ManfredoniaMattinata
A cura del prof. dott. Gaetano Rinaldi

Prof Rinaldi “Tuteliamo il torrente e la piana di Mattinatella”


Di:

22 agosto 2019. Gent.mo Sig. Direttore, 

invio, in allegato, una nota documentata su situazioni “inopportune” frutto di comportamenti “improvvidi” presenti in uno degli angoli più spettacolari della costa sud del Gargano, nella Baia di Mattinatella del Comune di Mattinata. La gravità delle situazioni segnalate richiede un rigoroso accertamento per consentire il ripristino della integrità e del fascino dell’ambiente marino e di quello del torrente e della piana di Mattinatella. 

Profondamente grato per un cortese riscontro e per un sollecito intervento, ringrazio e porgo distinti saluti.

Prof. Dott. Gaetano Rinaldi

(Comproprietario del terreno sito in Contrata Mattinatella, oggetto della segnalazione della Maricoltura Mattinatese) (Presidente Italia Nostra, Sezione Ascoli Piceno)

 


COPIA SEGNALAZIONE MARICOLTURA MATTINATESE – 29.06.2019

 

 

 

 


 

RISPOSTA ALLA NOTA DEL 29/06/2019 DELLA MARICOLTURA MATTINATESE AVENTE AD OGGETTO LA “SEGNALAZIONE DI RISCHIO D’INCENDIO”. COMPORTAMENTI “IMPROVVIDI” E NON

“Con riferimento alla nota del 29/06/2019 con cui è stato segnalato un presunto rischio d’incendio, in un terreno in Contrada Mattinatella, nella qualità di comproprietario del terreno e di Presidente della Sezione di Ascoli Piceno dell’Associazione Italia Nostra, il sottoscritto conferma l’avvenuta pulizia dell’erba secca e degli aghi di pino presentinelpredetto terreno e ritiene opportuno precisare, ancora una volta, che detto terreno risulta intercluso e praticamente inaccessibile a seguito dei lavori di messa in sicurezza del torrente eseguiti dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, condizione che rende praticamente difficile, se non addirittura impossibile, una attenta manutenzione e cura delle piantagioni e della vegetazione presenti nel sito.

Tanto ciò è vero che si teme che possa determinarsi la morte definitiva delle numerose piante d’ulivo messe a dimora nel sito, risultandopraticamente impossibile un’attenta cura. In proposito, occorre altresì rilevare che, mentre è stato eliminato lo stradello che collegava il fondo del torrente a questo terreno, non è stato adottato analogo provvedimento per altri accessi, compresi tra questi quello di collegamento alla villa costruita abusivamente in una zona totalmente inedificabile, utilizzando in parte anche il terreno demaniale, sul costone del lato di sinistra del torrente e quello che conduce all’Ex Caserma della Guardia di Finanza, ora utilizzata per l’attività di lavorazione del pesce. Per quanto riguarda la cosiddetta “improvvida” messa a dimora dei pini, piante che, com’è noto, rappresentano la tipica vegetazione autoctona del Gargano, occorre far presente che gli stessi furonomessi a dimora alla distanza prescritta dal confine della Vecchia Caserma della Finanza, quando il fabbricato era ancora in condizione di abbandono e quindi non erano nemmeno iniziati i lavori di ristrutturazione dell’edificio, di cui non era ancora avvenuta la destinazione a sede dell’attività industriale ora esercitata. In proposito, occorre altresì rilevare che queste piante furono fornite, per la messa a dimora, proprio dal corpo delle Guardie Forestali che concordava, quindi, con il presunto comportamento “improvvido”.

Prendendo spunto dalla ridetta segnalazione, appare, comunque, opportuno indicare una serie di situazioni“inopportune”, che si ritiene possano presentare sicuri aspetti di gran lunga più gravi di quelli rappresentati dalla messa a dimora degli alberi, situazioni che “in questi casi sì”, possono ritenersi frutto di comportamenti “improvvidi”, la cui gravità richiede l’effettuazione di adeguati e rigorosi accertamenti per confermare la loro regolarità e l’eventuale presenza di situazioni di pericolo per i fruitori dei servizi forniti dalle strutture turistiche operanti nella zona, per i frequentatori della spiaggia di Mattinatella e per la fondamentale tutela dell’ambiente, oltre che per la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente marino.

