FoggiaStato news

Villaggio Artigiani e immigrati: “cittadini di ‘serie b’? Una volta”


Di:

Foggia – UN mare comune è quello che ci appartiene e al contempo ci separa: Mediterraneo o Adriatico poco importa. Qualcuno lo definisce mare nostrum ed è quello che porta a sbarcare migliaia di immigrati alle nostre coste, non viste solo come mete turistiche. E’ l’approdo all’inganno. Quello avvenuto in via Manfredonia è uno sgombero accolto con soddisfazione dai residenti del quartiere villaggio Artigiani. Perché negarlo? E a parlare sono loro, presidio in osservazione, come lo stanno diventando altri quartieri a Foggia.

Fino ad ora sono stati a guardare non senza preoccupazione le occupazioni, la folla accalcata ai margini dei semafori o alla discesa dell’autobus la sera, i bambini assopiti a forza di sonniferi tra le braccia di madri bambine e la mano infantile che si tende e fugge davanti alla domanda “Dove sono i tuoi genitori”? Una situazione che ci è sfuggita di mano come un ascensore dalle corde spezzate. Tutto mentre più in là, su viale Fortore, la mafia protegge eventuali spacci e prostituzione.

“Democrazia non è vai dove vuoi e fa’ quel che vuoi, non è non pagare bollo e assicurazione macchina, come capita a loro che parcheggiano senza pagare sulle strisce blu – spiega un signore che risiede e assiste con occhi vigili alle problematiche del suo quartiere – democrazia non significa essere in fuga dagli obblighi, ma risolvere i problemi della gente. A partire dallo Stato”.

In questo silos hanno trovato rifugio e maledizione, a causa del garantismo a tutti i costi, che in realtà sta cominciando a fornire privilegi più che diritti, spiegano i residenti. Tempo fa, uno degli immigrati occupanti morì nel tentativo di divellere il ferro arrugginito da uno dei finestroni visibili al passante e posizionati in alto nella costruzione dell’ex Fornace. “Quanto mai grave è il fenomeno secondo cui un orivato cittadino, che sia disoccupato o un commerciante debba pagare pesanti conseguenze per l’illecito, e invece a loro possano essere garantiti allacci all’Enel e all’acqua. Fino a che punto questa comunità può sostenere l’altra, che è parassitaria?”.

In trasformazione la stessa idea di cittadino di serie b, per i residenti, se è vero che per cittadino di serie b possiamo considerare quello della nostra comunità in piena crisi economica. Qualcuno tra loro cita la legge Amato 2002 che li protegge con un assegno sociale non garantito ad un disoccupato. “Ciò alimenta il razzismo, anziché scoraggiarlo”.

Un accattonaggio che pesa in termini di danni allo stato, un’evasione di fondi che non fa crescere l’altra, di comunità. “Perché un genitore qualunque rischia la sottrazione del proprio figlio, e l’arrivo di un assistente sociale se avvistato a far fare accattonaggio ai propri figli o se visti nell’atto di distribuire sonniferi ai neonati o a bambini posti nelle carrozzine, e loro no? Per i nostri figli arriverebbe un direttore didattico a richiamarli all’obbligo scolastico, mentre loro sono esenti”. Una regolamentazione del problema, una volta giunti qui, sarebbe la svolta, più che un arrivo massiccio e indiscriminato.

(A cura di Maria Pina Panella – mariapina.panella@libero.it)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Villaggio Artigiani e immigrati: “cittadini di ‘serie b’? Una volta” ultima modifica: 2014-07-25T19:51:35+00:00 da Maria Pina Panella



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This