Manfredonia

Mantova, riunione sindaci SIN, Riccardi: bonificare ‘piscina Marchesi’ (VD)


Di:

Mantova, teatro Bibiena, Riccardi (statoquotidiano- CMMF)

Manfredonia – “UNA discarica (la cd Piscina Marchesi, dal nome dell’ingegnere capo produzione del caprolattame, nell’Isola 16, area ex Enichem, ndr) che nonostante le segnalazioni e le ripetute sollecitazioni è ancora lì a produrre, con buona probabilità, effetti devastanti sul territorio e sulla cittadinanza”. Nuovo grido d’allarme del sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, questo pomeriggio dal Teatro Bibiena di Mantova dove si è svolto un incontro tra i sindaci delle 187 città incluse nella lista dei Siti di Interesse Nazionale (SIN): “aree contaminate e classificate come pericolose che necessitano di interventi di bonifica per evitate danni ambientali e sanitari”. Come risaputo, fra i Sin nazionali c’è anche Manfredonia, con Bari-Fibronit, Taranto-Statte e Brindisi che completano l’elenco in Puglia.

“Mi sento dire da qualcuno che non è il caso di creare allarmismi tra la popolazione, come se la salute è l’ultimo problema di cui occuparsi. Non mi fermo e non mi arrendo. Quel territorio deve essere bonificato, fortemente infrastrutturato per non perdere lavoro e guadagnarne altro. E’ paradossale che esista una struttura, ma che questa non sia a disposizione della comunità. Sono consapevole che – ha terminato Riccardi – si tratta di una sfida alta, al potere vero di questo Paese, ma non ho la minima esitazione. Noi Sindaci siamo rimasti l’ultimo baluardo della democrazia. Possiamo essere protagonisti di un cambiamento vero, se lo vorremo”.

PROSSIMO UN DOCUMENTO DA INVIARE AL GOVERNO, MINISTERO E COMMISSIONI PARLAMENTARI. Dopo il colloquio tra il Sindaco Riccardi e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando, al quale ha fatto seguito una missiva con cui Orlando ha invitato la Syndial ad intervenire per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti presenti nella discarica “ex pista Vigili del Fuoco”, pronto ora un documento che dovrebbe essere inviato all’attenzione del Governo, dei Ministeri competenti e delle Commissioni Parlamentari.

IL DOCUMENTO. Da raccolta dati, “si chiederà, per la veste stessa che ricopre ogni Sindaco quale autorità comunale sanitaria”, la “dichiarazione dello stato di crisi ambientale e sanitaria” per tutti i 39 siti italiani nei quali l’inquinamento di terra e acqua è talmente esteso da essere ritenuto un serio pericolo per la salute pubblica. Si va dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia alla Toscana, dalle Marche alla Sicilia, passando per la nostra regione dove vi sono quattro SIN, tra cui Manfredonia.

“Verranno chieste, inoltre: la revisione della normativa in materia di bonifica” per meglio chiarire “aspetti normativi e tecnici ancora oggi molto controversi”; la predisposizione di un piano operativo delle bonifiche che veda coinvolti il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e quello dello Sviluppo Economico ma abbia come protagonisti diretti i Comuni. Per risolvere i problemi finanziari, i Sindaci proporranno un “provvedimento affinché la Cassa Depositi e Prestiti finanzi con “asse ad hoc” la messa in sicurezza, nei siti prioritari, dei fattori di rischio per la salute”; la “garanzia di adeguate risorse economiche e umane” al Ministero dell’Ambiente, all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e alle ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente), per rendere più efficienti le Pubbliche Amministrazioni; la piena conoscenza da parte di tutti su ciò che avviene nel proprio territorio con “la creazione di uno strumento per la comunicazione trasparente e tempestiva” sullo stato ambientale e sanitario del sito e sul progredire delle azioni di risanamento.

