Manfredonia/Bari, 25 febbraio 2026. Una svolta vicina dopo quasi dieci anni di attesa. La famiglia di Francesco Armiento, scomparso all’età di 29 anni il 27 giugno 2016, ha incontrato venerdì 20 febbraio, nella sede della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, il dottor Ettore Cardinali, con degli ufficiali di polizia giudiziaria.
All’esito del confronto, la madre Luisa Lapomarda, le sorelle e il padre del giovane, alla presenza dell’avvocato Innocenza Starace del Foro di Foggia, hanno ricevuto indicazioni che consentono oggi di sperare concretamente nel ritrovamento del corpo e nella possibilità di dare a Francesco una degna sepoltura.
«Il dottor Cardinali ha avuto un lungo dialogo con i familiari. Le mie assistite hanno ricevuto informazioni rilevanti sul loro caro; sperano ora di sapere presto la verità sulla morte del ragazzo», dice a StatoQuotidiano.it l’avvocato Starace.
Un passaggio che rappresenta un momento decisivo in una vicenda che si trascina dal 2016 e che ha segnato profondamente la comunità.
“Francesco era estraneo ai clan”
Nel corso dell’incontro, è stato inoltre ribadito – riferisce il legale – che Francesco Armiento non era coinvolto in ambienti criminali.«Per l’ennesima volta è stato confermato che Francesco era una brava persona, non coinvolta in rapporti con clan o dinamiche di criminalità organizzata. Per la famiglia è un elemento fondamentale, dopo anni di dolore e ombre». Le indagini, secondo quanto emerso, risultano chiuse sotto il profilo investigativo.
La richiesta di incontro alla DDA era stata formalizzata nei giorni scorsi dall’avvocato Starace, su mandato della madre Luisa Lapomarda e delle sorelle Serena e Michela Armiento, stremate da anni di silenzio e incertezza. Negli ultimi mesi erano circolate notizie relative a collaboratori di giustizia che avrebbero fornito elementi utili alla ricostruzione dei fatti. La famiglia chiedeva risposte chiare, definitive, soprattutto per poter riavere il corpo.
Alla base della richiesta non solo la verità processuale, ma un bisogno umano: consentire anche al figlio di Francesco di avere un luogo dove poter piangere il padre.
«Ringraziamo il dottor Cardinali per la disponibilità e l’umanità dimostrate – conclude l’avvocato Starace –. Le indicazioni ricevute hanno ridato un minimo di speranza e serenità alle mie assistite, che vivevano in uno stato di totale angoscia da anni. Speriamo che presto si possa conoscere tutta la verità su quanto accaduto».
Dopo quasi un decennio di attesa, la famiglia intravede finalmente uno spiraglio.



