La partita delle concessioni balneari entra in una fase decisiva. Il recente orientamento espresso dalla Settima Sezione del Consiglio di Stato con il parere n. 6539 del 18 agosto 2026 chiarisce un punto fondamentale: il termine del 30 settembre 2027 non costituisce una nuova proroga automatica delle concessioni esistenti, ma rappresenta il limite massimo entro il quale completare il percorso di riordino del settore.
I Comuni, pertanto, non sono tenuti ad attendere quella data. Possono predisporre e avviare fin da subito le procedure comparative per l’assegnazione delle nuove concessioni, nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e concorrenza.
Si tratta di un chiarimento di grande rilevanza per l’intero comparto turistico-balneare e, in modo particolare, per territori come il Gargano, dove l’economia del mare costituisce una componente essenziale dell’offerta turistica, dell’occupazione e dello sviluppo imprenditoriale.
Secondo l’orientamento del Consiglio di Stato, il periodo transitorio non può essere interpretato come un motivo per rinviare ogni decisione. Al contrario, deve assumere una funzione acceleratoria: le amministrazioni locali sono chiamate a programmare le procedure, predisporre gli atti necessari e procedere alle nuove assegnazioni entro i termini stabiliti.
Per Assoturismo Capitanata, questo passaggio deve diventare l’occasione per superare definitivamente la lunga fase di incertezza che ha condizionato le imprese del settore.
«Le imprese balneari hanno bisogno di certezze – dichiara Nicola Ragno, coordinatore provinciale di Assoturismo Capitanata –. Per anni il comparto ha dovuto convivere con proroghe, contenziosi e continui cambiamenti normativi. Oggi è necessario costruire un percorso chiaro, equilibrato e rapido, capace di garantire procedure trasparenti e, allo stesso tempo, di riconoscere il valore economico, imprenditoriale e turistico delle aziende che hanno investito nel nostro territorio».
La questione coinvolge direttamente tutti i Comuni costieri della Capitanata. Da Vieste a Peschici, da Rodi Garganico a Manfredonia, insieme alle altre località del litorale provinciale, le concessioni demaniali rappresentano infatti un elemento centrale nell’organizzazione dell’offerta turistica.
«Non possiamo permettere – prosegue Ragno – che l’incertezza normativa blocchi gli investimenti proprio mentre il mercato turistico chiede alle imprese maggiore qualità dei servizi, innovazione, sostenibilità e capacità di destagionalizzare l’offerta. I Comuni devono essere messi nelle condizioni di operare attraverso strumenti chiari e uniformi, evitando interpretazioni differenti da un territorio all’altro».
Parallelamente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando con gli enti territoriali alla definizione di un bando-tipo nazionale, con l’obiettivo di rendere più omogenei i criteri delle future procedure di assegnazione. Per Assoturismo Capitanata, tuttavia, il confronto sul modello nazionale non deve trasformarsi in un ulteriore fattore di paralisi per le amministrazioni locali.
L’associazione ritiene quindi necessario aprire una fase di confronto concreto tra Comuni, Regione Puglia, rappresentanze economiche e operatori balneari. La nuova stagione delle concessioni non può essere affrontata esclusivamente come una questione burocratica o giuridica: deve diventare parte integrante di una strategia complessiva per lo sviluppo turistico del territorio.
La vera sfida sarà utilizzare il riordino delle concessioni per migliorare la qualità dell’offerta. Le future procedure dovranno valorizzare progetti capaci di generare benefici duraturi per le comunità locali, premiando la qualità dei servizi, l’accessibilità, la sostenibilità ambientale, l’innovazione, la sicurezza e la destagionalizzazione. Sarà inoltre fondamentale favorire una maggiore integrazione tra gli stabilimenti balneari e l’intera economia turistica locale.
«Il Gargano – conclude Nicola Ragno – non ha bisogno di nuove incertezze, ma di una strategia. La riforma delle concessioni può diventare un’opportunità, se sarà governata con equilibrio. Dobbiamo tutelare il lavoro e gli investimenti delle imprese, garantire la legalità e la trasparenza delle procedure e costruire un’offerta balneare sempre più moderna e competitiva. Il mare è una risorsa pubblica, ma è anche uno straordinario patrimonio economico e turistico, che deve essere gestito con responsabilità e visione».
Per la Capitanata, il messaggio che arriva dal nuovo quadro giurisprudenziale è dunque chiaro: non è più il tempo di attendere. Le amministrazioni possono cominciare a programmare e procedere, mentre le imprese devono essere poste nelle condizioni di conoscere con certezza le regole che determineranno il loro futuro.
La stagione delle nuove concessioni balneari è già iniziata. La priorità, adesso, è fare in modo che questo cambiamento produca più qualità, maggiori investimenti e una nuova competitività per il turismo del Gargano e dell’intera Capitanata.



