MATERA – Tre persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito delle indagini sull’agguato armato avvenuto la sera del 17 dicembre 2024 nei pressi del complesso residenziale Parco Venusio, in via Germania, a Matera.
Il provvedimento, eseguito nella mattinata del 24 agosto, è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera su richiesta della Procura della Repubblica. Gli indagati sono accusati, secondo le contestazioni formulate allo stato del procedimento, di aver agito con ruoli coordinati nell’attacco contro una coppia che stava rientrando nella propria abitazione.
Erano circa le 21.35 quando l’automobile sulla quale viaggiavano i due venne raggiunta da almeno cinque colpi esplosi con armi lunghe caricate con munizionamento spezzato. Uno dei proiettili attraversò la carrozzeria e colpì alla caviglia la donna che si trovava alla guida. Nonostante la ferita, la conducente riuscì ad accelerare e a raggiungere il tunnel di accesso ai garage, dove entrambi gli occupanti trovarono riparo.
In base alla ricostruzione investigativa recepita dal gip ai fini cautelari, due degli indagati si sarebbero appostati nei pressi dell’ingresso del complesso residenziale e avrebbero aperto il fuoco contro la vettura. Il terzo avrebbe invece guidato l’automobile utilizzata per raggiungere il luogo dell’agguato e assicurare successivamente la fuga.
L’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile della Questura di Matera con il contributo della Polizia scientifica di Matera e Bari, si è sviluppata per diversi mesi attraverso l’esame incrociato di numerosi elementi. Gli investigatori hanno analizzato immagini di videosorveglianza, dati GPS, tabulati e traffico telefonico, utenze ritenute “di servizio”, impronte, indumenti e reperti balistici.
Un ruolo centrale sarebbe stato assunto dai dati del sistema GPS installato su una Porsche Cayenne risultata rubata. Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal giudice in questa fase, il veicolo sarebbe stato impiegato dal gruppo per raggiungere Matera e allontanarsi dopo l’attacco.
Gli accertamenti balistici avrebbero inoltre stabilito che un bossolo trovato successivamente all’interno della stessa automobile era stato esploso dalla medesima arma dalla quale provenivano quattro dei bossoli recuperati sul luogo dell’aggressione. La compatibilità sarebbe stata rilevata con il più elevato livello di identificazione previsto dalla scala scientifica utilizzata per le comparazioni balistiche.
Il gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione alla detenzione e al porto delle armi impiegate, oltre che alla materiale esplosione dei colpi contro l’automobile delle persone offese. Per la condotta legata alla sparatoria è stato inoltre ritenuto configurabile il reato di tentate lesioni personali aggravate dall’uso di armi da fuoco.
La custodia cautelare in carcere è stata applicata ai tre indagati in relazione alla contestazione riguardante la detenzione e il porto delle armi. Nell’ordinanza il giudice ha sottolineato, sempre ai soli fini cautelari, il carattere particolarmente organizzato dell’azione: sarebbero stati utilizzati un’automobile rubata, armi da fuoco, utenze telefoniche non immediatamente riconducibili agli effettivi utilizzatori e luoghi distinti per nascondere veicoli e armi.
Le indagini non sono concluse. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire il movente dell’agguato e verificare se altre persone possano averne disposto o sollecitato l’esecuzione.



