MANFREDONIA – Centosette chilogrammi di prodotti ittici sequestrati e sanzioni amministrative complessive per circa 4 mila euro. È il bilancio delle due operazioni condotte dalla Guardia Costiera di Manfredonia nell’ambito dei controlli sulla filiera della pesca e sulla commercializzazione del pescato durante il periodo estivo.
Nel corso delle verifiche, coordinate dal 6° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, gli ispettori hanno sequestrato 80 chilogrammi di prodotti ittici in un ristorante etnico e altri 27 chilogrammi in un secondo esercizio, entrambi privi della documentazione obbligatoria che ne attestasse origine e tracciabilità. Ai titolari sono state contestate sanzioni di circa 2 mila euro ciascuna.
L’operazione richiama l’attenzione su un aspetto spesso poco conosciuto dai consumatori, ma essenziale per la sicurezza alimentare: la tracciabilità del prodotto ittico.
Per tracciabilità si intende la possibilità di ricostruire il percorso di un alimento lungo tutta la filiera, dal momento della cattura o dell’allevamento fino alla vendita o alla somministrazione nel ristorante. Ogni operatore del settore è tenuto a conservare la documentazione che consente di identificare la provenienza del pesce, la specie, la zona di pesca, il metodo di produzione e i passaggi commerciali.
Questi documenti permettono alle autorità di effettuare controlli efficaci e, se necessario, di ritirare rapidamente dal mercato prodotti che potrebbero rappresentare un rischio per la salute.
Quando manca la documentazione sulla tracciabilità non è possibile verificare con certezza da dove provenga il pesce né se abbia rispettato le corrette condizioni di conservazione durante il trasporto e lo stoccaggio.
L’assenza di informazioni può comportare diversi rischi: impossibilità di individuare eventuali contaminazioni batteriche o chimiche; maggiore difficoltà nel risalire all’origine in caso di intossicazioni alimentari; possibilità che vengano commercializzate specie diverse da quelle dichiarate, con conseguenti frodi ai danni dei consumatori; rischio di immissione sul mercato di prodotti pescati illegalmente o in aree soggette a restrizioni. La tracciabilità, quindi, non rappresenta un semplice adempimento burocratico, ma uno strumento di tutela della salute pubblica.
I controlli della Guardia Costiera hanno anche una valenza ambientale ed economica. La documentazione obbligatoria serve infatti a contrastare la pesca illegale, che danneggia gli operatori onesti e contribuisce allo sfruttamento non sostenibile delle risorse marine. Inoltre, la corretta identificazione delle specie impedisce pratiche fraudolente come la sostituzione di pesci di maggior pregio con altri di valore inferiore, fenomeno che continua a essere riscontrato in numerose attività di controllo su scala nazionale.
La Guardia Costiera ha annunciato che le verifiche sulla filiera ittica proseguiranno per tutta la stagione estiva, periodo in cui aumenta sensibilmente il consumo di pesce e, di conseguenza, l’attività ispettiva. L’obiettivo resta quello di garantire il rispetto delle norme, tutelare gli operatori che lavorano nel rispetto della legge e offrire ai consumatori maggiori garanzie sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti che arrivano sulle tavole.






Ad agosto probabilmente ci potrebbero essere casi di colera, questo e quel che dovevo.