Niente da fare neppure al secondo tentativo. La riunione della Giunta comunale di Foggia convocata per discutere il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao) è saltata anche nel pomeriggio. Dopo la fumata nera della mattinata, la sindaca Maria Aida Episcopo aveva riconvocato d’urgenza gli assessori alle 18, richiamando nella convocazione il carattere fiduciario delle loro nomine.
L’invito della sindaca sarebbe stato quello di considerare il proprio ruolo nell’esecutivo al di là dell’appartenenza politica, in virtù del rapporto fiduciario che lega gli assessori alla prima cittadina. I cinque componenti dell’esecutivo espressione di Pd, Movimento 5 Stelle e Psi, però, non si sono presentati.
La nuova assenza ha ulteriormente irrigidito i rapporti. Non è ancora chiaro quali saranno le conseguenze dello scontro. Nelle ore più concitate, la sindaca avrebbe prospettato la possibilità di chiudere la chat degli assessori o di rivolgersi alla Prefettura. Nel frattempo, il Piao risulta già pubblicato sul sistema HyperSic e, secondo quanto avrebbe riferito Episcopo ai suoi interlocutori, non ci sarebbero altre versioni del documento da prendere in considerazione.
A Palazzo di Città è stata una giornata caratterizzata da forti tensioni, con momenti particolarmente concitati. Nel corso della mattinata si sarebbe verificato anche un acceso confronto tra la sindaca e l’assessore dem al Bilancio Davide Emanuele, che avrebbe lasciato la riunione sbattendo la porta. Proprio a Emanuele, secondo quanto riferito, Episcopo avrebbe chiesto per primo di mettere da parte l’appartenenza politica, facendo leva sulla natura fiduciaria della nomina.
Al termine della riunione mattutina, la sindaca ha invece fornito la propria versione ai microfoni di FoggiaToday, sottolineando che esisterebbe una sola versione del Piao. “Non è mai giunta alcuna proposta alternativa ‘formale’, benché attesa da qualche settimana”, ha dichiarato Episcopo, negando inoltre l’esistenza di frizioni.
A ricostruire le interlocuzioni sul documento sono stati però alcuni capigruppo della maggioranza. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Mario Dal Maso ha ripercorso la vicenda “senza polemiche e senza retropensieri”.
Secondo la ricostruzione di Dal Maso, meno di un mese fa i capigruppo avevano esaminato la bozza del Piao. La maggioranza, con l’eccezione di Nicola Formica, capogruppo di Insieme per Foggia, e Pasquale Ciruolo, in rappresentanza di Con, avrebbe concordato di eliminare alcune figure dal Piano triennale del fabbisogno di personale: un nuovo giornalista e due dirigenti amministrativi.
L’idea era quella di attendere la revisione della macrostruttura prevista per gennaio e procedere successivamente con i concorsi. Secondo le forze politiche, infatti, sarebbe stato tecnicamente problematico bandire concorsi per due dirigenti amministrativi non ancora previsti nella pianta organica.
La proposta dei capigruppo sarebbe stata quindi quella di concentrare le assunzioni sulle figure tecniche, mantenendo invece i due dirigenti destinati a sostituire Irene Licari e Paolo Affatato. Il Movimento 5 Stelle aveva inoltre chiesto un rafforzamento del Corpo di Polizia Locale, con Dal Maso che aveva proposto di portare da 10 a 15 le unità da assumere. Il numero sarebbe poi stato fissato a 12 per ragioni legate alla copertura finanziaria.
“Lei era d’accordo con noi”, ricorda oggi Mario Dal Maso. “Tant’è che Formica e Ciruolo hanno abbandonato la capigruppo in segno di dissenso”, aggiunge.
Secondo quanto concordato al termine della riunione dei capigruppo, la sindaca avrebbe dovuto acquisire il parere dei Servizi Finanziari e dei revisori. “Aspettavamo la bozza modificata che avevamo detto ai nostri assessori di votare in Giunta”.
Quando i capigruppo si sono trovati davanti nuovamente la versione originaria del documento, avrebbero inizialmente ipotizzato un errore materiale. “È andata così: nessun retroscena scandaloso, nessuna macchinazione. Se i capigruppo decidono a maggioranza, in democrazia vale la maggioranza. La politica è dialogo”.
Il nodo, a questo punto, sarebbe rappresentato dalla richiesta della sindaca di ricevere una “controproposta formale”. Una posizione che Dal Maso contesta, ponendo una serie di interrogativi: “tutte le decisioni prese in passato e non verbalizzate non valgono? Penso che sia più una questione di principio, altrimenti non me lo so spiegare, non vedo motivi di crisi alcuna. Noi non stiamo bloccando niente, Quindi – conclude Dal Maso – non capisco il suo atteggiamento, è per me incomprensibile”.
La ricostruzione viene sostanzialmente confermata anche dal capogruppo del Psi Mino Di Chiara, che ricorda la riunione dei capigruppo e l’intesa raggiunta dalla maggioranza.
“Abbiamo fatto una riunione dei capigruppo sul Piao e la quasi totalità della maggioranza, ad eccezione di Nicola Formica e Pasquale Ciruolo, era giunta alla conclusione di soprassedere sui due dirigenti amministrativi, perché non era ancora pronta la macrostruttura e non sapevamo quanti e quali dirigenti amministrativi potessero servire. Lei era d’accordo. È facilmente verificabile, perché tutti i capigruppo erano presenti quella sera. Il giorno dopo ha cambiato idea e avrebbe dovuto convocarci e spiegarci perché lo ha fatto”.
Lo riporta foggiatoday.it.



