MATERA – Cinque farmacie assaltate in meno di due ore, circa 37mila euro tra denaro e assegni sottratti e un’organizzazione che, secondo gli investigatori, avrebbe utilizzato veicoli rubati, targhe false, radio ricetrasmittenti e strumenti da effrazione.
Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Altamura hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone. Il provvedimento è stato emesso il 21 agosto 2026 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo e in concorso tra loro e con altre persone non ancora identificate, di furto aggravato e riciclaggio. Le contestazioni riguardano i cinque colpi compiuti nella notte del 31 marzo 2026 ai danni di altrettante farmacie di Scanzano Jonico, Policoro e Nova Siri.
Cinque colpi tra l’1.17 e le 3
Secondo l’ipotesi accusatoria, almeno cinque persone con il volto coperto e munite di torce frontali, radio ricetrasmittenti, indumenti utili a ostacolarne il riconoscimento e attrezzi da scasso avrebbero raggiunto le farmacie a bordo di un Range Rover Sport rubato.
La sequenza sarebbe iniziata intorno all’1.17 presso la farmacia “Laguardia” di Scanzano Jonico, dove sarebbero state portate via due casse automatiche contenenti complessivamente circa 500 euro.
Poco più di venti minuti dopo, alle 1.40, sarebbe stata colpita la farmacia “Gentile-Fraschetti”, sempre a Scanzano Jonico. In questo caso il bottino ammonterebbe a circa 8.300 euro.
La banda si sarebbe quindi spostata a Policoro. Alle 2.02 sarebbe entrata in azione nella farmacia “De Santis”, sottraendo circa 800 euro. Alle 2.20 sarebbe stata invece presa di mira la farmacia “SS. Vergine di Anglona”, dalla quale sarebbero stati portati via contanti e assegni per un valore complessivo di circa 23.200 euro.
L’ultimo colpo risale alle 3, nella farmacia “Izzi” di Nova Siri Scalo, dove sarebbero state sottratte due casse contenenti circa 4.200 euro.
Il valore complessivo del denaro e dei titoli portati via nel corso della notte è stato quantificato in circa 37mila euro.
Range Rover rubato e targhe sottratte a una Porsche
Per raggiungere le farmacie e allontanarsi dopo i furti sarebbe stato utilizzato un Range Rover Sport rubato a Ginosa nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2026.
Sul fuoristrada sarebbero state applicate targhe sottratte poche ore prima da una Porsche Macan parcheggiata a Scanzano Jonico. Un espediente che avrebbe dovuto rendere più difficile l’identificazione del veicolo impiegato durante gli assalti.
Terminata la serie di colpi, il mezzo sarebbe stato condotto presso una presunta base logistica individuata a Santeramo in Colle. Il Range Rover è stato successivamente ritrovato completamente incendiato, verosimilmente nel tentativo di cancellare eventuali tracce.
Le immagini delle telecamere
Le indagini, coordinate dalla Procura di Matera, sono state condotte dai Carabinieri delle Compagnie di Altamura e Policoro.
Un ruolo centrale sarebbe stato svolto dall’analisi coordinata delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza delle farmacie e delle aree attraversate dal gruppo.
Nei locali individuati dagli investigatori come possibile base operativa sarebbero stati trovati veicoli di provenienza furtiva, passamontagna, torce frontali, radio ricetrasmittenti, piedi di porco e numerosi strumenti da effrazione ritenuti compatibili con la preparazione e l’esecuzione di reati contro il patrimonio.
Ulteriori elementi sarebbero emersi dall’esame di una scheda di memoria collegata a un sistema di videosorveglianza presente all’interno della base logistica. Gli investigatori avrebbero confrontato gli indumenti indossati dalle persone riprese durante i furti con quelli visibili nelle immagini registrate al momento del rientro del veicolo.
Le ricerche sul cellulare prima dei colpi
Tra gli elementi raccolti figura anche l’analisi della memoria di un telefono cellulare sequestrato nel corso delle indagini.
All’interno del dispositivo sarebbero state individuate ricerche effettuate in rete su alcune delle farmacie successivamente assaltate, su altri possibili obiettivi e su componenti elettroniche relative al modello di automobile utilizzato per compiere i furti.
Secondo la ricostruzione accolta dal gip ai soli fini cautelari, tre degli indagati avrebbero partecipato alla fase esecutiva dei colpi. Il quarto avrebbe invece fornito un contributo logistico, mettendo a disposizione e gestendo i locali utilizzati per custodire i veicoli e le attrezzature.
Pericolo di reiterazione dei reati
Nel disporre la custodia cautelare in carcere, il giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi a carico delle quattro persone e concrete esigenze cautelari.
In particolare, il gip ha evidenziato il pericolo che potessero essere commessi altri reati analoghi e il rischio di contatti con ulteriori soggetti coinvolti nella vicenda, tuttora in corso di identificazione. Secondo il giudice, misure meno afflittive non sarebbero state sufficienti a contenere tali rischi.
La concentrazione di cinque furti in meno di due ore, l’impiego di più persone con ruoli coordinati, l’utilizzo di veicoli e targhe rubati e la scelta di colpire attività che assicurano un servizio essenziale avevano suscitato forte allarme nelle comunità del Metapontino.
Indagini ancora in corso
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’ordinanza cautelare può essere impugnata e le accuse formulate nei confronti degli indagati hanno carattere provvisorio.
La responsabilità delle quattro persone dovrà essere accertata nel contraddittorio tra le parti e con una sentenza definitiva. In base al principio costituzionale della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a un’eventuale condanna irrevocabile.



