Un uomo di 36 anni della provincia di Bari è stato arrestato con l’accusa di aver abusato per anni della figlia 13enne della propria compagna e di aver sottoposto la donna a una serie di comportamenti vessatori. Nei suoi confronti sono state contestate le ipotesi di violenza sessuale continuata e aggravata, maltrattamenti contro familiari e stalking.
Il provvedimento cautelare in carcere è stato emesso dal gip Alfredo Ferraro, su richiesta del pubblico ministero Ignazio Abbadessa, dopo la denuncia presentata dalla compagna dell’uomo, assistita dall’avvocato Laura Bellanova del foro di Bari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 36enne avrebbe esercitato un controllo costante sulla donna, arrivando a limitarne l’utilizzo del telefono cellulare e a imporle anche il modo di vestirsi. Le accuse più gravi riguardano però la presunta violenza nei confronti della figlia adolescente della compagna, che sarebbe stata costretta a subire abusi sessuali per un lungo periodo.
La vicenda è emersa dopo una discussione tra la ragazzina e l’uomo, durante la quale la 13enne avrebbe pronunciato la frase: «Adesso confesso tutto a mamma». Da quel momento la giovane avrebbe raccontato alla madre, tra le lacrime e alla presenza di una vicina di casa, quanto sarebbe stata costretta a subire.
Dopo la denuncia, la minorenne è stata accompagnata all’ospedale Giovanni XXIII di Bari, dove è stato attivato il protocollo previsto per la tutela delle vittime di violenza sessuale. Durante il colloquio con i sanitari, la ragazza avrebbe fornito dettagli sugli episodi subiti, raccontando anche di aver pensato al suicidio.
Il gip ha successivamente disposto l’incidente probatorio, durante il quale la giovane è stata ascoltata in un ambiente protetto con il supporto di uno psicologo. Nel corso dell’audizione, secondo quanto riportato nell’ordinanza, la 13enne avrebbe esposto «con dovizia di particolari tutti i dettagli dei gravi fatti oggetto di denuncia manifestando una maturità emotiva e intellettiva certamente idonea a rendere testimonianza».
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



