Il concorso pubblico per l’assunzione di un addetto stampa all’Azienda ospedaliera “Riuniti” di Foggia può proseguire regolarmente. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto le contestazioni avanzate da una dipendente dell’ospedale, confermando la legittimità della procedura avviata dall’azienda sanitaria.
La vicenda nasce dalla decisione del commissario straordinario Giuseppe Pasqualone di bandire un concorso per la figura di “giornalista pubblico”, con successiva nomina della commissione esaminatrice. La dipendente, che in passato aveva svolto attività analoghe all’interno della struttura, aveva presentato ricorso contro il provvedimento.
Già ad aprile il Tar Bari aveva respinto l’istanza, ritenendola tardiva. Ora anche il Consiglio di Stato ha confermato quella decisione, entrando direttamente nel merito della vicenda durante l’esame dell’appello cautelare.
Secondo i giudici di Palazzo Spada, l’azienda ospedaliera ha pieno diritto di indire un concorso pubblico per coprire il ruolo di addetto stampa e tale procedura non lede automaticamente eventuali diritti maturati da chi in precedenza aveva svolto compiti simili.
Uno degli elementi ritenuti decisivi riguarda la partecipazione della stessa ricorrente alla selezione. I giudici hanno evidenziato come la presentazione della domanda di partecipazione al concorso sia incompatibile con la volontà di contestarne l’esistenza, definendo incoerente chiedere l’annullamento di una procedura alla quale si è contemporaneamente scelto di aderire.
Il Consiglio di Stato ha inoltre chiarito che eventuali contestazioni potranno essere avanzate solo al termine della selezione, qualora emergano elementi concreti di illegittimità. Non sono invece sufficienti, in questa fase, contestazioni preventive legate alla composizione della commissione esaminatrice.
La difesa della dipendente aveva contestato la nomina della commissione, sostenendo una presunta “macroscopica incompetenza tecnica” dei componenti scelti. Una tesi che però non ha convinto i giudici, i quali hanno rilevato come la selezione dei membri sia stata effettuata, con adeguata motivazione, tra professionisti del sistema sanitario.
La sentenza ha comportato anche una condanna al pagamento delle spese legali pari a 2mila euro, diversamente dal primo grado di giudizio in cui erano state compensate.
Dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, l’azienda ospedaliera dovrebbe procedere a breve con la ripresa del concorso, sospeso in precedenza in attesa delle decisioni giudiziarie. Nel frattempo si avvicina anche il cambio al vertice del Policlinico: al posto del commissario uscente Pasqualone arriverà il nuovo direttore generale Yanko Tedeschi, il cui insediamento è previsto per l’inizio di giugno.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



