MANFREDONIA – Continua a suscitare riflessioni e prese di posizione l’articolo dedicato all’intervento dell’ex sindaco Angelo Riccardi, che si interrogava sul senso di comunità e sulla partecipazione dei manfredoniani alla vita cittadina.
Tra i numerosi commenti pubblicati dai lettori, uno in particolare richiama l’attenzione sul fenomeno dell’emigrazione giovanile e sulle difficoltà che molti ragazzi incontrano nel costruire il proprio futuro a Manfredonia.
Secondo l’autore del commento, negli ultimi decenni «decine di migliaia di giovani sipontini» avrebbero lasciato la città per motivi di lavoro, scegliendo di cercare altrove opportunità professionali e personali. Una decisione descritta come coraggiosa ma spesso accompagnata da sacrifici, maturata – sostiene il lettore – in un contesto nel quale il merito sarebbe stato troppo spesso sacrificato a favore di logiche clientelari.
Nel commento emerge una visione fortemente critica della realtà cittadina. L’autore ritiene che a restare siano soprattutto coloro che possono contare su solide condizioni economiche familiari, attività già avviate o reti di conoscenze influenti, mentre molti altri sarebbero costretti a emigrare per inseguire prospettive di crescita professionale.
La riflessione si estende anche al modello economico della città, definita «rassegnata e senza futuro». L’autore del post sostiene che l’economia locale si regga prevalentemente su pensioni, redditi fissi e sussidi, denunciando inoltre una diffusa evasione fiscale e interrogandosi sul contrasto tra il costo elevato degli immobili e la presenza di auto di lusso e altri segnali di benessere economico.
Si tratta di considerazioni che riflettono il punto di vista personale del lettore e che testimoniano un malessere percepito da una parte della comunità. Il tema dello spopolamento giovanile, della fuga dei talenti e delle opportunità occupazionali resta, tuttavia, uno degli argomenti più ricorrenti nel dibattito pubblico cittadino.




PROBLEMA SEMPRE ESISTITO…
IL PAESE HA BISOGNO ANCHE E SOPRATUTTO DI ARTIGIANI SETTORE CHE STA COME SI DICE ALLA FRUTTA…
OGGI I NOSTRI FIGLI DEVONO AVERE UNA LAUREA E IL LAVORO LO PORTA ALTROVE.
DI NESSUNO E’ LA COLPA MA E’ DELLA SOCIETA’ CHE OGGI HA ESIGENZE DIVERSE E NON PARLIAMO DI MANOD’OPERA RICERCATA ESCLUDENDO I NOSTRI FIGLI….
la colpa è sua che ha governato come se fosse un re . Dovrebbe andare via dalla città l’ultimo cittadino!
Sono decenni che vanno via i giovani, e sono decenni che questa città è amministrata dalla Sinistra.
Fatevi la domanda e datevi la risposta
Dopo il contratto d’area gestito dall ex sindaco Campo,gestito a svantaggio di un intera comunità e a vantaggio di chi ha preso i soldi dei fondi europei,cosa pretendiamo? Ormai siamo una nave affondata e noi cittadini profughi dobbiamo prendere terra lontano da questa nave affondata.
Quando si generalizza un fenomeno “sociale”, spesso si commette un errore. Il declino economico, sociale, civile e politico della nostra città, però, è un fatto oggettivo. Questo fenomeno (causa) spiega l’effetto, vale a dire l’esodo di migliaia di giovani per motivi di lavoro.
Tuttavia, le cause di questa decadenza non sono peculiarità solo di Manfredonia. Infatti si ritrovano, secondo i dati e i rapporti ufficiali di diverse Istituzioni pubbliche e private (Istat, Banca d’Italia, Svimez, Censis, ecc.), in molte aree e territori del Mezzogiorno.