1)DEPOSITO DI TUBI DI PLASTICA, PROBABILMENTE “IMPROVVIDO”, IN TERRENO AGRICOLO. Occorre segnalare in primo luogo la presenza di un numero rilevantissimo di tubi di plastica nel terreno che si trova a monte delle strutture turistiche operanti nella piana di Mattinatella, in una zona con probabile destinazione agricola dove da tempo immemorabile sono presenti rigogliosi alberi di ulivo, destinati alla produzione di olio pregiato. In particolare, si ritiene che sarebbe quanto mai desiderabile accertare se il deposito dei tubi è stato autorizzato e se sono stati predisposti tutti gli strumenti idonei all’immediato spegnimento di eventuali incendi che, se si dovessero verificare, potrebbero determinare danni ingenti alla salubrità dell’aria e alla stessa salute degli ospiti delle strutture turistiche, trattandosi di materiale di plastica, il cui malaugurato incendio, come è noto, potrebbe produrre fumi particolarmente inquinanti ed insalubri, compresa forse la famigerata “diossina”.

2)ABBANDONO DI TUBI DI PLASTICA NELLA FOCE DEL TORRENTE MATTINATELLA Altri tubi di plastica o di materiale simile appaiono “improvvidamente” sistemati nella parte terminale del torrente e sulla banchina, prospicente il “simil-porto”, realizzata alla base del costone in cima a cui è ubicato l’edificio, Ex Caserma della Finanza, utilizzato per l’attività industriale di lavorazione del pesce allevato nella Baia.

3)DEPOSITO DI MATERIALE VARIO E RETI MALEODORANTI SULLA BANCHINA DEL “SIMIL-PORTO” Sempre nella banchina del simil-porto, risultano depositati “improvvidamente” oltre ad altro materiale, delle reti, di cui alcune maleodoranti e ancora intrise dei residui organici dei pesci allevati e di resti di mangimi, probabilmente in attesa di essere pulite.

4)EFFETTO DISCARICA PER MATERIALE ABBANDONATO SULLA BANCHINA DEL “SIMIL-PORTO” Sempre sulla banchina risulta la presenza, anche questa sicuramente “improvvida”, di materiale di vario genere che crea un vero e proprio effetto discarica, in totale contrasto con il pregio e il fascino di un sito unico ed irripetibile, situazione che arreca un danno irreparabile all’integrità dell’ambiente e del paesaggio.

5)PRESENZA DI TUBO CON FUORIUSCITA DI LIQUIDI VARI NELLA ZONA DELLA BANCHINA DEL SIMIL-PORTO Alla base della banchina sopraelevata, su quella che un tempo era una preziosa spiaggia di ciottoli e pietre levigate, risulta ancora presente un tubo, probabilmente collegato all’edificio dell’Ex Guardia di Finanza, da cui in varie occasioni risultava fuoriuscire un “improvvido” liquido il cui colore faceva presagire che non si trattasse di acqua pura e cristallina, impressione, comunque, convalidata dalla colorazione impressionante, impressa sino all’acqua del mare sui ciottoli un tempo caratterizzati dall’affascinante candore.

