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FORESTA UMBRA Gargano, riconosciuti tre Boschi Vetusti nella Foresta Umbra

Tra le novità principali c’è il riconoscimento dello status di Bosco Vetusto alla foresta Falascone, situata nel demanio forestale regionale della Foresta Umbra

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
24 Settembre 2026
Gargano // Manfredonia //

La Regione Puglia rafforza la strategia per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio forestale, con due provvedimenti approvati dalla Giunta regionale che interessano sia i boschi di maggiore pregio naturalistico sia la programmazione della vivaistica forestale.

Tra le novità principali c’è il riconoscimento dello status di Bosco Vetusto alla foresta Falascone, situata nel demanio forestale regionale della Foresta Umbra, in agro di Monte Sant’Angelo. Si tratta del terzo riconoscimento assegnato dalla Regione Puglia dopo quelli della foresta Sfilzi, nel territorio di Vico del Gargano, e della foresta Pavari, a Monte Sant’Angelo.

Per Sfilzi, il riconoscimento regionale è stato seguito ad agosto dall’inserimento ufficiale nella Rete nazionale dei Boschi Vetusti istituita dal Masaf, mentre per Pavari è previsto il successivo decreto ministeriale.

Con Falascone si conclude quindi il percorso di individuazione delle tre aree della Foresta Umbra candidate dalla Regione nell’ambito delle attività sviluppate insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia.

I Boschi Vetusti sono ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di specie autoctone e dall’assenza di significative interferenze umane per almeno sessant’anni. Queste condizioni permettono lo sviluppo di processi naturali di rigenerazione e senescenza e conferiscono agli ambienti un elevato valore in termini di biodiversità.

Il riconoscimento non riguarda soltanto la conservazione. La Regione ha previsto anche iniziative di promozione e valorizzazione, attraverso attività di divulgazione ambientale e forestale, visite guidate, percorsi didattico-educativi e un’adeguata segnaletica informativa.

L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza di questi territori e renderli un’opportunità anche per il turismo naturalistico, scientifico e sostenibile, mantenendo al tempo stesso gli equilibri ecologici degli ecosistemi. La normativa regionale in materia forestale individua infatti tra le finalità della politica forestale anche la didattica, l’educazione ambientale e la promozione del turismo scientifico e sportivo.

Il secondo provvedimento approvato dalla Giunta riguarda invece le Linee guida di programmazione 2026/2027 per la vivaistica forestale regionale. Il documento stabilisce gli indirizzi per le attività dei vivai forestali regionali, con particolare attenzione alla produzione, conservazione e diffusione di materiale forestale di moltiplicazione appartenente a specie autoctone e di provenienza certificata.

La programmazione tiene conto anche delle condizioni fitosanitarie e delle caratteristiche ambientali dei territori nei quali il materiale sarà destinato.

In questo quadro, i vivai forestali vengono considerati non soltanto come strutture dedicate alla produzione di piante, ma come infrastrutture strategiche per la conservazione della biodiversità e la rigenerazione del patrimonio forestale pugliese.

L’attività vivaistica regionale si inserisce nell’attuazione della Strategia Forestale Nazionale e punta a migliorare la produzione e il controllo della provenienza dei materiali forestali di moltiplicazione, rafforzando anche il ruolo dei boschi da seme. Nel 2026, inoltre, la Regione ha previsto specifici incentivi per lo sviluppo della vivaistica forestale privata.

I due provvedimenti collegano così la tutela degli ecosistemi forestali di maggiore naturalità alla programmazione del patrimonio vegetale destinato a caratterizzare i boschi pugliesi del futuro.

“Con il riconoscimento di Falascone compiamo un altro passo importante nella tutela del patrimonio forestale pugliese e portiamo a tre i Boschi Vetusti riconosciuti dalla Regione nella Foresta Umbra”, dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli.

“Ma tutelare ciò che abbiamo ereditato significa anche prepararci a ciò che verrà. Per questo affianchiamo alla conservazione dei boschi vetusti una programmazione vivaistica sempre più qualificata, fondata sulle specie autoctone, sulla provenienza certificata e sulla biodiversità. Vogliamo rafforzare gli investimenti nella ricerca e nella conservazione delle risorse genetiche, anche attraverso una vera e propria banca del seme che ci consenta di studiare, selezionare e mettere a dimora specie e materiali capaci di maggiore resilienza rispetto alla siccità, alle temperature più elevate e agli altri effetti dei cambiamenti climatici. È una strategia che guarda al patrimonio forestale non come a qualcosa da custodire soltanto, ma come a una risorsa viva da conoscere, proteggere e far crescere nel tempo”.

Lo riporta foggiatoday.it.

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