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Non autosufficienti, sindacati: a Cerignola 555 domande in attesa risposta


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Cerignola – Risorse pubbliche, destinate a cittadini in condizioni di non autosufficienza gravissima ed i loro nuclei familiari, bloccate da circa quattro anni nelle casse degli Enti Locali. Succede nell’Ambito Territoriale di Cerignola dove, in un periodo di grave crisi socio-economica, ancora non vengono erogati i sussidi previsti a favore di quelle famiglie “che assicurano assistenza continuativa ai loro parenti in condizioni di non autosufficienza gravissima e che hanno scelto di far proseguire la permanenza a domicilio in alternativa al ricovero in struttura residenziale”.

A denunciare l’odiosa situazione sono le segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL di Foggia, unitamente ai rispettivi sindacati dei pensionati SPI, FNP e UILP, che hanno inviato una lettera al Commissario ad acta per la procedura di assistenza indiretta personalizzata del Comune di Cerignola, Rosaria Claudione, e al Sindaco, Antonio Giannatempo, responsabile dell’Ambito Territoriale di Cerignola, per chiedere un incontro urgente.

Le organizzazioni sindacali manifestano “forte preoccupazione per le gravi inadempienze nell’istruttoria delle 555 domande di Assistenza Indiretta Personalizzata che il Comune di Cerignola non ha elaborato, non permettendo a persone in condizioni di non autosufficienza gravissima e ai loro nuclei familiari di accedere all’erogazione di misure di sostegno economico.

Rilevato che a distanza di quattro anni il suddetto Ambito non ha ancora concluso il procedimento di istruttoria con l’approvazione della graduatoria finale degli aventi diritto” i sindacati chiedono “di conoscere le motivazioni dell’ingiustificato ritardo che sta causando gravissimi danni ai possibili beneficiari”.

“Un ritardo gravissimo in quanto la finalità generale della misura è di grande rilievo sociale”, rilevano i sindacati, ed è quella “di rimuovere ovvero ridurre l’incidenza che i vincoli economici e il disagio derivante da reddito insufficiente possono esercitare sulla scelta e sulla capacità di un nucleo familiare di prendersi carico, per la parte di competenza, del lavoro di cura di una persona in condizione di fragilità derivante da non autosufficienza gravissima favorendo così il ricorso ai servizi domiciliari e comunitari per prolungare la permanenza del soggetto non autosufficiente nel proprio contesto di vita familiare e sociale e riducendo il ricorso alle prestazioni residenziali e semiresidenziali, quando le condizioni di salute e il contesto abitativo lo consentano”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Non autosufficienti, sindacati: a Cerignola 555 domande in attesa risposta ultima modifica: 2014-07-25T14:13:01+00:00 da Redazione



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