6)PROCURATA IMPOSSIBILITÀ DI ACCESSO ALLA SPIAGGIA SUD DI MATTINATELLA La realizzazione sempre “improvvida” della banchina, inoltre, non permette più un facile accesso alla spiaggia sud di Mattinatella, un tempo percorsa da numerosi turisti per raggiungere la favolosa spiaggetta presente in fondo alla baia e tra l’altro ora non più fruibile anche per l’insufficiente trasparenza dell’acqua, provocata, molto probabilmente, dai materiali provenienti dalle vicine vasche di allevamento del pesce. Infatti per realizzare la banchina, la primitiva spiaggia di ciottoli e pietre levigate è stata coperta da vario materiale con la creazione di un gradone alto circa un metro e mezzo che non contente più un facile accesso alla sottostante spiaggia. In merito alla realizzazione della banchina, appare opportuno far presente quanto stabilito dal Comune di Mattinata con la C.E. n. 7 in data 06/03/95 proprio in relazione alla sistemazione dell’area contigua al simil-porto, quando fu precisato che i lavori venivano autorizzati “a condizione che il muro di sostegno in C.A. previsto ai piedi della falesia fosse ricoperto per tutto il suo sviluppo e la sua altezza da massi naturali di grossa pezzatura posti in modo informe, in modo da non creare banchine e/o moli di approdo, non risultando possibile la realizzazione di tali strutture che determinerebbero di fatto una manomissione dello strato naturale dei luoghi”. È evidente la necessità di un ripristino dell’integrità di questi luoghi con l’eliminazione della banchina.

7)PRESENZADI “IMMISSIONI” MALEODORANTI PROVENIENTI DALL’AREA DEL “SIMIL-PORTO” Risulta, inoltre, che i fruitori della spiaggia spesso si lamentano per il puzzo eccessivo che proviene dall’area del simil-porto, odori nauseanti prodotti probabilmente dalla pulitura “improvvida” delle reti maleodoranti o da qualche altro motivo, di cui va comunque individuata l’origine per assicurarne la non pericolosità e per consentire, a chi fruisce dei servizi della spiaggia e agli ospiti delle strutture turistiche operanti nella zona, di non dover sopportare queste forme francamente insopportabili di vere e proprie “immissioni”.

8) PRESENZA DI UN’IMPONENTE MASSA MELMOSA NEL FONDALE MARINO SOTTOSTANTE LE VASCHE DI ALLEVAMENTO CON CONSEGUENTE SCOMPARSA DI VEGETAZIONE E PRATI DI POSIDONIA E CREAZIONE DI CONDIZIONI PER EVENTUALE COLLASSO DEL MARE Risulta altresì, che molti fruitori della spiaggia di Mattinatella, si sono spesso lamentati e continuano a lamentarsi per la presenza nel fondale sottostante le vasche di allevamento del pesce, di una massa sempre più alta di melma che alcuni sostengono possa superare oltre un metro di spessore prodotta probabilmente dai residui organici dei pesci allevati e dai resti dei mangimi. A parere degli esperti e degli amanti del mare, la presenza di questo materiale oltre ad aver determinato la totale scomparsa di ogni forma di vegetazione e quindi anche dei “Prati di Posidonia”, potrebbe determinare in futuro un vero e proprio collasso del mare, così come è accaduto in Giappone per situazioni simili. Andrebbe, anche in questo caso, accertato lo stato di salute del mare e se possano ritenersi queste situazioni frutto di comportamenti “improvvidi”.

Per la conservazione dell’ambiente marino e per la salvaguardia delle attività turistiche esercitate nella zona, che contribuiscono a creare un’occupazione forse anche superiore a quella assicurata dall’attività di allevamento del pesce e che contribuiscono a fornire un servizio che ha una pari dignità di quest’ultima, si ritiene che debbano essere individuate efficaci modalità di intervento per eliminare la presenza di questa melma in modo da riportare all’antico livello di trasparenza e di equilibrio il mare della Baia, onde evitare eventuali e possibili conseguenze catastrofiche.

