Nuovo capitolo nella lunga battaglia sulle concessioni balneari. Una recente pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea viene interpretata dalla maggioranza come un possibile elemento di svolta nell’applicazione della direttiva Bolkestein, stabilendo che l’obbligo di gara pubblica scatta soltanto quando le autorizzazioni risultano effettivamente limitate dalla scarsità della risorsa naturale.
La decisione riguarda la causa C-574/25 “Balneari Rimini II” e chiarisce che la valutazione sull’eventuale scarsità delle spiagge spetta alle autorità nazionali competenti, sotto il controllo dei giudici. Un passaggio che, secondo Fratelli d’Italia, potrebbe rafforzare la posizione del governo nella gestione del settore.
Nel frattempo l’esecutivo punta ad accelerare sulle nuove procedure. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato che entro la fine di luglio sarà disponibile un bando tipo per le concessioni balneari, destinato ai Comuni per uniformare le modalità delle gare.
«Stiamo definendo gli ultimi particolari raccogliendo le indicazioni delle associazioni e degli ordini professionali», ha dichiarato Salvini, spiegando che l’obiettivo è arrivare a criteri capaci di tenere conto della continuità aziendale, della tutela delle imprese familiari, del legame con il territorio e della qualità dei servizi offerti.
Secondo il ministro, le esperienze già avviate in diversi Comuni dimostrerebbero che, attraverso questi criteri, molti gestori uscenti hanno ottenuto la riassegnazione delle concessioni.
Salvini ha inoltre richiamato il tema della sicurezza sulle spiagge, sottolineando il ruolo degli stabilimenti organizzati anche come presidio per il servizio di salvataggio, mentre sulle spiagge libere gli stessi compiti ricadono sui Comuni, spesso con risorse economiche limitate.
La pronuncia europea ha suscitato la reazione positiva di Fratelli d’Italia. Per Riccardo Zucconi, componente della commissione Attività produttive della Camera, la decisione rappresenterebbe un cambio di prospettiva: «spazza via anni di ricostruzioni ideologiche» e potrebbe favorire un intervento legislativo definitivo.
L’esponente di FdI ha richiamato anche la mappatura del demanio marittimo realizzata dal governo nel 2023, che secondo l’esecutivo avrebbe evidenziato l’assenza di una situazione generalizzata di scarsità delle spiagge a livello nazionale.
La questione resta comunque al centro del confronto politico e istituzionale: da una parte la necessità di rispettare le regole europee sulla concorrenza, dall’altra la richiesta degli operatori balneari di maggiore stabilità dopo anni di incertezza normativa.
Lo riporta retegargano.it.




Da infocuria https://infocuria.curia.europa.eu/tabs/tout?lang=IT (il sito dove è possibile trovare le pronunce alle sentenze della Corte di Giustizia Europea) non risulta alcuna pronuncia della Corte, ma solo la domanda pronunciale rivolta alla Corte alla quale si richiedono dei chiarimento.
Quindi FdI cosa deve decidere considerando che le sentenze della Corte di Giustizia sono vincolanti.