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RAFFAELE VAIRO Manfredonia, il declino non è un destino: il nodo è la qualità della classe dirigente

Quando si analizzano i fenomeni sociali, il rischio della generalizzazione è sempre dietro l'angolo

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
25 Luglio 2026
Economia // Manfredonia //

Quando si analizzano i fenomeni sociali, il rischio della generalizzazione è sempre dietro l’angolo. Eppure ci sono dati che difficilmente possono essere smentiti. Il progressivo declino economico, sociale e demografico di Manfredonia rappresenta una realtà documentata, il cui effetto più evidente è l’emigrazione continua di giovani costretti a cercare lavoro e prospettive altrove.

La riflessione proposta da Raffaele Vairo richiama un tema che va oltre il caso locale. Le criticità evidenziate – dalla riduzione degli investimenti industriali alle carenze infrastrutturali, dall’inefficienza della pubblica amministrazione alla presenza della criminalità organizzata fino alla debolezza della classe dirigente – sono elementi che numerosi studi di Istat, Svimez, Banca d’Italia e Censis hanno più volte individuato come fattori strutturali del ritardo del Mezzogiorno.

Il punto centrale, tuttavia, riguarda la responsabilità politica e amministrativa. Nessun territorio può sperare di invertire la rotta senza una governance capace di programmare, attrarre investimenti, utilizzare efficacemente le risorse pubbliche e costruire una visione di lungo periodo. Lo sviluppo non nasce dall’assistenzialismo né dalla gestione del consenso, ma dalla capacità di creare opportunità, valorizzare il capitale umano e restituire fiducia ai cittadini.

Manfredonia possiede risorse che molte città possono solo invidiare: una posizione strategica sull’Adriatico, un porto, un patrimonio ambientale e culturale di straordinario valore, la vicinanza al Gargano, competenze professionali e un tessuto imprenditoriale che, nonostante le difficoltà, continua a resistere. Ciò che spesso è mancato è una strategia condivisa e una classe dirigente in grado di trasformare queste potenzialità in sviluppo concreto.

La citazione di Guido Dorso conserva una sorprendente attualità. Quando scrive che il Mezzogiorno “non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà”, richiama il principio secondo cui il riscatto non può essere affidato esclusivamente agli interventi esterni. Servono istituzioni credibili, amministrazioni efficienti, legalità e responsabilità collettiva.

Il dibattito aperto da Vairo dovrebbe quindi rappresentare un’occasione di confronto, non di contrapposizione. Perché riconoscere le cause profonde del declino non significa rassegnarsi, ma individuare il punto di partenza per costruire un futuro diverso.

La sfida di Manfredonia, come quella di molte città del Sud, non consiste soltanto nel trattenere i giovani, ma nel creare le condizioni affinché possano scegliere di restare.

12 commenti su "Manfredonia, il declino non è un destino: il nodo è la qualità della classe dirigente"

  1. Manfredonia ha anche tanti cittadini che posseggono beni immobili e anche ingenti somme accantonate negli istituti bancari e postali e anche ingenti somme nascoste come si suol dire “sotto il mattone” Questa tipologia di cittadini generalmente inficia l’economia locale e globale in quanto sono accumulatori seriali di danaro e beni immobili e non spendono un centesimo o quasi collaborando ad uccidere lo sviluppo, i posti di lavoro, la prospettiva di crescita. Il più delle volte sono persone apparentemente umili, vanno nei luoghi di culto in prima fila..ma in realtà servono il demone danaro 👹💰🪙💸💵 con fedeltà assoluta. Gente benestante,che non dona manco un centesimo al mendicante più bisognoso..solo il pensiero di accumulare danaro giorno dopo giorno…come se il danaro lo dovesse portare anche nell’al di là. Che Dio abbia pietà di loro.

  2. Classe dirigente e politici di me..a che hanno pensato sempre ai caxxi loro e dei loro familiari stop…

  3. Il declino è dovuto alle migliaia di 🐑🐐👅 che votano le classi dirigenti. Quando vi recate alle urne non vi fate ingannare dai falsi amici che ti consigliano “quello è un bravo ragazzo” vota a quella che è preparata…prendeteli a calci nel sedere perché sono i galoppini dei potenti, votate se ondo il vostro istinto, le vostre personali valutazione, prendete a calci i falsi messia dell’onestà, della rettitudine politica.

  4. La qualità della dirigenza politica locale è proporzionale alla qualità della maggioranza degli elettori.

  5. Ormai come cittadino ho perso tutte le speranze di vedere la città migliorare, siamo piuttosto destinati a peggiorare sempre di più. Le belle parole del sindaco non hanno portato a nessun MINIMO segnale di cambiamento, anzi!

