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Non spetta al Cnf di uno Stato Membro fissare le tariffe minime degli avvocati

“Avvocato libero di praticare le tariffe che vuole”

Fonte laleggepertutti


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Un serio monito arriva dalla Corte di Giustizia Europea a tutti gli organi europei rappresentativi degli avvocati che hanno ancora la tentazione di imporre tariffe minime: non si può vietare all’avvocato di praticare i prezzi che vuole [1]. Legale e cliente restano sempre liberi di concordare un compenso inferiore all’importo minimo fissato. Con la conseguenza che sarebbe illegittima anche la sanzione disciplinare che miri a punire il legale che applica “scontistiche”.

Consulenze anche a 1 euro?

Non spetta al Cnf di uno Stato Membro fissare le tariffe minime degli avvocati. Né la legge può limitare la tutela a un legale che voglia recuperare il proprio compenso da un cliente moroso se il compenso è al di sotto dei minimi tariffari. Se le norme interne bloccano ogni possibilità di accordo tra cliente e avvocato per stabilire un onorario inferiore a quello fissato da un’organizzazione forense non controllata dall’autorità pubblica, si violano le norme Ue sulla libera concorrenza. Quindi, se un consiglio di un ordine forense di uno Stato membro non agisce come «emanazione della pubblica autorità» ma come organizzazione di categoria, il divieto di determinare onorari più bassi e l’impossibilità per il giudice di liquidare questi importi sono incompatibili col Trattato Ue. Questo il succo della decisione dei giudici di Lussemburgo su un caso che ha visto coinvolto l’organo di rappresentanza degli avvocati della Bulgaria, ma la questione interessa tutti, soprattutto l’Italia.

fonte www.laleggepertutti.it

“Avvocato libero di praticare le tariffe che vuole” ultima modifica: 2017-11-24T08:01:34+00:00 da Redazione



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