Foggia
Uno dei più importanti intellettuali italiani ritrova il pubblico della libreria

Fabio Stassi, due libri e un solo grande autore

Dalla “grande dimenticata” al biblioterapeuta


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Due romanzi, un solo autore e un’unica presentazione: cose da fuoriclasse. E lo scrittore e critico letterario romano è senza dubbio uno dei “top player” della letteratura italiana, prendendo in prestito un’espressione cara al mondo del calcio. Direttore della prestigiosa collana Nichel di minimum fax, storica fucina di talenti italiani che ha ricevuto in eredità dal collega Nicola Lagioia, vincitore di svariati premi nazionali, Fabio Stassi ritrova il pubblico di Capitanata a distanza di cinque anni dalla memorabile presentazione di Come un respiro interrotto (Sellerio), tra i romanzi più belli presentati sul divano rosso di Piazza U. Giordano. Stavolta però, giovedì 28 marzo alle ore 19, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia lo scrittore presenta ben due libri, pubblicati a distanza di pochi mesi tra loro: Con in bocca il sapore del mondo (minimum fax, 2019), vero e proprio tributo sui generis ad alcuni dei più grandi poeti di sempre (Quasimodo, Montale, Gozzano, D’Annunzio, Campana), e il romanzo dal titolo Ogni coincidenza ha un’anima (Sellerio, 2018), con protagonista il biblioterapeuta Vince Corso, sorta di eroe librario in grado di curare i mali fisici con la forza della letteratura. A conversare con Fabio Stassi sarà la lettrice Chiara Gentile, del gruppo di lettura PagineMie. Introduzione a cura del libraio Salvatore D’Alessio.

 

Con in bocca il sapore del mondo (minimum fax). L’ultima spiaggia di via Veneto e un uomo con il cappotto in ogni stagione (Vincenzo Cardarelli). Un concerto di passerotti sul davanzale e un baritono mancato (Eugenio Montale). Lo scalo di un treno alla foce di un fiume e un accordatore di parole (Salvatore Quasimodo). Il salotto borghese di una casa in collina e un collezionista di farfalle (Guido Gozzano). Un mercoledì delle ceneri e un vecchio capitano in esilio (Gabriele D’Annunzio). Il baraccone di un tiro a segno e l’uomo dei boschi (Dino Campana). Il retrobottega di una libreria antiquaria e un figlio del vento (Umberto Saba). Una raccolta di francobolli e un funambolo solitario e malinconico (Aldo Palazzeschi). Un concerto di bossa nova e un bambino di ottant’anni che aveva la voce di Omero (Giuseppe Ungaretti). L’invettiva contro la luna e una donna che pagava i caffè con dei versi (Alda Merini). Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica. Rimpatria nel mondo questi dieci autori, li fotografa in un gesto, li fa parlare in prima persona, dopo la morte e oltre la morte, da quel punto sospeso dello spazio e del tempo in cui sopravvive la voce di ogni poeta. Ne viene fuori un racconto in presa diretta della loro vita, di quello che pensavano della scrittura, delle idiosincrasie, ossessioni, desideri, dolori, allegrie. Dieci monologhi appassionati e coinvolgenti, una dichiarazione d’amore.

 

Ogni coincidenza ha un’anima (Sellerio). Vince Corso è un biblioterapeuta. Precario più per nascita e per vocazione esistenziale che per condizione sociale, un giorno ha scoperto le doti curative, per l’anima e per il corpo, dei libri e ne ha fatto la propria professione. Si rivolge a lui una bella sessantenne: ha un fratello malato di Alzheimer che, nel marasma della sua mente, da qualche tempo ripete delle frasi spezzate, sempre le stesse, senza alcun legame tra di loro. Era stato uno studioso di fama e un lettore vorace, un amante delle lingue, un ricco collezionista di volumi, quelle parole potrebbero essere citazioni da un romanzo. «È solo un’ipotesi, ma se questo libro esiste, ci terrei a sapere qual è. E se lei lo trovasse, potrei leggerglielo a voce alta, qualche pagina al giorno». Il biblioterapeuta si mette al lavoro, con una domanda che lo assilla: se avessi perso tutto, e ti venisse concesso di salvare un solo ricordo, quale sceglieresti? Ha diversi enigmi da risolvere, mediante tecniche per decifrare e interpretare i testi, attraverso psicologie di identificazione con possibili autori, ricerche di biblioteca in biblioteca, incontri fortuiti e rivelatori. Un’avventura che lo guida a una soluzione che proprio innocente, come all’inizio appariva, non sarà. Intanto scruta i luoghi, fa sedute di biblioterapia con pazienti nuovi e inaspettati, scopre l’odio che è tornato ad attraversare i quartieri e la società. Ed è come una ricerca nella ricerca, un romanzo nel romanzo. Perché Vince è un camminatore, un esploratore di spazi e di persone: itinerari, spazi e persone che lo rimandano senza tregua a coincidenze con i momenti della letteratura di cui è vittima e complice, quasi come un prigioniero felice. Ma dominato da un bisogno inesauribile: trovare la linea di confine tra la vita e i libri.

 

Fabio Stassi. Con minimum fax ha pubblicato È finito il nostro Carnevale (2007), La rivincita di Capablanca (2008) e Il libro dei personaggi letterari (2015). Per Sellerio sono usciti L’ultimo ballo di Charlot (2012), Come un respiro interrotto (2014), Fumisteria (2015), La lettrice scomparsa (2016) e Angelica e le comete (2017) e Ogni coincidenza ha un’anima (2018). È il curatore italiano di Curarsi con i libri e di Crescere con i libri di Ella Berthoud e Susan Elderkin (Sellerio 2016 e 2017). Ha vinto numerosi premi, tra cui il Selezione Campiello, l’Alassio, il Vittorini Opera Prima, lo Sciascia, lo Scerbanenco, l’Arpino.

Fabio Stassi, due libri e un solo grande autore ultima modifica: 2019-03-25T12:04:34+00:00 da Redazione



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Commenti

  • Buongiorno , lo scalo di treni lenti … di Salvatore Quasimodo è stato fedelmente riprodotto a Roccalumera , al Parco Letterario intitolato al Premio Nobel .
    Sarebbe bello se l’autore ambientasseuna sua presentazione proprio la …

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