  6. I problemi sono tanti e da Tanto Tanto Tempo.
    Voglio soffermarmi però su un aspetto molto importante,si parla spesso del Sistema imprenditoriale,e qui credo và detto una volta per tutte quello che la realtà ci mette davanti da tantissimi anni.In Italia salvo qualche meteora sparsa un po’ qua’ un po’ là,non abbiamo mai avuto una classe di imprenditore con la “I” maiuscola,ma una classe che ha sempre fatto e fa’ con i soldi di Papà Stato.Vogliamo aiuti,ci serve aiuto,delocalizzano e pagano tasse altrove mentre Papà Stato paga Cig ed altro……….

  7. Cari ci rivolgiamo a Voi in quanto cittadini e contribuenti che hanno a cuore il destino, lo sviluppo e il benessere della nostra comunità.
    Da troppo tempo assistiamo a una gestione della macchina amministrativa che appare immobile, ancorata a vecchie logiche politiche e visibilmente distante dalle reali necessità di modernizzazione che i tempi attuali impongono, esistono Dirigenti donne con un potere distruttivo del settore Finanze, poi Dirigenti degli uffici Tecnici con super potere,,
    La struttura comunale, anziché evolversi per diventare un motore di sviluppo efficiente, snello e digitalizzato, sembra intrappolata in un perenne status quo.
    Le conseguenze di questo immobilismo ricadono interamente sui cittadini: tempi di attesa dilatati per le pratiche burocratiche, servizi pubblici che faticano a mantenere standard dignitosi e, cosa ancor più grave, l’incapacità cronica di attrarre e spendere con lungimiranza i fondi di finanziamento europei e nazionali.
    Il rifiuto di aggiornare le procedure e di investire con coraggio sull’innovazione tecnologica e sulle competenze dei giovani professionisti sta impoverendo il nostro territorio. Un Comune non può essere gestito con le regole di trent’anni fa; ha bisogno di visione, meritocrazia e turnover generazionale.
    La difesa di vecchi equilibri politici non può più essere anteposta al bene comune.
    Chiediamo pertanto un cambio di rotta immediato e concreto, che metta al centro:
    La digitalizzazione integrale dei servizi per azzerare le code e i tempi di attesa.
    Il potenziamento degli uffici chiave attraverso l’inserimento di nuove figure tecniche e qualificate
    La trasparenza totale sui progetti di sviluppo e sulla gestione dei fondi pubblici.
    I cittadini non chiedono favori, ma un’amministrazione che funzioni. Restiamo in attesa di segnali tangibili di cambiamento e di un confronto pubblico e aperto sul futuro della struttura comunale.
    Essere al servizio dei cittadini è un dovere non un piacere,
    si chiama “DIRITTO”.

  8. La classe dirigente di Manfredonia e una parte della politica hanno, a mio avviso, grandi responsabilità per la situazione in cui versa la città. In particolare, ritengo che alcuni esponenti del PD abbiano avuto un ruolo importante nelle scelte che hanno contribuito al suo declino.
    Credo che i cittadini abbiano il diritto di chiedere la massima trasparenza sul patrimonio e sull’evoluzione della situazione economica di chi ha ricoperto incarichi pubblici, nel pieno rispetto della legge e degli strumenti di controllo previsti. Se emergono dubbi o sospetti, spetta esclusivamente agli organi competenti svolgere eventuali verifiche e accertare i fatti.
    Ritengo inoltre che, qualora esistano rapporti di parentela o altri potenziali conflitti d’interesse tra chi ricopre incarichi istituzionali o giudiziari e soggetti coinvolti nella vita politica locale, tali situazioni debbano essere valutate secondo la legge e, se necessario, segnalate agli organi competenti affinché venga garantita la massima imparzialità.
    Molti cittadini percepiscono un sistema in cui il potere è concentrato nelle mani di pochi e in cui è difficile far emergere critiche o ottenere risposte. Questa è una sensazione che merita attenzione, ma ogni eventuale illecito o conflitto d’interessi deve essere accertato sulla base di prove e dalle autorità competenti.

  9. @ Pinocchio
    Un rapporto che condivido in tutto e per tutto.
    Si dovrebbe trovare il modo e la maniera che al cambio politico amministrativo seguisse il cambio dirigenziale…
    La faccia, generalmente, si lava con due mani…

  10. Matteo condivido il tuo pensiero rigaurdante il sindaco. Lui basta che saluta tutti, e ride in continuazione va dicendo che tutto va meglio del previsto. Beato lui….

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