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IORIO FOGGIA Saldo migratorio a Foggia, Iorio replica a Confindustria: «La città non è da dimenticare, serve un fronte comune»

Il Comune, chiarisce Iorio, non intende ignorare né ridimensionare il dato Istat rilanciato dal Sole 24 Ore

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
25 Agosto 2026
Foggia // Politica //

FOGGIA – Il dato sul saldo migratorio interno riaccende il confronto sul futuro del capoluogo dauno e sulla capacità del territorio di trattenere residenti, famiglie, giovani e imprese. L’assessore comunale alle Attività economiche, Luigi Iorio, interviene dopo le valutazioni del presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, e respinge sia la definizione di Foggia come «città da dimenticare» sia l’accusa rivolta a istituzioni ritenute «quasi mute» davanti al fenomeno.

Il Comune, chiarisce Iorio, non intende ignorare né ridimensionare il dato Istat rilanciato dal Sole 24 Ore. La replica si concentra però sulla lettura della statistica, sulle competenze dei diversi livelli istituzionali e sulle iniziative avviate dall’amministrazione. Secondo l’assessore, attribuire all’ente comunale la responsabilità complessiva della politica economica e industriale significa confondere piani differenti: tali materie appartengono soprattutto ad altri livelli pubblici e coinvolgono anche le organizzazioni datoriali. A Palazzo di Città spettano invece pianificazione, programmazione territoriale e azioni per agevolare gli investimenti.

Su questi terreni, sostiene Iorio, l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo avrebbe lavorato senza interruzioni nei primi due anni di mandato. Tra i dossier citati c’è la zona industriale Asi, principale polo produttivo cittadino: un’area di circa 600 ettari nella quale operano, secondo i numeri richiamati dall’assessore, approssimativamente tremila lavoratori.

Il primo intervento indicato riguarda lo sblocco di circa 40 milioni di euro destinati alla piattaforma logistica ferroviaria dell’Incoronata. Il secondo è l’accordo firmato il 6 agosto tra Comune e Consorzio Asi per un sistema di videosorveglianza composto da 183 dispositivi e finanziato con fondi del Pon Legalità. La sicurezza, nella ricostruzione fornita, è una delle condizioni poste dai grandi investitori. Sarebbe inoltre vicino l’ampliamento del comparto industriale.

L’assessore richiama anche la Consulta per il commercio e i Job Days organizzati negli ultimi anni. Il punto politico è che la competitività non dipende da un solo soggetto: richiede programmazione pubblica, ma anche investimenti privati, assunzioni, formazione e innovazione.

Da qui la richiesta a Confindustria Foggia di assumere un ruolo di partner nei processi economici e sociali del territorio. Iorio invita l’associazione a utilizzare le proprie leve per attrarre nuove imprese, rafforzare quelle già presenti e costruire percorsi formativi, con la stessa determinazione impiegata nel giudicare l’azione delle istituzioni. Non una negazione dei problemi, dunque, ma la richiesta di condividere responsabilità e proposte.

Una parte centrale dell’intervento riguarda la natura del dato statistico. Iorio sottolinea che quello esaminato è il saldo migratorio interno: registra i trasferimenti di residenza verso altri comuni e non coincide automaticamente con un abbandono della Capitanata. Un cittadino che sposta la residenza da Foggia a San Severo, Cerignola, Manfredonia o in un centro vicino, osserva l’assessore, può continuare a vivere e lavorare nello stesso bacino territoriale.

Le ragioni potrebbero essere connesse al costo delle case, agli spazi e alla qualità della vita nei centri minori. Per parlare di desertificazione sociale, secondo Iorio, occorrerebbe distinguere chi lascia il territorio da chi cambia indirizzo restando nella stessa area.

Un altro limite segnalato è l’assenza di una classificazione per età e categorie sociali. Iorio porta poi l’esempio degli universitari non residenti: migliaia di studenti, afferma, vivono, studiano e spendono a Foggia senza comparire nell’anagrafe comunale. La loro presenza incide su affitti, commercio e servizi, ma non viene rappresentata dal saldo migratorio.

La conclusione prova a spostare il confronto dalla polemica al tavolo operativo. Iorio considera poco utili gli scambi a distanza affidati ai comunicati e propone a Confindustria un dialogo diretto e costante. L’associazione è invitata a indicare proposte concrete per trattenere talenti, famiglie e imprese.

Il Comune, assicura l’assessore, continuerà a intervenire nell’ambito delle proprie competenze, ma chiede il contributo di chi rappresenta il sistema produttivo. Sullo sfondo resta un nodo che i dati hanno riportato al centro: costruire una strategia comune capace di trasformare il confronto sul declino in scelte verificabili per il futuro della città.

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