Si è aperto martedì 23 giugno davanti al giudice monocratico del Tribunale di Foggia il processo nei confronti di un 20enne foggiano, incensurato, accusato di atti persecutori e diffamazione ai danni di Arianna Petti, la giovane che nei mesi scorsi aveva denunciato pubblicamente di essere stata vittima di una grave vicenda legata al revenge porn e ai contenuti deepfake.
La ragazza aveva raccontato di aver scoperto la diffusione di immagini manipolate nelle quali il proprio volto era stato sovrapposto a quello di donne nude. Le fotografie, modificate digitalmente, erano state affisse in numerose copie in diversi punti di un quartiere della città.
Attraverso un video pubblicato sui social, Arianna Petti aveva denunciato quanto accaduto affermando: «È stata creata un’immagine sessuale falsa, che però porta il mio volto, il mio corpo e il mio nome».
La vicenda aveva destato particolare preoccupazione non solo per la violazione della privacy, ma anche per le possibili conseguenze sulla sicurezza personale della giovane. Nei manifesti comparivano infatti il numero di telefono e l’indirizzo reale della ragazza, accompagnati da frasi allusive come «Tutto gratis», circostanza che l’avrebbe esposta al rischio di molestie e contatti indesiderati.
L’imputato, Antonio Pio Giannino, ex compagno di classe della vittima, si trova attualmente agli arresti domiciliari e respinge ogni accusa.
Secondo la ricostruzione della Procura, il giovane avrebbe «compiuto reiteratamente atti persecutori consistiti nell’offendere la reputazione della ragazza, affiggendo in diversi luoghi della città numerose immagini frutto di fotomontaggi che ritraevano il volto della vittima abbinato a foto di donne nude».
Arianna Petti si è costituita parte civile nel procedimento giudiziario e sarà la prima persona chiamata a testimoniare nel corso del processo.
La prossima udienza è stata fissata per il mese di luglio, quando proseguirà l’esame dei fatti contestati e delle prove raccolte dagli inquirenti.
Lo riporta foggiatoday.it.



