FOGGIA, 24 agosto 2026 — «Sadam era una persona onesta e non aveva mai litigato con nessuno». Con queste parole Arshad, connazionale di 47 anni, ricorda Sadam Houssain, il bracciante agricolo pachistano trovato senza vita sabato pomeriggio nel bagagliaio della propria automobile.
Del trentaduenne non si avevano più notizie dal 4 agosto. Il ritrovamento è avvenuto diciotto giorni dopo, nei pressi del ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Il corpo, secondo quanto emerso, si trovava già in avanzato stato di decomposizione.
Durante i mesi invernali Arshad aveva condiviso con la vittima un’abitazione a Ippocampo, frazione di Manfredonia. «Non aveva mai avuto problemi né con altri pachistani né con persone di diversa nazionalità», racconta.
Sadam avrebbe utilizzato la propria automobile per accompagnare alcuni lavoratori nelle campagne della zona, dove erano impegnati nella raccolta dei pomodori. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i suoi ultimi spostamenti e di chiarire quanto accaduto nei giorni successivi alla scomparsa.
La Procura di Foggia ha aperto un’indagine per omicidio. Elementi determinanti potrebbero arrivare dall’autopsia, prevista nelle prossime ore, che dovrà stabilire le cause e, per quanto possibile, il momento della morte.
In Italia si trova anche Nazim, fratello della vittima. «Vuole conoscere la verità a ogni costo e sapere chi ha ucciso Sadam», riferisce Arshad.
Conclusi gli accertamenti medico-legali, la salma sarà trasferita in Pakistan per la sepoltura. Ad attenderla ci saranno i familiari del giovane, in particolare la madre, sconvolta dalla notizia della sua morte. Lo riporta l’Ansa.