Probabilmente, le autorità e gli enti, che hanno autorizzato l’installazione delle vasche in mare, potrebbero intervenire anche con proprie risorse per aspirare con potenti pompe questo immenso putrido strato di melma, onde riportare ad un livello accettabile la salubrità delle acque della Baia, e rendere, quindi, frequentabili tutte le spiagge della Baia comprese anche quelle più prossime alle vasche dove si alleva il pesce e dove in atto più evidenti appaiono gli effetti negativi prodotti dallo svolgimento di questo tipo di attività, che, va rilevato, in genere vengono svolte a notevole distanza dalle coste (non meno di 2,5 km), in presenza di un mare profondo oltre 20 metri e in un zona caratterizzata da adeguate correnti che contribuiscano a disperdere i residui organici per evitare che si accumulino in una sola zona. (Mentre va tenuto presente che, nella Baia di Mattinatella, le circa 60 vasche, “improvvidamente”, sono state invece posizionate a circa 200-300 metri dalla costa, in una zona in cui il mare è profondo da 6 a 7-8 metri, e dove il regime delle correnti è alquanto limitato).

Profondamente convinti dell’esigenza di tutelare il bene supremo dell’integrità del paesaggio, della salubrità e conservazione dell’ambiente marino e della indifferibile necessità di assicurare il rigoroso e fondamentale rispetto delle norme di tutela che nobilitano il territorio della nostra cara Italia ed in particolare di quello compreso nei confini del Parco Nazionale del Gargano, si nutre la viva speranza che vengano adottati tutti i provvedimenti che consentano il superamento delle emergenze segnalate, in modo da ridonare il perduto magico fascino ad una delle coste più belle d’Italia, su cui si affacciano stupende falesie, estendendo gli interventi di tutela anche ai siti prossimi a questi luoghi incantati. In ogni caso, nelle more dell’aspirazione dell’immensa massa di melma, operazione che comporterebbe probabilmente un costo eccessivo, si confida che venga almeno effettuata, con l’urgenza che il caso richiede, una rigorosa indagine sul luogo per accertare l’estensione e lo spessore della massa melmosa anche al fine di indicare, da subito, gli effetti che l’estendersi progressivo di questa melma potrebbe produrre sull’equilibrio e sulla salvezza dell’ambiente marino, dove è presente questo inquietante fenomeno e se sussista realmente il pericolo del “collasso del mare”.

Nel confidare in un positivo cortese riscontro a quanto segnalato,si ringrazia per l’attenzione e per la sicura sensibilità, porgendo cordiali saluti”.

Prof. Dott. Gaetano Rinaldi (Comproprietario del terreno sito in Contrata Mattinatella, oggetto della segnalazione della Maricoltura Mattinatese) (Presidente Italia Nostra, Sezione Ascoli Piceno)

 

Prof Rinaldi “Tuteliamo il torrente e la piana di Mattinatella” ultima modifica: 2019-08-24T00:17:58+00:00 da Redazione



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Commenti


  • luigi rinaldi

    forse sarebbe il caso di girare queste gravi considerazioni alle autorità competenti per poter assicurarsi e garantire la corretta conservazione della Baia di Mattinatella


  • Roberta Legnani

    Complimenti per l’artIcolo ho passato nella splendida baia di Mattinatella alcune mie vacanze e condivido pienamente il problema! Mi auguro vivamente che la situazione venga presa seriamente in considerazione da chi di competenza affinché questo angolo di paradiso possa godere appieno della sua offerta turistica poiché grazie al turismo riusciamo a mantenere vivi questi splendidi luoghi Italiani.


  • Daniela

    La baia di Mattinatella è una perla del gargano, non possiamo permettere che interessi privati e trascuranza del territorio da parti degli organi competenti, possano portare alla desertificazione di posti semplici ma incantevoli. Pertanto condivido totalmente quanto affermato dal prof. Gaetano Rinaldi, nella speranza che chi di competenza intervenga prima possibile.


  • Daniela

    La baia di Mattinatella una perla del gargano. Non lasciano che interessi privati, e la mancanza di interventi da parte delle autorità competenti, portino alla desertificazione di un ambiente semplice ma incantevole. Spero che chi di dovere prenda a cuore quanto segnalato dal Prof. Gaetano Rinaldi


  • Pietro

    Concordo pienamente con le affermazioni del Prof. Dott. Gaetano Rinaldi

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