è protetta dal BD e noi siamo costretti ad andare via!!!

  4. Sono solo chiachiere al vento di questo fantomatico cittadino che sparla di Manfredonia. Qui la vita scorre regolarmente e se si guarda al tenore di vita non sembra una città allo sbando anzi. In tutta sincerità vorrei dire a questo cittadino di dirmi dov’eri negli anni che furono e che disprezzi così tanto perchè a questo cittadino rode il fatto che le cose vanno bene e che lui non ha più potere che lo ha perso per propria incuria. Qui la gente vive e lavora e lo si vede e tanti si godono la vita e non è vero che vanno via anzi molti ritornano perchè ci sono tante opportunità da cogliere e costoro riescono a meno che non vogliano lavorare ma chi ha voglia lavora. Perciò cittadino fatti una ragione e non sparlare della tua città perchè quando eri tu là sopra le cose andavano come vanno adesso e nessuno criticava poi c’è stato lo sfascio che avete voluto ma finalmente sta risorgente Manfredonia grazie al Sindaco Dott. Domenico La Marca che anche se non è un vero politico di razza sa il fatto suo ed un laureato che conosce l’amministrazione finanziaria e politica.

  5. Finché si darà la colpa solo alla politica e a quel partito piuttosto che all’altro, la situazione economica e sociale nella nostra città non migliorerà mai.
    Servono unione, bene comune e progetti veri, mettendo da parte le divisioni politiche e gli interessi di parte che fanno il bene solo di alcuni e sono la rovina di tutti. Le colpe passano da un partito all’altro o da una persona ad un’altra senza risolvere i problemi reali.
    Finché ci saranno gli interessi di parte, i bisogni dei cittadini resteranno indietro rispetto agli scopi dei gruppi. Senza un lavoro di squadra, la città perderà occasioni di crescita.
    Il rilancio del bene comune, deve mettere la città e i suoi abitanti al primo posto, prima di ogni simbolo politico e interessi di partito e deve essere attuato mettendo in atto interventi nel sociale con aiuti concreti ogni giorno alle persone in difficoltà, si dovranno privilegiare la cultura e le buone idee che sono le leve per portare lavoro e benessere. Solo così si potrà invertire la tendenza che ci sta portando nel baratro e dare una nuova spinta all’economia della città.

  6. La verità è che la politica di sinistra e soprattutto comunista ha rovinato definitivamente questo nostro bel paese!!! Inoltre ma una domanda del genere andava posta a questo essere ignobile??? Lui con la sua vergognosa scia di politici da bar hanno costruito l’ ultimo scempio del triste epilogo di Manfredonia ed in particolare parlo dei contratti d’area!!! Aziende vergognose che hanno posto in essere la peggiore speculazione finanziaria e che questi ignoranti politici hanno con il loro operato raggiunti degli accordi vergognosi assicurando di fatto dei contratti a 5 e 10 anni di produzione dopo di che avrebbero indisturbati alzato i tacchi ed abbondonato il territorio…..ecco questo avete fatto e siete stati ligi alla vergogna delle istituzioni mangiando a sbafo alla faccia dei contribuenti. Che siate maledetti luridi ingrati

