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DIESEL SCONTI Caro carburanti, diesel speciale oltre 3 euro: domani il Cdm sulla proroga degli sconti

Il dato emerge dall’analisi condotta dal Codacons sui prezzi comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nelle giornate del 24 e 25 agosto

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
25 Agosto 2026
Economia // L'inchiesta //

Caro carburanti, diesel speciale oltre 3 euro: domani il Cdm sulla proroga degli sconti
Sulla A22 il Supreme Diesel raggiunge 3,159 euro al litro. Il Governo valuta una breve estensione delle misure in vigore, in attesa di un intervento più selettivo per le famiglie maggiormente in difficoltà

Nuova impennata dei prezzi dei carburanti in Italia. Mentre il gasolio continua a costare più della benzina, sulla rete autostradale vengono segnalati picchi particolarmente elevati: lungo la A22 Brennero-Modena, il Supreme Diesel in modalità servito ha superato la soglia dei 3 euro, arrivando a 3,159 euro al litro.

Il dato emerge dall’analisi condotta dal Codacons sui prezzi comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nelle giornate del 24 e 25 agosto. Si tratta del prezzo di un carburante speciale rilevato in uno specifico impianto e non della media nazionale, ma il superamento dei 3 euro viene considerato dalle associazioni dei consumatori un segnale preoccupante.

Intanto, alla vigilia della scadenza dello sconto sulle accise, il Governo prepara una nuova riunione del Consiglio dei ministri. L’ipotesi è quella di prorogare per alcuni giorni le misure esistenti, così da avere il tempo necessario per mettere a punto un intervento più mirato.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service è pari a: 2,015 euro al litro per la benzina; 2,136 euro al litro per il gasolio.

La situazione è ancora più pesante in autostrada, dove la benzina self service raggiunge una media di 2,091 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,207 euro.

Le medie restano quindi lontane dal picco di 3,159 euro segnalato sulla A22, ma confermano una crescita generalizzata dei listini e un’anomalia ormai evidente: il diesel, tradizionalmente più economico, costa sensibilmente più della benzina.

I prezzi più elevati sulle autostrade

Il caso della A22 non è isolato. Secondo il Codacons, il diesel servito raggiunge 2,729 euro al litro sulla A21 Torino-Piacenza. Prezzi particolarmente alti si registrano anche nelle isole minori: a Pantelleria il gasolio arriva a 2,799 euro al litro.

Tra le tratte autostradali più costose figurano inoltre:

la A4 Venezia-Trieste, con il diesel servito a 2,699 euro;
la A28 Portogruaro-Conegliano, sempre a 2,699 euro;
la A22 Brennero-Modena, dove il diesel ordinario arriva a 2,659 euro;
la A15 Parma-La Spezia, con un prezzo di 2,629 euro.

Ancora più elevati risultano i listini dei carburanti speciali. Sulla A21 Torino-Piacenza il Supreme Diesel viene venduto fino a 2,929 euro al litro, mentre sulla A15 Parma-La Spezia l’Hi-Q Diesel raggiunge 2,879 euro.

Il Governo prepara una proroga temporanea

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha esaminato la situazione nel corso di una riunione con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi.

Secondo fonti di Palazzo Chigi, domani dovrebbe tenersi un nuovo Consiglio dei ministri per approvare una breve proroga delle misure in scadenza. Non si tratterebbe, tuttavia, della soluzione definitiva.

L’estensione temporanea dovrebbe consentire al Governo di preparare un provvedimento più selettivo, concentrando le risorse sulle fasce di reddito maggiormente colpite dall’aumento dei prezzi. L’obiettivo dichiarato è rendere il sostegno pubblico più efficace, evitando di distribuire gli aiuti indistintamente a tutti gli automobilisti.

Codacons: «Il superamento dei 3 euro è un allarme»

Il Codacons precisa che il prezzo registrato sulla A22 non significa che tutti gli italiani siano destinati a pagare 3 euro al litro. Il fatto che questa soglia sia stata già superata in alcuni distributori rappresenta però, secondo l’associazione, un importante campanello d’allarme.

Il timore è che un ulteriore aumento delle quotazioni possa rendere meno eccezionali prezzi che fino a poco tempo fa sarebbero apparsi irrealistici. Per questo l’associazione torna a chiedere interventi strutturali, capaci di proteggere gli automobilisti dalle improvvise fiammate dei listini, superando la logica delle proroghe di pochi giorni.

Anche l’Unione nazionale consumatori denuncia il progressivo aumento dei prezzi. Il presidente Massimiliano Dona sottolinea che il gasolio in autostrada si mantiene ormai stabilmente sopra i 2,20 euro al litro e che il beneficio prodotto dal precedente taglio delle accise è stato sostanzialmente assorbito dai nuovi rincari. Secondo le stime dell’associazione, senza il rinnovo dello sconto il gasolio potrebbe raggiungere 2,378 euro al litro in autostrada e 2,307 euro sulla rete stradale ordinaria.

L’Unc chiede quindi una riduzione delle accise pari a 30 centesimi per il gasolio e a 14 centesimi per la benzina, sollecitando un intervento nazionale senza attendere un eventuale accordo europeo sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere.

La richiesta di un cambio di strategia arriva anche da Agenti Fnaarc Confcommercio. Il presidente Alberto Petranzan riconosce lo sforzo compiuto dal Governo, ma giudica insufficienti le proroghe di breve durata.

Per agenti e rappresentanti di commercio, l’automobile costituisce uno strumento di lavoro e il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa. L’aumento dei prezzi rischia quindi di compromettere la sostenibilità delle attività e rende più difficile anche programmare la sostituzione del veicolo.

La categoria chiede una politica energetica stabile, in grado di ridurre la volatilità dei prezzi e offrire maggiori certezze a chi percorre ogni anno migliaia di chilometri per ragioni professionali.

Le prossime ore saranno decisive. Il Governo dovrà stabilire la durata della proroga e definire i primi criteri del futuro intervento selettivo.

Sul tavolo restano diverse possibilità: una nuova riduzione delle accise, sostegni riservati ai redditi più bassi, misure specifiche per lavoratori e imprese oppure il ricorso alle risorse derivanti da una possibile tassazione degli extraprofitti energetici.

Nel frattempo, l’aumento del diesel rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il costo di un pieno. In un Paese nel quale gran parte delle merci viaggia su strada, ogni rincaro può trasferirsi sui prezzi dei beni di consumo e aggravare ulteriormente la pressione economica sulle famiglie.

Fonte: rielaborazione delle informazioni pubblicate da Sky TG24 il 25 agosto 2026, su dati Mimit, Codacons, Unione nazionale consumatori e Agenti Fnaarc Confcommercio.

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