Ne cito solo alcune, brevemente, come ho già scritto qualche anno fa:
1. Il forte calo degli investimenti industriali (pubblici e privati);
2. il costo del denaro più alto, di quasi due punti percentuali, rispetto al Nord;
3. ampi territori del Sud dominati dalle organizzazioni criminali e dal loro rapporto con la Pubblica amministrazione (compreso il livello politico);
4. la gravi carenze di infrastrutture (strade e autostrade, ferrovie ad alta velocità, porti e aeroporti…);
5. inefficienze, sprechi e scarsa qualità dei servizi pubblici ai cittadini;
6. una classe politica e dirigente – certo con le dovute eccezioni – non all’altezza delle “sfide politiche” e attenta, più che a risolvere le gravi questioni socio-economiche delle proprie comunità, ad accrescere il consenso politico alimentando la propria “clientela” attraverso l’assistenzialismo paternalistico e i diritti trasformati in favori…
Senza un buon governo, senza buona amministrazione e senza, soprattutto, assunzione di responsabilità della classe dirigente meridionale, nessuna politica può avere successo.
Un grande meridionalista del secolo scorso, Guido Dorso, ne “La Rivoluzione Meridionale”, scriveva così:
“Il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà. Se il Mezzogiorno non distruggerà le cause delle sue ataviche difficolta, con la sua libera iniziativa e seguendo l’esempio dei suoi figli migliori, tutto sarà inutile…”.
Purtroppo a Manfredonia non c’è una classe politica degno di questo.nome.l’esempio sono gli oltre vent’anni governata dalla sinistra dove hanno fatto solo il loro.tornaconto dove ci sono stati favori a gogò.Adesso hanno il coraggio anche di parlare.Ps,sono totalmente d’accordo con quello scritto dal Sig.re Vario.
Salve, credo che chi ha posato questo commento rispecchia esattamente il suo percorso di un amministratore fallito, CI HA FATTO COMMISSARIARE!! per scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose NON DIMENTICHIAMOCI! forse con tutta sua demagogia vuole ancora raccogliere consensi per le prossime votazioni,,
Ma la realtà è diversa, i giovani di un contesto sociale pulito, non hanno la certezza di rimanere e purtroppo di non avere altra scelta, lasciano definitivamente il nostro paese allo spirito di avventura, ma perché sono costretti a farlo.
Vanno via per colpa di una classe politica locale che ha fallito su tutta la linea. Amministratori che, invece di gestire il bene comune, hanno pensato solo a poltrone e interessi personali.
In questi anni ho visto un declino inesorabile: Zero opportunità di lavoro: Chi vuole vivere onestamente non trova canali legali, che meritano una dignità, ma trovano solo porte sbarrate.
Assenza totale di politiche sociali: I giovani sono abbandonati a se stessi e non esiste alcun supporto per le famiglie o per l’aggregazione sana.
Semmai ti rivolgi a loro per un aiuto di lavoro sembra quasi una bestemmia,,, mentre dovrebbe essere logico posare delle candidature per un posto lavoro.
Crescita della delinquenza: La mancanza di prospettive e l’assenza delle istituzioni hanno lasciato spazio alla criminalità, trasformando le nostre strade in luoghi insicuri e disgregando il tessuto sociale.
Questa politica non si limita a non fare nulla: crea attivamente le condizioni per la guerra tra poveri, dove i cittadini sono spinti a farsi la guerra o a cedere all’illegalità pur di sopravvivere.
Lasciano la propria terra, lasciano la loro famiglia e i loro affetti con una rabbia profonda.
Chi ha governato in questo Comune prima e dopo dovrebbe vergognarsi di ogni singolo giovane che fa le valigie.
Hanno svuotato un paese, privandolo della sua energia migliore, di ragazzi validi e promettenti.
A chi resta auguro che abbia il coraggio di alzare la testa, di pretendere legalità e di cacciare chi ha ridotto la nostra casa in queste condizioni.
Tutti i ragazzi che lasciano il proprio paese l’ho fanno con l’amaro in bocca.
Oramai qui è solo terra bruciata..PECCATO! SENZA CENSURA DOMANDA LECITA,,, MA IL NOSTRO EX IN COSA E’ SPECIALIZZATO? HA MAI LAVORATO?SAREBBE DISPOSTO NEL TRASFIRSI AL NORD OPPURE EMIGRARE PER LAVORO? A VOI I COMMENTI CARI COMPAESANI.