FOGGIA – Cassonetti pieni, sacchetti lasciati sulle griglie, rifiuti che cadono all’apertura dei contenitori e cittadini costretti, di fatto, a lasciare la spazzatura a terra. È la situazione segnalata nella zona compresa tra viale Colombo, viale Michelangelo e corso Roma, nell’area di piazza De Gasperi e dintorni.
Secondo quanto riferito da alcuni residenti, il problema sarebbe esploso dopo la rimozione di diversi vecchi punti di raccolta e l’installazione dei nuovi cassonetti. In passato, lungo viale Michelangelo e nelle aree vicine, erano presenti più postazioni: nei pressi della Despar, davanti al bar Bux, vicino piazza De Gasperi, tra Spacca Napoli e Sherwood, oltre che nella zona tra piazza Patripio e via Matruda.
Oggi, invece, i punti disponibili sarebbero drasticamente ridotti. “Prima c’erano quattro o cinque gruppi di cassonetti, ora ne restano appena tre o quattro”, viene denunciato. Una riduzione che, soprattutto in un’area frequentata da locali commerciali e attività serali, avrebbe creato disagi evidenti.
Il problema riguarda in particolare plastica, umido, carta, vetro e indifferenziato. I cassonetti, secondo la segnalazione, si riempirebbero rapidamente e molti cittadini, non riuscendo a conferire correttamente i rifiuti, finirebbero per abbandonare sacchetti e cartoni accanto ai contenitori o nei cestini destinati alle attività commerciali.



“Dicono che quando il cassonetto è pieno arriva la segnalazione e il sistema si blocca. Ma non è vero: i contenitori sono stracolmi e la gente non sa dove buttare la spazzatura”, denuncia un cittadino.
La questione sarebbe stata sottoposta anche all’assessore De Santis, che avrebbe spiegato come la scelta rientri in una fase di educazione alla raccolta differenziata e di verifica delle reali esigenze del territorio. I residenti, però, temono che il sistema non sia stato adeguatamente calibrato.
La richiesta è chiara: potenziare subito il numero dei cassonetti e ripristinare più punti di raccolta, soprattutto nelle zone a maggiore densità abitativa e commerciale.
A cura di Giovanna Tambo.