IN PRECEDENZA, APRILE 2012: LA DENUNCIA DELL’EX SINDACALISTA, DIPENDENTE ENICHEM. Per la cronaca la prima segnalazione era stata fatta a Stato nell’aprile 2012, oltre 16 mesi fa, dall’ex dipendente Enichem, già sindacalista provinciale della Uil, Giuseppe Carbonara: “oltre 40mila tonnellate di rifiuti tossici e nocivi – compreso il terreno di copertura – nell’area ex Enichem di Manfredonia, suolo di Monte Sant’Angelo”. Per i sopralluoghi nell’area bisogna tornare indietro invece di 2 anni.

L'area dove è stata accertata la presenza di 40mila T di rifiuti tossici e nocivi, Isola 16, area ex Enichem (STATO@)

PISCINA MARCHESI, CESSAZIONE PRODUZIONE 33 ANNI FA. “Grazie alla collaborazione di Giuseppe Carbonara, verso il quale va tutta la mia stima – disse il sindaco durante una seduta di Consiglio nell’aprile 2012 – si è smascherata e messa in luce una passata attività della Syndial, società ENI (al tempo Società Chimica Dauna, ndR), con la presenza di rifiuti tossici e nocivi nell’Isola 16”, la cosiddetta Piscina Marchese, dal nome dell’ingegnere capo produzione del caprolattame, negli anni ‘70 – con dismissione produzione a fine anni ‘80 – dunque oltre 33 anni fa. Ora il sollecito per la bonifica. In precedenza la dismissione delle produzioni, la cessione dei suoli attraverso la ENISUD, l’insediamento delle aziende del CdA e la relativa (nuova) dismissione.

VIDEO – AREA CD “PISCINA MARCHESI”, ISOLA 16

SIN, LO STUDIO SENTIERI, FOCUS MANFREDONIA

FOCUS
Indagini epidemiologiche 17 SIN, bibliografia e dati Manfredonia (V)

STUDIO SENTIERI SU SIN MANFREDONIA

STUDIO VERSIONE INTEGRALE

ALLEGATI

Slide


(Ricostruzione a cura di Giuseppe de Filippo, redazione Stato)

VIDEO (A cura di Marco Capponi)
Manfredonia, La Seveso del Sud – I (Chi L’ha Visto)


Manfredonia, La Seveso del Sud – II (Chi l’Ha visto)


DEMOLIZIONI STRUTTURE AREA EX ENICHEM

Redazione Stato,ddf@riproduzioneriservata

Mantova, riunione sindaci SIN, Riccardi: bonificare ‘piscina Marchesi’ (VD) ultima modifica: 2013-09-25T19:52:53+00:00 da Redazione



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Commenti


  • semprevigile

    Bla, Bla, Bla…. sempre le stesse chiacchiere e gli stessi impegni mai rispettati. Manfredonia ormai è morta sotto tutti i punti di vista e con essa hanno ucciso quel poco di orgoglio che avevano dimostrato i cittadini allor quando si manifestò per denunciare i fattacci, le malefatte dell’Enichem e compagnia bella !!!! Il tempo trascorso suggella tale riflessione..poveri noi!!!


  • deluso pd

    Angelo Riccardi l’unico Sindaco dallo scoppio di quella torre maledetta a interessarsi davvero e senza chiacchiere alla salute dei cittadini di Manfredonia . Grazie


  • Papessa

    Mi auguro che un bel male incurabile colpisca tutti i responsabili,e anche i loro cari,tanto se lo meritano!!!


  • SINDACO DIMETTITI VAIVIA

    parole..parole..parole.. a ragione MINA, il canile comunale, ai rinnovato la convenzione per 15 anni, ma è vero che il proprietario del terreno e della struttura e della famiglia di—————————— (non possiamo pubblicare, necessario verificare i suoi dati,ndr)
    eccetera , D I M E T T I T I V A I VIA
    GUIDO – Manfredonia


  • Osservatore Sipontino

    Esiste un registro dei tumori a Manfredonia?


  • Mufulus

    Deluso PD, mi stati deludendo. Riccardi ci sta facendo perdere l’ospedale, il lavoro, il Tribunale ed ora anche il pulman per Foggia. E’ unico oppure UNICUM ?


  • Antonio

    Vorrei chiedere a chi parla del canile
    Ma secondo te è facile spostare il canile con 400 cani in un altro posto? Ti sei chiesto quanto costerebbe al comune questo ” trasloco”.
    Hai mai visto che meraviglia di canile abbiamo a Manfredonia, é un oasi, curato, pulito, funzionante con spazi dedicati, strutture di ricezione
    Fate tutto facile!!!


