MANFREDONIA – Una blatta di oltre tre centimetri trovata in casa al risveglio, la rabbia di un padre di famiglia e una serie di domande dirette all’amministrazione comunale. È la denuncia che arriva da un cittadino di Manfredonia e che riporta al centro dell’attenzione il tema della disinfestazione e del decoro urbano, soprattutto in vista dell’estate.
L’uomo, 47 anni, racconta un episodio che definisce “vergognoso, degradante e indegno di una città che parla di decoro urbano”, sottolineando come una situazione simile non gli fosse mai capitata prima.
“Mai. Nemmeno quando vivevo dai miei genitori, con un giardino pieno di verde, dove sarebbe stato normale trovare insetti”, scrive. Poi la descrizione dell’episodio che ha fatto scattare la protesta: “Oggi a Manfredonia mi sveglio con una blatta di oltre 3 cm dentro casa”.
Una vicenda che assume, nelle parole del cittadino, anche una forte connotazione legata alla sicurezza domestica e alla presenza di bambini piccoli. “Sono un genitore di due bambini piccoli, che hanno il diritto di vivere in una casa sicura, pulita e protetta. Non in un ambiente dove ti ritrovi insetti di queste dimensioni e portatori di infezioni accanto al letto”.
Da qui la richiesta di chiarimenti rivolti all’assessorato competente, con domande puntuali sul sistema di prevenzione adottato in città. “Come vengono fatte le disinfestazioni? Perché se a giugno siamo già a questo livello, significa che qualcosa non funziona. E non da ieri”.
Il cittadino chiede inoltre maggiore trasparenza sulle modalità operative degli interventi: “Voglio sapere come chiudete i tombini, quali prodotti usate, quali cicli di intervento seguite, con quale frequenza e soprattutto chi controlla che le ditte facciano davvero ciò che è previsto”.
Nel suo sfogo, l’uomo ipotizza inefficienze nel sistema di controllo e gestione degli interventi sul territorio: “Quando in una casa arrivano blatte di queste dimensioni, significa solo una cosa: le disinfestazioni non vengono eseguite correttamente, oppure vengono fatte male, oppure vengono fatte tardi o, peggio ancora, non vengono eseguite affatto”.
La conclusione è un appello diretto a chi amministra la città. “Chi amministra ha il dovere di garantire sicurezza igienica, prevenzione e controllo del territorio. E se questo non accade, qualcuno deve assumersi la responsabilità di spiegare perché”.
Un episodio che, al di là del singolo caso, riapre il confronto su un tema spesso ciclico nelle città costiere durante i mesi più caldi: la presenza di insetti e la qualità degli interventi di igiene urbana, con richieste crescenti di controlli più efficaci e programmati.
A cura di Michele Solatia.



