Grande partecipazione a Terra Aut, il bene confiscato alla criminalità organizzata in contrada Scarafone, dove si è svolta l’iniziativa “Rinascere dalla Terra: legalità, giustizia sociale e rigenerazione comunitaria”, promossa dal Club per l’Unesco di Cerignola in collaborazione con la cooperativa sociale Altereco.
L’appuntamento ha rappresentato un momento di riflessione sul valore civile, sociale ed economico del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, attraverso un percorso che punta a trasformare luoghi un tempo legati al potere criminale in spazi di legalità, lavoro e inclusione.
Altereco, grazie alla legge 109/96 sul riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, porta avanti a Terra Aut progetti di agricoltura sociale, inclusione lavorativa e sensibilizzazione della comunità.
L’iniziativa è stata inserita nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, il cui tema ufficiale è “Proteggere. Rinnovare. Resistere. Reinventare”. L’obiettivo è stato mostrare concretamente come il riutilizzo sociale dei beni confiscati possa rappresentare un patrimonio comune da valorizzare e uno strumento di rigenerazione della comunità.
Numerosi cittadini e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri hanno partecipato all’appuntamento, prendendo parte anche a una visita guidata di Terra Aut. I partecipanti hanno potuto conoscere la storia del luogo e vedere come il bene sia stato “reinventato” attraverso attività agricole etiche e progetti di inclusione sociale.
Durante l’incontro è stata dedicata particolare attenzione anche alla Legge Rognoni-La Torre, che introdusse nell’ordinamento il reato di associazione mafiosa e rese possibile la confisca dei patrimoni riconducibili alle organizzazioni criminali.
Nel corso del dibattito, il sindaco di Cerignola Francesco Bonito ha evidenziato il significato del recupero e della restituzione dei beni confiscati alla collettività, richiamando il ruolo delle istituzioni nella promozione della legalità e nello sviluppo sociale del territorio.
Il colonnello Giovanni Capone, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Foggia, ha invece sottolineato il ruolo dell’Arma non soltanto nel contrasto alla criminalità, ma anche nell’educazione delle nuove generazioni ai valori della cittadinanza attiva e del rispetto delle regole.




Il sociologo e scrittore Leonardo Palmisano ha posto l’accento sulla necessità di coinvolgere la società civile nella lotta alle mafie, attraverso l’educazione alla legalità e la valorizzazione dei beni confiscati, che possono essere trasformati in opportunità di crescita e rigenerazione per le comunità.
A moderare l’incontro sono state Rosaria Digregorio, presidente del Club Unesco di Cerignola, e Addolorata Giannatempo, referente dell’area formativa della cooperativa sociale Altereco. Quest’ultima ha illustrato come i beni confiscati possano diventare strumenti concreti di inclusione sociale, sviluppo territoriale e rinascita della comunità.
Il presidente di Altereco, Vincenzo Pugliese, ha spiegato il significato della scelta di inserire l’iniziativa nelle Giornate Europee del Patrimonio: «Inserire questa iniziativa all’interno delle Giornate Europee del Patrimonio ha per noi un valore profondo e questo grazie alla grande attenzione del Club Unesco di Cerignola – ha detto Vincenzo Pugliese, presidente di Altereco -. Il patrimonio non è fatto solo di monumenti, ma anche di luoghi simbolici che la comunità decide di proteggere e far rinascere. Portare i cittadini a scoprire Terra Aut significa dimostrare che possiamo reinventare il futuro del nostro territorio, creando lavoro e dignità».
Terra Aut, in contrada Scarafone, è gestita da Altereco su terreni confiscati alla criminalità organizzata. Il progetto punta a dimostrare come sia possibile trasformare un luogo precedentemente simbolo del potere criminale in un avamposto di legalità, economia sostenibile, lavoro regolare e sviluppo.
Attraverso i suoi progetti di agricoltura sociale, la cooperativa favorisce inoltre l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di fragilità, rafforzando il legame tra riutilizzo dei beni confiscati, inclusione e partecipazione della comunità.