  • paolo

    La parola della campagna elettorale era lavoro se mi ricordo ma—-


  • deluso pd

    Per mufulus Ma davvero pensi che la colpa sia tutta del Sindaco Riccardi ?penso che tu stia scherzando ma se lo pensi davvero allora vuol dire che credi ancora a babbo natale ed io con—– non parlo.


  • anonimo

    ORA TUTTI CON RENZI TUTTI SUL CARRO DEL VINCITORE CHE PENA


  • Mister X

    Sicuri che ci saranno le urne e i vincitori, c’è tanto di quel malessere e astio verso la classe politica italiana che ci vuol niente ad innescare una sanguinaria rivoluzione..


  • Redazione

    COMUNICATO STAMPA

    L’eco mediatico c’è stato ed anche fragoroso. Tantissimi e per tutto lo Stivale coloro che hanno raccontato dell’incontro, svoltosi al Teatro Bibiena di Mantova, a cui ha partecipato una larghissima parte dei Sindaci delle 187 città italiane interessate da bonifiche, che sembrano infinite, del territorio e quindi incluse nella lista dei Siti di Interesse Nazionale. I SIN, lo dice un decreto legislativo ed uno ministeriale, sono individuabili “in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini sanitari e ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali”. Il documento che verrà presentato al Governo va dritto al punto, senza fronzoli. Come ha sin qui fatto il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, che non poteva certo mancare all’appuntamento.

    E’ vero, nel suo caso, che ha decisamente sforato il tempo assegnato ai primi cittadini intervenuti, ma è altrettanto vero che ha saputo coinvolgere i presenti e meritare per due volte i loro applausi. Tanti, tutti probabilmente, “gli ultimi baluardi della democrazia”, come definisce i Sindaci nel suo intervento lo stesso Riccardi, che si sono riconosciuti in quelle parole ed in quelle situazioni, nell’impotenza di agire per tutelare la propria comunità e nella risolutezza nel non voler lasciare nulla di intentato. Si chiederà, per la veste stessa che ricopre ogni Sindaco quale autorità comunale sanitaria, la “dichiarazione dello stato di crisi ambientale e sanitaria” per tutti i 39 siti italiani nei quali l’inquinamento di terra e acqua è talmente esteso da essere ritenuto un serio pericolo per la salute pubblica. Si va dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia alla Toscana, dalle Marche alla Sicilia, passando per la nostra regione dove vi sono quattro SIN, tra cui Manfredonia.

    Non solo. Verranno chieste, inoltre: la revisione della normativa in materia di bonifica per meglio chiarire “aspetti normativi e tecnici ancora oggi molto controversi”; la predisposizione di un piano operativo delle bonifiche che veda coinvolti il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e quello dello Sviluppo Economico ma abbia come protagonisti diretti i Comuni. Per risolvere i problemi finanziari, i Sindaci proporranno un “provvedimento affinché la Cassa Depositi e Prestiti finanzi con “asse ad hoc” la messa in sicurezza, nei siti prioritari, dei fattori di rischio per la salute”; la “garanzia di adeguate risorse economiche e umane” al Ministero dell’Ambiente, all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e alle ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente), per rendere più efficienti le Pubbliche Amministrazioni; la piena conoscenza da parte di tutti su ciò che avviene nel proprio territorio con “la creazione di uno strumento per la comunicazione trasparente e tempestiva” sullo stato ambientale e sanitario del sito e sul progredire delle azioni di risanamento. E’ cominciata “una sfida alta al potere vero di questo Paese”, diceva due giorni fa il Sindaco di Manfredonia in quel di Mantova, e “possiamo essere protagonisti di un cambiamento vero”.

    I SIN sono bombe per la salute pubblica di quattro milioni e mezzo di italiani. Vanno disinnescate, o meglio: andavano disinnescate già da tempo. Ritardi, incertezze, superficialità, tentennamenti e tanto altro hanno invece fin qui caratterizzato le bonifiche di tante città italiane. Occorre muoversi. Subito.

