Edizione n° 6132

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

Leonarda Alberizia Una foggiana e un molfettese gli italiani del gruppo di attivisti arrestati dalle autorità della Libia orientale

Dina, così come il molfettese Domenico Centrone e gli altri otto attivisti internazionali arrestati, si troverebbe ora a Bengasi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
25 Maggio 2026
Cronaca // Foggia //

Il Coordinamento provinciale Capitanata per la pace (Foggia) esprime forte e accorata preoccupazione per Leonarda (Dina) Alberizia, da tempo residente in Piemonte ma originaria di Foggia, dove ha recentemente contribuito ad alcune iniziative per la pace e a favore del popolo palestinese.

Dina, così come il molfettese Domenico Centrone e gli altri otto attivisti internazionali arrestati, si troverebbe ora a Bengasi, “capitale” della Libia orientale. Sono tutti accusati di “ingresso illegale” e trattati come clandestini, in quanto componenti di una delegazione recatasi a negoziare il passaggio del convoglio con gli aiuti umanitari diretti a Gaza. Con loro non è stato più possibile alcun contatto dal pomeriggio di ieri, 24 maggio.

Il Coordinamento condivide pienamente il comunicato ufficiale di Global Sumud Italia, di seguito riportato, e rivolge anch’esso un pressante appello al Governo italiano affinché si adoperi per il rilascio immediato di tutti i volontari e per garantire il passaggio sicuro della missione umanitaria.

Instagram: https://www.instagram.com/maghreb_sumud_organisation/reel/DYw6Y3kIO-c/

Dieci volontari del Convoglio di terra Global Sumud arrestati dalle Forze Armate Arabe Libiche e dalle autorità della Libia orientale

Una delegazione umanitaria civile aveva avviato negoziati al valico di Sirte per garantire il passaggio di un convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza. Il contatto con il gruppo è interrotto dalle ore 15:22 (ora locale) del 24 maggio.

Dieci partecipanti civili del Global Sumud Land Convoy sono stati arrestati dalle Forze Armate Arabe Libiche (LAAF) e dalle autorità della Libia orientale (Governo di Salvezza Nazionale) dopo aver attraversato in buona fede la linea 5+5 nei pressi di Sirte per condurre negoziati pacifici a nome del convoglio e facilitare la consegna di aiuti umanitari a Gaza. La Global Sumud Flotilla invita i governi di tutto il mondo a chiedere il loro immediato rilascio.

Tra i partecipanti arrestati, compresi due medici, figurano:

  • Alicia Armesto Nuñez (Spagna)
  • Laura Kwoczała (Polonia)
  • Jenelle Jones (USA)
  • dott.ssa Maria Paula Giménez (Argentina)
  • dott. Lucas Ezequiel Aguilera (Argentina)
  • Matias Alvarez Rodriguez (Uruguay)
  • Ana Margarida França Santana Baptista (Portogallo)
  • Ashraf Khoja (Tunisia)
  • Domenico Centrone (Italia)
  • Leonarda Alberizia (Italia)

I dieci delegati si erano offerti volontari per entrare nella zona di sicurezza 5+5 al fine di negoziare il passaggio della missione umanitaria. L’ultima comunicazione da parte del gruppo risale alle 15:22 del 24 maggio, quando uno dei delegati ha riferito che il gruppo stava per essere trasferito su tre furgoni bianchi. Da allora non è stato stabilito alcun contatto diretto.

Secondo informazioni provenienti da canali non ufficiali, le autorità della Libia orientale avrebbero sostenuto che i partecipanti siano entrati nella zona senza autorizzazione e che siano in corso le procedure per la loro espulsione.

L’arresto si inserisce in un contesto di mancato coordinamento da parte delle autorità della Libia orientale. Prima dell’ingresso della delegazione, il convoglio aveva tentato per due volte di avviare negoziati formali: il primo tentativo era stato accolto positivamente, con la promessa di un incontro successivo mai concretizzato; il secondo si era concluso con l’ordine, da parte di un ufficiale militare, di lasciare immediatamente l’area.

Quando i canali ufficiali e le procedure riconosciute a livello internazionale si sono rivelati inefficaci, il convoglio si è diretto verso il valico nel tentativo di avviare negoziati diretti in assoluta buona fede.

I delegati sono civili disarmati impegnati in una missione umanitaria. La loro detenzione viene definita priva di fondamento giuridico.

Il Global Sumud Land Convoy è partito il 15 maggio 2026 (Giorno della Nakba) con 7 ambulanze, 20 case mobili, 10 camion di aiuti umanitari e oltre 200 partecipanti provenienti da più di 25 Paesi, tra cui professionisti del settore medico, ingegneri, educatori e osservatori legali.

L’obiettivo della missione è fornire aiuti umanitari, creare un corridoio di solidarietà e offrire supporto specialistico alla ricostruzione delle infrastrutture civili di Gaza guidata dai palestinesi.

Il Governo di Salvezza Nazionale, che esercita un controllo politico effettivo sulla Libia orientale, dove si è verificato l’incidente, viene indicato come responsabile della liberazione immediata e incondizionata delle persone coinvolte e della garanzia del loro ritorno in sicurezza.

Infine, gli organizzatori chiedono ai governi di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay, Portogallo, Tunisia e Italia di avviare contatti urgenti con le autorità della Libia orientale a Bengasi, richiedere il rilascio senza condizioni dei propri connazionali e garantire un passaggio sicuro alla missione umanitaria.

Lascia un commento

"L'estate s'adagia e attende l'inchino del mare." – Giancarlo Stoccoro

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO