Il Comitato “Insieme per Lido del Sole” annuncia la presentazione della Carta dei diritti della comunità, un documento nato per rappresentare e promuovere gli interessi collettivi della frazione turistica di Rodi Garganico.
La Carta sarà indirizzata al sindaco Carmine D’Anelli, al presidente del Consiglio comunale e agli assessori competenti. Tra le richieste principali figura l’istituzione di un tavolo permanente di concertazione dedicato a Lido del Sole, con la partecipazione dei rappresentanti della comunità locale. L’obiettivo dichiarato è favorire il confronto sulle decisioni riguardanti il territorio e garantire la tutela dell’interesse pubblico.
Negli ultimi anni il Comitato ha presentato osservazioni, istanze, proposte e richieste di accesso agli atti nelle forme previste dalla legge. Le iniziative hanno riguardato, in particolare, la situazione delle aree pubbliche, le modalità con cui sono state assegnate e gestite le zone destinate a parchi, parcheggi e servizi, nonché l’eventuale coinvolgimento di soggetti privati.
Le richieste: dai servizi essenziali agli accessi al mare
La Carta richiama innanzitutto la necessità di garantire a Lido del Sole alcuni servizi considerati essenziali: una farmacia, servizi bancari, un mercato rionale e un punto comunale di riferimento per residenti e turisti.
Il Comitato chiede inoltre il ripristino di una spiaggia libera adeguatamente pulita e dotata di servizi, insieme alla garanzia di accessi pubblici e liberamente fruibili al mare.
Una parte significativa delle osservazioni riguarda la convenzione stipulata nel 2009 tra il Comune di Rodi Garganico e l’associazione ATAS. L’accordo ha attribuito all’associazione il diritto di superficie su alcune aree pubbliche comunali, con l’obiettivo di migliorarle e destinarle ad attività di interesse collettivo.
ATAS gestisce aree previste dalla pianificazione urbanistica per funzioni pubbliche, tra cui parchi, giardini, spazi per il gioco e la socialità e parcheggi. Secondo il Comitato, la gestione privata di questi beni pubblici avrebbe suscitato interrogativi tra i cittadini circa l’effettivo perseguimento dell’interesse generale.
Il caso del cosiddetto “parco ATAS”
Al centro delle contestazioni si trova il cosiddetto “parco ATAS”, un’area di circa seimila metri quadrati situata di fronte al mare, tra gli stabilimenti balneari. Nel 2013 l’area sarebbe stata concessa gratuitamente all’associazione per trent’anni, senza un avviso pubblico di manifestazione d’interesse, allo scopo di realizzarvi un parco aperto alla collettività.
Il progetto presentato prevedeva un’area giochi, spazi per lo sport, panchine e giardini. Secondo quanto riferisce il Comitato, tuttavia, tali interventi non sarebbero stati realizzati. L’area sarebbe stata invece recintata e chiusa, insieme all’accesso al mare che la attraversava.
Lo spazio verrebbe utilizzato principalmente per balli di gruppo e spettacoli serali promossi da ATAS, soprattutto nelle settimane centrali di agosto, rimanendo chiuso durante il resto dell’anno. La scorsa estate il cancello sarebbe stato aperto per alcuni giorni, trasformando l’area in un punto di ritrovo per i giovani, ma l’accesso sarebbe stato successivamente interdetto.
Nel novembre 2023 il Comitato ha scritto al Comune per chiedere chiarimenti sulla gestione dell’area e sul mancato raggiungimento della finalità pubblica prevista. In seguito ha proposto all’Amministrazione di adottare un regolamento comunale che ne disciplini l’utilizzo e ne garantisca la fruizione da parte di tutti i cittadini.
Parcheggi, ZTL e riduzione delle aree di sosta gratuita
Un altro tema particolarmente sentito è quello della mobilità. La deliberazione comunale numero 94 del 9 luglio 2026 ha disposto l’istituzione temporanea di un’area di sosta regolamentata a pagamento all’interno dello Sporting Club, area già assegnata all’associazione ATAS.
Il parcheggio è stato realizzato nell’ambito degli interventi di riqualificazione della circolazione, finanziati nel 2022 con risorse dell’associazione, del Comune e della Regione. Contestualmente, sostiene il Comitato, sarebbero stati eliminati alcuni parcheggi gratuiti in via degli Oleandri e via delle Meduse.
Con successivi provvedimenti del 16 e 17 luglio, il Comune ha istituito la zona a traffico limitato e il divieto di sosta, a partire dalle 19.30, in via degli Ippocampi, via delle Meduse, via delle Dalie e piazza Panunzio. È stato inoltre disposto il divieto di parcheggio su entrambi i lati di via degli Ulivi, con rimozione dei veicoli, per ragioni di sicurezza.
Secondo il Comitato, queste misure avrebbero ridotto sensibilmente il numero dei parcheggi gratuiti, rendendo la sosta a pagamento una parte significativa dell’offerta disponibile durante il giorno e pressoché l’unica possibilità negli orari di attivazione della ZTL.
«Se si limita l’accesso alle auto, è fondamentale garantire un numero adeguato di parcheggi gratuiti o a costi accessibili nelle aree limitrofe. Altrimenti si rischia di creare disagi per commercianti, cittadini e turisti», osservano i rappresentanti del Comitato.
Dopo l’introduzione della ZTL e dei nuovi divieti sarebbero state elevate centinaia di sanzioni. Il Comitato ritiene che i provvedimenti non siano stati accompagnati da motivazioni sufficientemente puntuali e fondate su dati concreti. Contesta, in particolare, il divieto in via degli Oleandri, strada che viene descritta come abbastanza ampia da consentire la sosta senza ostacolare la circolazione.
Per queste ragioni è stata presentata al Comune un’istanza di annullamento o riesame in autotutela della disciplina della ZTL, nella quale vengono contestati un presunto difetto di motivazione, la carenza di proporzionalità e un’insufficiente istruttoria amministrativa.
Le limitazioni alla musica e agli eventi
Alle contestazioni su multe, chiusure e divieti si aggiunge quella relativa all’ordinanza antirumore del 5 agosto, che ha introdotto limitazioni alla diffusione della musica anche durante eventi organizzati o patrocinati dal Comune di Rodi Garganico.
Il Comitato evidenzia come il provvedimento sia intervenuto in una stagione già caratterizzata, a suo giudizio, da sanzioni e restrizioni nei confronti degli imprenditori turistici impegnati nell’organizzazione di serate e iniziative di intrattenimento.
Anche su questo punto viene chiesto all’Amministrazione di chiarire quali interessi pubblici siano stati valutati e quale equilibrio sia stato ricercato tra la tutela della quiete, le esigenze dei residenti e la vocazione turistica della località.
La vicenda degli imprenditori turistici
La Carta richiama infine il caso di una famiglia di imprenditori turistici che, secondo quanto riferito, sarebbe stata gravemente danneggiata da alcuni atti amministrativi adottati dal Comune a carico della propria attività economica.
Successive pronunce delle autorità giudiziarie avrebbero riconosciuto le ragioni degli imprenditori. Il Comitato sostiene tuttavia che tali decisioni non abbiano ancora trovato piena attuazione da parte dell’Amministrazione comunale, nonostante le iniziative promosse per sollecitarne l’esecuzione.
«Senza sostituirci alla magistratura né esprimere giudizi sulla vicenda, auspichiamo che venga fatta piena chiarezza», precisa il Comitato.
“Chi pone una domanda ha diritto a una risposta”
Lo scorso 10 agosto era stato chiesto un incontro al sindaco di Rodi Garganico, ma, secondo quanto riferito, la richiesta non avrebbe ricevuto seguito.
La Carta dei diritti della comunità di Lido del Sole, che sarà formalmente presentata al Comune nei prossimi giorni, si fonda su cinque principi: ascolto, trasparenza, partecipazione, tutela ambientale e legalità.
Al centro del documento vi è una convinzione precisa: ogni cittadino che pone una domanda alle istituzioni ha diritto di ricevere una risposta.
«Criticare un atto o chiedere trasparenza non significa essere contro le istituzioni», conclude il Comitato. «Significa esercitare il diritto e il dovere di partecipare alla vita della propria comunità. Il bene comune non appartiene a qualcuno: appartiene alla comunità. E si misura dalla capacità di creare condizioni di vita migliori per tutti».