  7. Salve, credo che chi ha posato questo commento rispecchia esattamente il suo percorso di un amministratore fallito, CI HA FATTO COMMISSARIARE!! per scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose NON DIMENTICHIAMOCI! forse con tutta sua demagogia vuole ancora raccogliere consensi per le prossime votazioni,,
    Ma la realtà è diversa, i giovani di un contesto sociale pulito, non hanno la certezza di rimanere e purtroppo di non avere altra scelta, lasciano definitivamente il nostro paese allo spirito di avventura, ma perché sono costretti a farlo.
    Vanno via per colpa di una classe politica locale che ha fallito su tutta la linea. Amministratori che, invece di gestire il bene comune, hanno pensato solo a poltrone e interessi personali.
    In questi anni ho visto un declino inesorabile: Zero opportunità di lavoro: Chi vuole vivere onestamente non trova canali legali, che meritano una dignità, ma trovano solo porte sbarrate.
    Assenza totale di politiche sociali: I giovani sono abbandonati a se stessi e non esiste alcun supporto per le famiglie o per l’aggregazione sana.
    Semmai ti rivolgi a loro per un aiuto di lavoro sembra quasi una bestemmia,,, mentre dovrebbe essere logico posare delle candidature per un posto lavoro.
    Crescita della delinquenza: La mancanza di prospettive e l’assenza delle istituzioni hanno lasciato spazio alla criminalità, trasformando le nostre strade in luoghi insicuri e disgregando il tessuto sociale.
    Questa politica non si limita a non fare nulla: crea attivamente le condizioni per la guerra tra poveri, dove i cittadini sono spinti a farsi la guerra o a cedere all’illegalità pur di sopravvivere.
    Lasciano la propria terra, lasciano la loro famiglia e i loro affetti con una rabbia profonda.
    Chi ha governato in questo Comune prima e dopo dovrebbe vergognarsi di ogni singolo giovane che fa le valigie.
    Hanno svuotato un paese, privandolo della sua energia migliore, di ragazzi validi e promettenti.
    A chi resta auguro che abbia il coraggio di alzare la testa, di pretendere legalità e di cacciare chi ha ridotto la nostra casa in queste condizioni.
    Tutti i ragazzi che lasciano il proprio paese l’ho fanno con l’amaro in bocca.
    Oramai qui è solo terra bruciata..PECCATO!

  8. Da anni molti cittadini si pongono delle domande sul futuro e sul passato di Manfredonia. Una città che ha visto partire tanti giovani, perdere opportunità e vivere un progressivo impoverimento sociale ed economico.
    Il Contratto d’Area, con gli investimenti per alberghi, ristoranti, porto turistico, centri commerciali e altre iniziative, doveva rappresentare una grande occasione di sviluppo e di crescita per tutto il territorio. Oggi però molti cittadini si chiedono se quei benefici siano realmente ricaduti sull’intera comunità oppure se, alla fine, abbiano favorito soprattutto pochi soggetti e interessi vicini ai centri di potere.
    Il punto non è fare accuse sui social, ma chiedere trasparenza: come sono state gestite quelle opportunità? Chi ne ha beneficiato? Sono state create davvero occasioni di lavoro stabile per i giovani e per le famiglie di Manfredonia?
    Dopo il commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose, la richiesta di molti cittadini è ancora più forte: servono controlli, chiarezza e istituzioni capaci di accertare ogni eventuale responsabilità con indipendenza. Se ci sono dubbi su possibili intrecci tra politica, amministrazione, interessi economici e rapporti personali, devono essere gli organi competenti a fare piena luce. Perché mentre si costruivano grandi progetti e si parlava di sviluppo, tanti ragazzi erano costretti a lasciare la propria terra per cercare altrove un futuro.
    Manfredonia merita risposte, legalità e una politica che lavori davvero per il bene di tutti i cittadini, non una città dove restino soltanto rabbia, sfiducia e giovani costretti ad andare via.

  9. Sono 8 anni che sono andato via, e vivo in Friuli Venezia Giulia. Mi rendo conto tutte le volte che vengo in questa maledetta città che il sipontino è diventato opportunista, menefreghista e appressapochista. Una città abbandonata a se stessa con tutte le fragilità annesse e connesse, tant’è che oramai a venir passar le ferie mi viene lo schifo (i scarafaggi che escono dai tombini sembrano draghi di Komodo). La responsabilità della cattiva e mala gestione della macchina amministrativa comunale degli ultimi anni la darei specialmente alla classe dirigente politica locale (non tanto al partito), visto e considerato che c’è ancora il GIÀ SINDACO DI MANFREDONIA (RE RICCARDI) che continua a parlare, pensando che abbia ancora un ruolo importante nella politica locale (il tipico politico che piange perché non ha il suo posto). Per quanto riguarda me, a Manfredonia non ci tornerò neanche da MORTO (almeno non affollo il camposanto che già di suo è al collasso), io prego e spero che Manfredonia abbia quello che si merita, ovvero il declino più lento e degenerativo possibile affinché collassi su se stessa. (praticamente gli auguro di essere la città più sottosviluppata del terzo mondo).

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