    (A cura di Matteo Fidanza – Ufficio Stampa e Comunicazione – Città di Manfredonia, FG)


  • Lo spaventoso flop del p.t.

    si….?
    Io invece, mi preoccupo visionando i vari rotocalchi meridionali e nazionali circa i prodotti che consumiamo a tavola e specialmente quelli di alcune zone della campania che sono su di un mare di veleni sotterati. A Manfredonia che è una città dove non esistono leggi e regole che si rispettono, non è possibile leggere (come previsto per legge) la provenienza dei prodotti, il loro stato (congelati o freschi) e anche x l’orto frutta si comprano alla cieca dalla rape alle pesche, non sappiamo se vengono innaffiate con l’acqua del candelaro o dei canaloni sudici di Siponto ignoriamo l’origine dei prodotti acquistati, nessuno si preoccupa di fare delle verifiche e tutelarci…


  • Redazione

    Al fine di coordinare le relative conoscenze la Fondazione Micheletti di Brescia ha organizzato, per il prossimo 14 e 15 ottobre, un convegno sul tema: “Puliamo l’Italia.

    Dall’archeologia industriale alla rigenerazione del territorio”, a cui sono invitate tutte le persone interessate a restituire a tante zone d’Italia, condizioni di abitabilità in vera sicurezza.

    Giorgio Nebbia

    “Alle armi, cittadini a rischio”

    Centinaia, molte centinaia, sono le zone d’Italia in cui si trovano, sul suolo, nel sottosuolo e nelle acque, sostanze tossiche e pericolose per la salute e per la vita animale. Si tratta di terreni su cui si sono svolte, per anni o decenni, attività industriali chimiche o metallurgiche che hanno generato grandi quantità di scorie solide e liquide, spesso sepolte nel sottosuolo. Si tratta di discariche di rifiuti industriali e urbani. Su tali zone è pericoloso vivere o abitare; da tali zone le sostanze tossiche si sono disperse e continuano a disperdersi nei campi, nel sottosuolo, nelle acque sotterranee e da qui nei fiumi e nei pozzi da cui viene prelevata acqua potabile.

    Alcune, 39, di queste zone sono vaste e talmente inquinate da richiedere una ampia e costosa bonifica — le chiamano “siti di interesse nazionale” (SIN); la bonifica di altre 18 è stata posta nelle mani delle Regioni; altre centinaia devono (dovrebbero) essere bonificate dagli enti locali.

    Dove sono questi “siti contaminati”, da quali processi e attività sono state generate le scorie, quali sostanze chimiche e radioattive contengono ? Moltissimi uffici, da quelli nazionali a quelli locali contengono dati sulla storia, produzione, natura delle scorie di molti di questi situi contaminati. Molte associazioni e molti studiosi locali hanno volonterosamente ricostruito la situazione dei rispettivi siti. Ma gli effetti nocivi non sono solo locali; prodotti agricoli contaminati da sostanze tossiche presenti nei luoghi di produzione possono circolare in tutti i negozi.

    La conoscenza dei siti contaminati, grandi e piccoli, delle sostanze presenti e di quanto si fa (o non si fa) per bonificarli è un problema nazionale. Al fine di coordinare le relative conoscenze la Fondazione Micheletti di Brescia ha organizzato, per il prossimo 14 e 15 ottobre, un convegno sul tema: “Puliamo l’Italia. Dall’archeologia industriale alla rigenerazione del territorio”, a cui sono invitate tutte le persone interessate a restituire a tante zone d’Italia, condizioni di abitabilità in vera sicurezza.

    La Fondazione ha anche un sito che sta raccogliendo notizie su singole zone contaminate, da Brescia, a Fidenza, a Pieve Vergonte, un “Atlante dell’Italia da salvare” (www.industriaeambiente.it). Mi auguro che molti partecipino, mandino i propri contributi per arricchire l’Atlante, anche considerando che “bonifica” significa soldi, ma anche posti di lavoro, innovazione tecnico-scientifica — e anche storia dell’industria e del lavoro, e, se volete, amore e rispetto per il proprio paese. Per informazioni: micheletti@fondazionemicheletti.it,

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